Ora che il periodo natalizio è solamente un ricordo (dolce e amaro allo stesso tempo, visto che sono accadute cose spiacevoli che, comunque, non racconterò qui) mi piacerebbe tanto passare in rassegna per la prima volta i regali che ho ricevuto e mi sono concesso. Ora che ci penso, forse, è stato il Natale più ricco che abbia mai vissuto.

Parola d’ordine è “libro”. La mia passione per la lettura infatti, ha visto molti dei miei conoscenti ripiegare su questo tipo di articolo… e allora:

  • Impero: l’ultimo libro di Piero Angela, attualmente in fase di “vaglio” (ossia in fase di valutazione, la mia prima abituale lettura indagatoria interessata per di più alla comprensione della forma e della sostanza del libro: è un brutto vizio che ho, purtroppo, ma non posso farci niente);

  • La Caduta dei Giganti, di Ken Follet: libro a cui ho dedicato un post a parte. Letteralmente divorato in poco più di una settimana, questo 1000-pages-book mi ha tenuto compagnia solleticando la mia ardente volontà di esplorare, da un punto di vista storico ben più approfondito e mirato, la diplomazia, la politica, l’economia e le società degli stati d’Europa tra la fine del 1800 e la fine della Prima Guerra Mondiale (la Belle Epoqué è raffigurata in un determinato modo nella mia testa: ho bisogno di capire, pur afferrandone il concetto generale, se questa raffigurazione astratta e frutto della mia immaginazione sia affidabile o meno);
  • Il Potere di Adesso, di Eckhart Tolle, regalo della mia paperotta. Più che un libro da leggere è un manuale su cui meditare. Qualcosa di veramente profondo nel quale, durante le mie parziali letture passate, ho trovato la spiegazione a particolari aspetti che ho, a volte, vissuto e provato dentro di me.

  • Pigiama caldo caldo da parte della famiglia della mia paperotta Stefania: un regalo azzeccatissimo visto che i miei vecchi pigiamo oramai sono da buttare!
  • Giubotto imbottito da parte della mammina! Così da sostituire quello (oramai veterano) con il quale ho girato Inghilterra (6 anni fa) e Irlanda (5 anni fa!) e oramai logoro…

Fin qui i regali ricevuti. E i regali che mi sono fatto? Ah, beh… chi mi conosce sa che ultimamente sto dando peso più che alla tecnologia alla carta stampata ma uno dei campi che mi sono promesso di invadere e pian piano trasformare in “casa mia” è quello della lettura di libri in inglese. Conoscendo le mie passioni, quale migliore inizio se non The Lord of the Rings? Era li, poggiato su un tavolo in un angolo della Feltrinelli nella galleria Sordi a Roma… e non poteva rimanerci, doveva essere mio, in un modo o nell’altro. Approfittando di una momentanea disponibilità di denaro, l’ho comprato… e non me ne sono pentito. Sarà questo libro, per un pò, a farmi sudare per la comprensione di vocaboli mai letti prima: sarà una fatica dolce… l’ho scelto proprio per rendere meno faticoso e più interessante il miglioramento della mia abilità linguistica. Infine, acquisto pensato e realizzato in meno di 60 secondi, una biografia storica che mi ero promesso di leggere tempo addietro ma che il denaro mancante non mi ha permesso di acquistare: Hitler – Una biografia di J. Fest. C’è chi pensa che la mia sia un’ossessione magari e vede in me un anziano a cui piace ricordare le vecchie storie di quando c’era Mussolini, ma non è così. E’ il fascino misto ad orrore che il ‘900 nelle sue manifestazioni più crudeli ha apportato alla Storia, ad attrarmi verso determinate letture. A volte mi fermo a pensare che sembra quasi io sia alla ricerca, in queste letture, di chissà quale rivelazione. Molte cose che davo per scontate effettivamente si sono rivelate false o imprecise ed oggi ho un quadro d’insieme degli anni ’30-’40 sicuramente più vicino alla verità storica (conosciuta) rispetto a prima, questo è vero: rimane però quell’impressione che la mia insistenza su questi argomenti sia sintomo di una inconscia ricerca di qualcosa. Non so come spiegare la sensazione che a volte provo quando chiudo uno di questi libri storici, osservando la copertina in bianco e nero.

Insomma, tanti regali. Non ho citato ovviamente i regali dei miei nonni (soldi per sostenere i miei studi)… E’ stato un Natale diciamo… ricco! Una persona dovrebbe essere contenta e invece torno a ribadire la mia amarezza: avrei preferito un Natale vero, sentito, anche senza regali, piuttosto che un Natale commerciale, obbligatorio, non sentito e con un mucchio di regali. Più andiamo avanti, purtroppo, più la sensazione materiale, tangibile, che provavo una volta, nell’aria che respiravo e in quello che mi circondava e che mi portava ad affermare si sta avvicinando il Natale, viene meno. Non fosse stato per l’albero addobbato e il presepe illuminato, a stento avrei affermerato di aver passato a casa… il periodo Natalizio.

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