Mi fa piacere leggere che ci sono stranieri che apprezzano il nostro BelPaese. Ci sono tantissime persone che preferiscono l’Italia a qualsiasi altra meta per le vacanze estive, per esempio: il turismo in Italia, costantemente minacciato da cattiva gestione delle risorse e sempre più in crisi, è un settore importante per molte aree, marittime e non. Buona parte della nostra qualità turistica è dipesa dal fatto che in 2000 anni di storia sulla nostra penisola si sono avvicendati popoli, regni e imperi di grandissima importanza per la storia dell’umanità. I resti delle civiltà che popolarono il nostro paese sono maestosi e degni di tutta l’ammirazione di questo mondo. E’ anche vero, però, che con le ultime generazioni stiamo dimostrando al mondo di essere i discendenti stupidi di grandi uomini. Molti all’estero ci prendono in giro. A volte veniamo presi per i fondelli persino da quelli che amano il nostro paese. Un esempio? Eccolo!

I Muse sono una delle mie band preferite ed è noto il loro amore verso il nostro paese (lo dicono anche nel video). L’amore dei fan italiani è corrisposto, tanto che in occasione di un live (a Milano se non sbaglio) riuscirono a riunire una folla impressionante di gente. Il loro sound piace, sono una band originale. Per quanto ne so, sono anche tecnicamente bravi. In quel video ci prendono in giro e si vede lontano un miglio. Cioé, voglio dire… chi non si accorge che è tutta una messa in scena? A partire proprio dalla canzone, che è playback; poi il movimento del bassista (praticamente non sta suonando nulla), il batterista (che picchia a caso in maniera abbastanza evidente) e il cantante (anche lui immobile con le mani, nonostante abbia una chitarra in mano). Il playback è disprezzato. Anche io non lo apprezzo particolarmente, perché falsifica un live. Immaginate la rabbia di un fan che paga il biglietto per poi accorgersi che il concerto è tutto in playback. Non è questo sicuramente il caso: i Muse sono stati invitati al famoso programma Quelli che il calcio in occasione del lancio di Resistance (fantastico album) e sono stati obbligati a suonare in playback. Io ho visto due video di live di questa band e devo dire che dal vivo sono strepitosi, forse più che da cd. Visto che non potevano suonare live, hanno orchestrato questo scherzo evidentissimo. Chiamarla presa in giro forse suona anche male, però lo è. Non con malignità. E’ ovvio che i tre si stanno divertendo. Però, anche per chi non li conosce, è facile accorgersi della farsa. Per capire un pò meglio la realtà, godiamoci il video ufficiale della canzone Uprising:

In breve, Matt, che a Quelli che il calcio picchiava a caso e ogni 2 per 3 lanciava un expelliarmus al pubblico è il cantante e non il drummer; il biondino che a Quelli che il calcio ha “cantato” in playback e suonato il basso, infatti, è il drummer vero e proprio della band, Dom; infine Chris, che solitamente sta al basso, qui “suonava” la chitarra elettrica.

Ora… dal video a Quelli che il calcio… qualcuno si è accorto di questo scompiglio nella formazione? Macché… sono stati applauditi senza problemi, senza il minimo dubbio che ci fosse qualcosa di strano… La stessa Ventura l’ha bevuta tutta. Ha pure urlato un patetico “Uuuuuuh!” alla fine della canzone. Ma io dico… prima di presentare una band alla quale devi poi porre delle domande… non sarebbe il caso di informarsi sui suoi componenti? Non dico fare ricerche sulle loro fedine penali, ma almeno sapere chi è il cantante per esempio? Ovvio che la band è stata accolta in mezzo a gente che invece ascolta i Cugini di Campagna (con tutto il rispetto per i Cugini di Campagna) e che dei Muse non conosce neanche le canzoni.

Che bella figura eh? Magari il trio ha pensato di fare uno scherzo… magari ha pensato anche di andare in mezzo a gente che, ai continui expelliarmus di quel mattacchione di Matt, si accorgesse dell’inganno e lo svelasse alla fine dell’esibizione. Invece… nada. Niente di niente, neanche il minimo sospetto. Inutile dire che togliendo il playback non si sarebbe sentito un bel niente provenire dagli strumenti dei tre…

Il livello di ignoranza (musicale in questo caso) che mostriamo a volte lascia veramente basiti. Non si pretende chissà quale nozione, ma solo i volti e un pò di storia di una band famosa. Neanche quello. Che vergogna…

Vah, lasciamoci con il video di un’altra song dei mattacchioni… e speriamo che al prossimo invito in una trasmissione italiana non si ripetano figuracce del genere…

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