Ed eccomi qui, ancora una volta per ripercorrere, al solo nominare titoli, tanti ricordi… Tra le tante compilation che venivano realizzate durante gli anni della dance rampante che ho conosciuto nel 1998-1999 e seguito – diciamo attivamente – dal 1999 al 2005, una di quelle che mi sta più a cuore era Los Cuarenta, curata e realizzata in casa RIN e della quale ho varie volte parlato o fatto cenno.

Ho altrove detto che il 2002 è stato un anno un po’ moscio per me, sotto vari aspetti. All’epoca davo importanza a cose che oggi mi paiono decisamente stupide ma – ehi! – avevo 16 anni dopotutto. Oggi vanno appresso al telefonino alla moda; io nel 2002 andavo appresso alla dance. C’è chi a 16 anni fa qualcosa di culturalmente stimolante, chi lavora di già e si spacca la schiena. Ecco, io l’estate del 2002 l’ho passata tutta in officina da mio zio (con un grado di volontà da far impallidire) pensando continuamente a quanto si stessero divertendo i miei amici, in giro per le strade del paese. Quante volte mi sono ritrovato da solo a maledire il giorno in cui chiesi a mia madre di trovarmi un’occupazione estiva! L’unica compagnia che avevo era la musica. La vivevo da solitario, prima di andare a lavorare in officina per il turno pomeridiano: andavo di sopra e ascoltavo la radio.

E’ inutile che lo stia a ripetere: erano altri tempi. La primavera, poi, era particolare, lo è sempre stata; si respirava aria nuova e io andavo incontro ad una sorta di rinascita… la rinascita della speranza. Speravo che si avverasse quello che aspettavo da tanto tempo e che sembrava precluso solo a me. E’ brutto rimanere soli, sentirsi esclusi. L’ho vissuto a lungo sulla mia pelle, purtroppo. So cosa si prova. La radio era l’unica cosa che mi faceva compagnia, che non mi stancava mai. E infatti ne conservo un ricordo affettuoso e unico. Riesco ancora a percepire quei momenti, quelle sensazioni. Sono passati 9 anni quasi, eppure sono ancora vive!

Come ogni anno – più o meno – RIN realizzò la compilation di Los Cuarenta (primavera/estate). L’attendevo con ansia; pochi mesi prima avevo acquistato la Los Cuarenta dell’inverno 2001/2002 (descritta un pò in Los Cuarenta 01/02 e l’estate del 2002) che si era rivelata una bomba. La concorrenza era tutto sommato niente male: Euro Dance 7 era un gioiello e a casa andava a palla già da un bel po’ di tempo. Los Cuarenta però aveva un valore aggiunto dettato sia dalla maggiore durata delle tracce che dalla maggiore quantità di musica vista la consueta suddivisione in due CD. Ma ciancio alle bande (o bando alle ciance, come preferite), vediamo che mostro era questa selection primavera/estate:

CD 1: mixed by Dj Speciale

1_The Crowd Song – Rhythm Gangsta: il pezzo ebbe un certo successo in classifica e mi piaceva un mucchio per il sound cattivo. Un pezzo indimenticabile e onnipresente in quelle giornate calde e discontinue… Cosa mi fa ricordare? Mi fa ricordare la festa settembrina che ogni anno il paese festeggia e l’attesa di salire per un’ultima volta sul Tagadà prima della fine… i ragazzi che seguono il ritmo sostenuto, le ragazze sorridenti… io che “rapisco” ogni colpo del cassone e penso Mamma che tamarrata!

2_I Begin to Wonder – JCA: ahimé il pezzo era di un tipo a dir poco odioso. Oggi ovviamente riconosco che rispetto a quello che gira era un pezzo di un certo rilievo. Ma allora l’avrò ascoltato forse due volte in totale. Gli ascolti di questo cd non comprendevano mai la traccia 2. Era anche un’interruzione importante nel flusso di successi che lo stesso cd presentava. Cioè, non che JCA con questo disco non ebbe successo… è che non è il tipo di disco che per me era importante!

3_The Night – Astroboys: poco rilevante, ma sicuramente più godibile rispetto al disco precedente. Riconoscevo un certa importanza della cassa e il groove non mi dispiaceva… purtroppo le mancava qualcosa… quel qualcosa che poi ho trovato l’anno successivo in The Road, sempre di Astroboys: praticamente un disco fotocopia… che però riusciva a catturarmi.

4_Like a Prayer – Mad’House: bello l’attacco, peccato per il resto. Chiaramente non è disco da cassa pesante. Nei CD quell’anno cercavo soprattutto di ascoltare attacchi belli che, grazie al cantato iniziale, erano facili da realizzare… come in questa compilation! Ricordi correlati? Uno. Ero al mare e Paolo mi chiedeva di far qualcosa per farlo tornare nel gruppo con noi. Fin da marzo il litigio con Raffaele lo aveva allontanato da noi… lui si era allontanato in compagnia di Michele, un evento che descrissi in un altro post. Ricordo che in spiaggia quel giorno gli chiesi se era al passo con le novità dance e lui mi disse che non lo era. Gli citai questa canzone tra le tante ma lui non la conosceva. Un po’ mi dispiaceva: fino all’anno prima la radio l’ascoltavamo assieme, il rapporto era molto stretto. Questo per dare l’idea di cosa pensavo all’epoca fosse importante.

5_Dirty Mary – Lady Bouncer: Hello! My name is Dirty Mary. Non sono mai andato matto per questo disco a dirla tutta. Neanche oggi ne vado matto. E’ un pezzo di storia sicuramente… meglio di quello che c’è in giro oggi!

6_Shined On Me – Praise Cats: successone, uno dei tormentoni dell’anno. Ma questa è house! Bleah!

7_Set Me Free – T-42 feat. Sharp: carico, cattivo al punto giusto. Insomma altro grande pezzo di T-42. Ricordo? Quando lo feci ascoltare la prima volta a mia madre, che ne rimase colpita in positivo. Il resto è solo un insieme di ricordi misti, di canticchiate e di ascolti ripetuti. Il disco rappresenta forse meglio di altri quell’estate stramba.

8_Will Be One – Datura: no, c’erano tutti gli elementi per fare qualcosa di bello, ma Will Be One non mi ha mai rapito. Brutta cassa, cantato che giudicavo patetico… tutto fumo e niente arrosto. Non ho mai capito come mai mentre ascoltavo questo pezzo pensavo agli zingari… Mah! Cosa ricordo con questa canzone? Ma certo! Lo spettacolo pirotecnico del 3 maggio 2002, quando parlavamo proprio di questo pezzo con il mio caro amico Mauro Patruno; le risate di quella sera, le parodie, le prese in giro in attesa dei fuochi; l’esaltazione e l’emozione nel sapere che nella fila lunghissima di macchine appostate per strada per lo spettacolo imminente c’era una ragazza che mi cercava, che voleva vedermi… la sensazione che forse dopo un anno si poteva ancora riuscire nell’impresa. Che illuso che ero!

9_Believe Me – Mario Più: bello il pezzo, lo apprezzavo e lo ascoltavo spesso.

10_Ditto – Erika: dolcissimo, uno dei più belli dell’estate. La voce di Erika è… è Erika, non ci sono parole. Dal disco Relation di due anni prima questo progetto aveva sempre sfornato grandi pezzi. Come Like a Prayer, anche Ditto aveva un attacco (musicale in questo caso) bellissimo… e mi piaceva ascoltarlo e riascoltarlo, per quanto semplice e scontato. Ricordo quando ascoltai la prima volta questo disco, su RIN: zittii mia madre per ascoltarlo bene. Alla fine sospirai e dissi Lo voglio assolutamente.

11_And I Found You – Le Banck: malinconico? Questa era la sensazione che mi trasmetteva. Non nego che mi sia piaciuto da morire ma nella tracklist era un po’ in ombra tra due mastodontici pezzi, quindi pagava un po’ il fatto di essere capitato nel posto, diciamo, “sbagliato”.

12_Indian Summer – B-1 feat. Maverick: all’inizio mi piaceva molto, ma ben presto mi aveva stancato. Era presente su tutte le compilation del periodo perché fu un successone nazionale. Un altro tormentone del campo dance di quell’anno.

13_Welcome to My Life – Hotel Saint George: ah, la number one. Quando capii (in circostanze assurde che magari un giorno racconterò) che era su Euro Dance 7 per poco  non svenni; quando vidi che su questo cd la durata del pezzo era straordinariamente lunga (ben 4 minuti… per una compilation di 20 pezzi è una durata fantastica)… svenni per davvero. Descrivere le emozioni che scatena questo pezzo non mi è possibile. Troppi, troppi ricordi.

14_2 Sides – Andy J: il pezzo per il quale ho tremato. Temevo di non riuscire a collezionarlo. Quando capii che era sulla Los Cuarenta andai in estacy e praticamente divenne il disco più ascoltato dell’intera compilation. A dispetto di una durata piuttosto deludente non mi stancava ed ero già allora intenzionato a cercare la versione estesa per gustarmi 5, 6 minuti di to the left, to the right. Il legame un po’ è dovuto al fatto che lo stile ricorda Discotek People dell’anno prima, disco di Molella (anche li il to the left, to the right era caratteristico e… indimenticabile). Il ricordo fisso che mi è rimasto di questo disco è quando capii che potevo trovarlo sulla Los Cuarenta: era la fiera del 29 maggio 2002 e una bancarella vendi CD stava suonando proprio questo disco… capii allora che era Los Cuarenta… e capii che c’era un solo modo per avere la song. Fu una rivelazione importante, attenzione: la mia paura era sempre quella di non riuscire ad avere i pezzi che stavano segnando la mia adolescenza, la paura di perdere pezzi importanti del mio (futuro) passato…

15_Trabahame – Baby Marcelo: canzone allegra, ma mai apprezzata più di tanto. Solo il fatto di essere il preludio alla bella track successiva mi convinceva ad ascoltarla per intero (anche se a volte sono andato avanti con la ricerca veloce!)

16_Whistle’s Party – Molella: il fischio di Molella rientrava in quell gruppo di pezzi che consideravo dance per davvero. Dopo Love Lasts Forever, che non mi fece impazzire ma che degnai di numerosi ascolti, in radio quanto sulle compilation, questo disco si raddrizzava un po’, tendendo verso l’intoccabile 1° posto che nella mia testa ho dato sempre a Discotek People, icona del 2001. I ricordi di questo disco sono per di più i ricordi dell’anno precedente, visto che acquistai Les Jeux Sont Faits, l’album di Molella che si apriva proprio con Whistle’s Party…

17_In Your Arms – Mash: mah, delusione. Sarà stato un successone, saranno impazzite chissà quante persone in pista, ma io questo pezzo l’ho sempre evitato come la peste. A maggior ragione l’ho evitato perché dopo averlo ascoltato la prima volta la delusione era tanta: non aveva niente a che fare col tamburone Rock the Disco dell’anno e mezzo precedente. Niente cassa pesante? Ciao Mash! Cosa volete, la pensavo veramente così!

18_Time to Rock – Gabry Ponte: la tenevo come un Tesoro in fondo alla tracklist della dance parade di quell’anno (altro grande cd) come trittico dance di Gabry Ponte. Forse non era ai livelli della pesante Got to Get però questo Time to Rock offriva il ritmo tipico delle produzioni Bliss, una voce femminile molto “hot” (senza riferimenti ad amplessi, comunque) e una cassa nella norma “pontiana”. Altro tormentone estivo! Anche in questo caso, ricordi a go-go! Sono tantissimi, il disco ha percorso tutta l’estate.

19_Dreamland – Dj Ross: si arriva quindi. Dopo ben 18 tracce e quasi un’ora di musica, arrivano i quasi 4 minuti attesissimi, l’ingresso di questo disco dal successo europeo che è stato in classifica praticamente da febbraio fino a novembre, scomparendo dalle classifiche solo all’arrivo del secondo disco targato Dj Ross Emotion. Che cosa dire? Solo che Dreamland è il disco simbolo del mio 2002. Fin dal primo ascolto infatti, ha fatto breccia in modo convincente e definitivo. Non si mancava mai di canticchiarla a scuola, durante lo studio, in giro con gli amici. Cioè, è come assistere alla Cappella Sistina della dance, non so se mi spiego. Il nome di Dj Ross era diventato così popolare che un mio caro amico, Antonio, da Antonio Robbe è diventato Dj Robb… pensate un po’.

20_You Are Not Alone – Wakkos: un disco che per la sua struttura ricorda un altro (grande) successo di quell’anno e che si incontra poi nel secondo cd della compilation in questione. Si, all’epoca lo ascoltavo spesso, ma oggi sono propenso a declassarlo a disco di poco conto, remix eccessivamente mastodontico e… poco serio forse? Si, forse una cosa un po’ troppo pompata ma con poca serietà… Quando lessi l’autore ricordo che pensai… Wakkos? Le patatine? XD

CD 2: mixed by Alex C

01_Never – De-Javu: ok, facciamo una cosa. Non consideriamo i primi 3 brani del cd. In poche parole non li ho mai ascoltati in quel periodo. Negli anni successivi, quando l’ascolto divenne in qualche modo evocativo e soprattutto nostalgico, più volte non disdegnai l’ascolto di queste tracce. Inutile: mi dicono veramente poco oggi, che le ho, diciamo, rivalutate: all’epoca mi avrebbero sicuramente detto ancora meno.

02_Trill Me – Junior Jack

03_Another Brick in the Wall – Hot Coffee pres. Pink Coffee

04_Looking  4 Something – Neja: un disco degno, dai. Dance leggera, orecchiabile. Niente di più.

05_Lie to Me – Earphones: uno dei “tre grandi”, come li definii durante l’autunno di quello stesso anno: questo disco, assieme a Dreamland e a Do You Like Brahams erano I tre dischi che mi premeva ottenere sulle compilation. Per quanto Dreamland finì con l’essere il tormentone da incubo, onnipresente… Do You Like Brahams invece la reincontrai solamente 6 anni dopo, nel 2008. Per caso, poi. Lie To Me mi riporta alla mente molti dei momenti passati in palestra quei pomeriggi caldi e sempre più soleggiati quando, tra un’esercizio e l’altro, non parlavamo altro che di dance, assieme a Dj Robb.

06_Let’s Stay Together – Horny United: odio allo stato puro. Questa canzone era il perfetto esempio di ciò che non tolleravo in un cd dance.

07_Future Gun – MP Gang: oggi a dirla tutta mi chiedo come facesse a piacermi tanto un disco così poco attraente. Ai tempi, però, era una tappa obbligata dell’ascolto (guai a chi osava dire andiamo al pezzo successivo).

08_You’re Not Alone – ATB: pur avendo apprezzato Let U Go dell’anno prima, non è che provassi tanta simpatia per questo pezzo. Poteva essere più cattivo, pensavo, e forse mi sarebbe piaciuto. Ma oggi credo che il pezzo sia a posto così com’è (non si può pretendere il cassone sempre e comunque… ma questa cosa l’ho imparata molti anni dopo!). A questo pezzo gli preferivo Hold You, sempre di ATB, che se non erro era dello stesso periodo. Ecco, Hold You era un pezzo con i controcavoli. Quanto mi sarebbe piaciuto aver avuto lui, invece di You’re Not Alone.

09_Its Name Is – M@D: una delle gemme. In quell periodo M@D era l’icona del pezzo che arriva in pista e spacca i muri. E con questo pezzo il progetto M@D non tradiva affatto. Molto simile a Welcome dei mesi precedenti, conservava la stessa potente cassa e sostanzialmente la stessa struttura. Noia? Macché! Dava una carica tremenda. Il ricordo più vivido legato a questo pezzo è una pubblicità di Hit Channel, che riprendeva, modificandolo opportunamente il “ritornello” di Its Name Is: [Hit Channel] the music’s pumpin’ and the people’s jumpin’ this is [Hit Channel] the music’s pumpin’ and the people’s jumpin’… Il tutto mentre spazzavo il pavimento dell’officina di mio zio, dove lavoravo annoiato e depresso, mentre il cielo sgombro da nubi permetteva al sole di trasformare il paese in un forno crematorio da 39°C all’ombra…

10_Amour Bijoux Bijoux – S.M.S. feat. Rehb: che tesoro questo pezzo. Ricordo quando Fabiola lo presentò per la prima volta a Los Cuarenta: la risata era chiamato… Un po’ è il pezzo che mi fa pensare a quei tentativi di riavvicinamento di Paolo, in quel periodo strano in cui il nostro gruppo lo aveva emarginato. Passando per casa entrò mentre stavo ascoltando per la prima volta questo pezzo (era su Euro Dance 7 però): Mamma che bella canzone!!! Di chi è??? Mi mostrava come avendo acquistato anche loro Euro Dance 7 da un marocchino, dopo averlo copiato lo stavano riportando indietro al poveretto, con la scusa che il cd era graffiato (lo avevano graffiato di proposito) e che dovevano prendere un’altra compilation. Atto vile… ma in fondo me ne fregava veramente poco.

11_Loving You – Paps’n’Skar: mezza delusione per me. Canzonetta da niente, poco più che un pezzo da gay o qualcosa del genere. Ammetto che non mi ha mai attirato tanto. Però era estivo, lo si deve riconoscere.

12_Life Force – Edge of Universe: un altro must di quel periodo. Lo amavo alla pazzia tanto da sperare che su questa compilation le fosse dedicato uno spazio sufficiente. Sono stato accontentato, ovviamente! Raffaele aveva un debole per questa canzone: spesso si metteva ad inscenare un balletto, cantando con falsa voce femminile e con delle parole… che non so neanche descrivere. Era demenziale, ovviamente, però penso che la canzone gli piacesse davvero.

13_Just Dance – Alex C: I wanna give u more, just dancing on the floor! Come on and clap your hands! Indimenticabile. Raggiunse la posizione numero 3 della classifica della settimana di Los Cuarenta. Pensai veramente fosse un favore “in famiglia” per pubblicizzare il disco del dj di RIN. Chissà se c’ho beccato. Just Dance però, era fantastica!

14_Knick Hard – Blob: un disco con poco senso. È uno di quei pezzi che ascolti e alla fine dici Embé? Non fosse stato per il cassone non indifferente… l’avrei snobbata per davvero!

15_Flow – The Soundlovers: ahimé qui siamo ai livelli di JCA con I Begin to Wonder. Un disco brutto… ma brutto!!!

16_People Get Ready – Dj Max feat. Hellen: un disco passato mi pare solamente su RIN. Mi rimase impresso il nome Hellen… forse un presentimento per quello che sarebbe venuto fuori l’anno successivo!

17_Mas Musica – Carolina Marquez: la versione originale non mi piaceva. Questo remix però, era tutt’altra pasta! Dj Robb addirittura quando ascoltò le prime 3 note esclamò Questa è Mas Musica? Alla faccia del c****!!! Il tutto rigorosamente in dialetto… e senza sottotitoli.

18_Hardcore Vibes – Ravers On Dope: qui siamo tra la dance e la techno. Accattivante e aggressiva quanto mi bastava. L’ho amata. E quando Dj Robb mi disse di essere riuscito a farsela scaricare – una sera mentre passeggiavo per il corso –  feci i salti di gioia!

19_Children (2002 rmx) – 4 Clubbers: remix giusto. Anche qui, energico, accattivante. Il mio tipo ideale di dance! Mamma continuava a dire che l’originale era una così bella canzone. Questa non mi piace! Io invece l’adoravo.

20_To Get Down – Timo Maas: cos’è? (Si capisce che non l’ho mai ascoltata?)

Ecco, tutto qui. Riservo molti ricordi. Ne ho riportati solo alcuni. Ogni tanto me ne tornano in mente di altri… ricordi che pensavo d’aver perso. L’ascolto della dance – oggi più raro che mai, purtroppo – è diventato definitivamente evocativo. Non devo per forza chiudere gli occhi per rivivere alcuni momenti: mi basta premere Play per tuffarmi nei ricordi.

Nel 2002 l’amante dalla dance che era in me (confermato più di un anno prima oramai) era sempre più solitario: i miei amici, che in un primo momento un po’ per moda mi venivano dietro su queste cose, si stavano allontanando sempre più per sentieri musicali opposti (dal rock, al metal, al pop). Mi restava alleato, in questo, un numero sparuto di persone. Su tutti spiccava Dj Robb, il caro Antonio. Con lui andavamo d’accordo alla perfezione su questo argomento e infatti spesso ci scambiavamo le compilation e le informazioni sulle novità. Approfittavamo delle ore di allenamento per portare i cd in palestra per ascoltarli assieme e poi commentarli. Io avevo sempre l’orecchio teso alle new entry. Ero così preso che ad ogni nuova canzone che corrispondeva ai miei canoni andavo in agitazione per la paura di non riuscire a trovarla sulle compilation che sarebbero uscite di li a poco. Cercavo, quindi, di correre ai ripari, acquistando un numero sufficiente di compilation che mi permettessero di coprire al meglio l’offerta musicale del periodo. Mi muovevo instancabilmente tra Hit Mania, Euro Dance, Deejay Parade, Hot Party, Dance Parade e… Los Cuarenta, che non mi deludeva mai.

Alla fine di quell’anno poi entrò in lista anche m2o, ma quella è un’altra storia. Io mi identificavo come dancettaro e come tale ascoltavo dance da mattina a sera. Non importava di quale periodo, l’importante era la cassa, il ritmo, l’energia, la cattiveria. Un po’ l’estremo di tutto quello che la dance ha sempre presentato (dalla sua lontana nascita fino alle ultime battute degne di tale nome). Alcuni nomi poi erano diventati garanzia; il 2002 non fu l’anno degli Eiffel 65, come lo fu il 1999 (dal mio punto di vista erano in fase calante dopo il bellissimo Back in Time del 2001: Lucky (In My Life) non mi faceva impazzire e il pezzo estivo del 2000, Too Much of Heaven, era per me una fortissima delusione) e non fu un anno bello neanche per Molella, visto che ero molto perplesso per T.V.A.B. Con questo non voglio dire che non c’erano pezzi che mi piacessero molto, anzi; il fatto è che mi aspettavo maggiore qualità.

La Los Cuarenta di quell’estate nonostante tutto ciò, non tradiva le aspettative, essendo composta da praticamente tutti i grandi pezzi del periodo (più alcune chicche che non si trovavano da nessuna parte). Ancora una volta, un grande successo!

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