Sono euforico. Avessi avuto 7 anni sarei stato così felice da parlarne per settimane intere. Sono riuscito a capire a che epoca risale un’antica moneta che conosco da quando sono nato. Grazie al cielo, internet serve a molte cose.

Quando era una ragazza, mia mamma ha trovato una moneta antica tra la terra argillosa dei terreni di mio nonno, giù alla Casa del Diavolo. A guardarla una persona pensa che è sicuramente una moneta di epoca romana. E infatti oggi ne ho avuto la conferma. Anni fa mi ero messo in testa di pulirla usando acqua e aceto. Solo oggi immagino il rischio che ho corso. La moneta poteva anche rovinarsi irrimediabilmente, non permettendomi oggi di scoprire a quale epoca risale.

Quando mi misi all’opera per “restaurarla” non avevo idea di quale metallo potesse comporsi. Inizialmente pensavo oro. Non ci pensai molto. Mi aiutai anche con un puntale di ferro sottile per togliere tutta la sozzura che l’incrostava. La moneta inizialmente era grigio scuro-nera, proprio come in questa figura:

Oggi è color rame, forse un colore che meglio la rappresenta. Le mie indagini mi hanno portato infatti alla conclusione che debba trattarsi di una moneta di bronzo.

Ieri sera, alle 23.30, ero a letto, in procinto di spegnere la luce del comodino per mettermi a dormire. Mi è venuta improvvisamente in mente che uno dei regali di Natale ricevuti è stato il nuovo libro di Alberto Angela, Impero. Sulla copertina del libro è raffigurata una moneta d’oro. Sembra quella che abbiamo in casa. L’idea che la moneta trovata anni fa da mia madre potesse valere tanto mi ha, diciamo, tormentato qualche minuto, poi sono crollato e mi sono addormentato.

Stamattina mi sono svegliato con un solo pensiero per la testa: la moneta romana. Mentre mia mamma la cercava instancabilmente nei vari contenitori, pensavo a come continuare a pulirla. Ricordavo infatti che era piuttosto difficile, anche dopo la pulizia, capire l’iscrizione che orna il bordo tondeggiante dell’oggetto, sia da una parte che dall’altra. Pensavo che sull’orlo fosse indicato il nome dell’imperatore: se così fosse stato una ricerca su internet avrebbe risolto l’arcano. E così è stato… più o meno. Dopo 10 minuti di ricerca, mia mamma ha trovato questa moneta. L’ho guardata: non è cambiata di una virgola da quando l’ho vista l’ultima volta. La giro in mano: iscrizione incomprensibile. Riuscivo solamente a leggere alcune lettere, ma non ero sicuro di beccarci. Su una faccia della moneta è disegnata chiaramente la testa di un uomo, il busto, girato a destra. Pare indossare un’armatura: questa è la parte del disegno più chiara. Poco sopra la nuca è visibile un disegno strano che, solo dopo mezz’ora di ricerca, ho capito essere la parte posteriore di una corona di alloro. Il capo dell’uomo raffigurato, però, non sembrava coperto di una corona di alloro. Poi mi sono accorto che sopra la testa si intravede un piccolo rilievo di forma particolare: ho concluso che deve essere l’estremità superiore della corona d’alloro. Allora è sicuramente romana. A questo punto ho acceso il computer per un confronto visivo con delle immagini… non immaginavo che durante l’impero romano fossero state realizzate così tante raffigurazioni sulle monete. Ce ne sono centinaia, forse migliaia. Impossibile riconoscere una moneta in base alla sua raffigurazione… non in questo modo, comunque. L’unica alternativa era cercare di restringere il campo di ricerca… magari leggendo l’iscrizione sul bordo della moneta.

Questa è stata la parte più difficile. Leggevo solamente:

IMPLICINIII SOFIIIIC

Non ha senso. Anche se non ho mai studiato latino, avrei tenuto per buona l’iscrizione IMPLICINI (con dei dubbi sull’ultima I), ma il resto non aveva senso. Ho provato a girare la moneta e a guardare il retro: su questa faccia è visibile a malapena la figura di un uomo o di una donna in piedi girata verso sinistra, con il braccio destro sollevato. L’iscrizione sul bordo qui è ancora meno leggibile:

SOLIIIIII CIOCOMITI

Sul lato sinistro della figura ci sono due lettere, che interpretai come R e K (una sopra l’altra); da parte opposta c’è una F. La figura sembra poggiare su un ripiano, al di sotto del quale ci sono chiaramente due lettere, non comprensibili.

Queste informazioni erano troppo poche e scarsamente affidabili per trovare la soluzione. L’illuminazione è arrivata durante le ricerche su google. Mi sono accorto che la parola IMP effettivamente sta per imperatore: a questo punto LICINII doveva essere il nome di questo imperatore. Effettivamente Licinio è stato un imperatore romano. La pagina di wiki mi ha illuminato ulteriormente: la moneta raffigurata è in migliori condizioni della mia e questo permette di capire quale sia l’iscrizione sul bordo:

IMPLICINIUSPFAVG

Aiutandomi con la moneta in mio possesso sono arrivato alla conclusione che l’uomo raffigurato era proprio Licinio. Questo imperatore governò per poco tempo: dal 308 al 311 d.C. Cavoli, ho tra le mani una moneta di 1700 anni fa!

Provando a cercare questa iscrizione sul web sono incappato in un sito che mi ha risolto definitivamente l’enigma.

http://www.forumancientcoins.com/monetaromana/corrisp/a398/a398.html

Giulio De Florio, che ha risposto ad una signora in possesso della mia stessa moneta, ha risposto che l’oggetto in questione reca le seguenti iscrizioni:

IMP LICINIUS P F AVG

Busto di Licinio laureato, paludato e corazzato a destra.

Quindi la scritta che inizialmente pensavo fosse un tutt’uno, in realtà si compone di diverse parti: su questi oggetti, purtroppo, non si può pretendere di trovare una regolarità comparabile anche solo lontanamente alle monete odierne. Praticamente non ci sono spazi sufficienti tra le lettere per permetterti di distinguere diverse parole. Sul retro della moneta, riporta Giulio De Florio, è riportata la scritta:

SOLI INV-I-CTO COMITI

Scritta che, dopo un’attenta analisi, si è rivelata giusta. Purtroppo la mia moneta è così malconcia che INV-CTO si riduce ad un gruppo di I. Sono sicuro tuttavia che la scritta sia quella: è l’unica spiegazione possibile. La descrizione dell’immagine del retro della moneta ha messo definitivamente fine alle esitazioni:

Sole radiato, in piedi a sinistra, solleva la mano destra, globo nella sinistra, chlamys pendente dalla spalla sinistra. Segno di zecca:

Corrisponde tutto! Perfetto!
Ho provato una strana emozione: dopo tanti anni ho risolto un mistero! Fa un certo effetto avere tra le mani un oggetto così vecchio. Immediatamente mi sono sorte in mente  domande del tipo Chissà chi l’ha persa, Chissà quali mani ha toccato prima di essere smarrita. Chissà l’ultimo proprietario per quale motivo l’ha perduta: morte, rapimento, fuga, disattenzione? Li da quelle parti, dove mia mamma ha trovato la moneta, a poche decine di metri di distanza, ci sono i resti di una struttura che una volta ospitava terme romane: oggi viene chiamata Casa del Diavolo perché il sole, tramontando, splende da dietro la facciata della struttura ricordando a tutti gli effetti un volto con due occhi (le finestre) e una bocca spalancata (l’entrata principale). La luce rossastra che filtra da queste aperture dev’essere stata in passato inquietante (dalle mie parti sono molte le superstizioni). Probabile che l’ultimo proprietario della moneta intendesse spendere questo sesterzo (perché di questo si tratta) alle terme? La risposta purtroppo sarà sempre sconosciuta. Posso solamente ipotizzare. Per me che sono sempre stato appassionato di storia, comunque, è stato molto bello vivere quei momenti di ricerca frenetica, di intuizioni e di illuminazioni. Mi piacerebbe andare in campagna da mio nonno e mettermi alla ricerca di altri “tesori” (gira da decenni la voce che da quelle parti sia nascosto sotto terra un tesoro enorme, ma nessuno lo ha mai trovato: con questo però non voglio dire che non si sia mai trovato niente nei terreni li intorno, anzi…).
Così sono proprietario di un sesterzo. Chi lo avrebbe mai detto! Ora si che ho tutto quello che mi serve per affrontare la lettura di Impero!
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