Ti manda Baker?

Si apre così, dopo la bellezza di 10 minuti di scene mute, l’unico film western che mi sia mai piaciuto veramente, Il Buono, Il Brutto e Il Cattivo. In queste sere ho avuto il piacere di riguardarmelo con calma dopo non so quanto tempo. E’ stata una visione piacevolissima.
La storia è lunga, ricca di personaggi. Ma il grosso vantaggio di questo vecchio film western è che anche i personaggi che appaiono per pochi minuti bucano lo schermo. Tutti hanno una loro caratterizzazione. E questa caratterizzazione è ben equilibrata. In poche parole la storia è ben pensata, interessante e a tratti anche divertente. Mi viene da confrontare, istintivamente, la sceneggiatura di questo film con quella dei film che guardo al cinema oggi. E’ impossibile non notare la differenza. Questo film è quasi perfetto (dico quasi semplicemente perché nessun film è perfetto, ma a dire il vero difetti non ne trovo), funziona tutto. Anche i 10 minuti iniziali che sono, come ho detto prima, praticamente muti (non parla veramente nessuno) sono belli. Quando poi sulla scena arrivano attori del calibro di Lee Van Cleef (il Cattivo), Clint Eastwood (il Buono) ed Eli Wallach (il Brutto) il film diventa vero spettacolo.
La storia inizia sul serio dopo la presentazione dei tre grandi protagonisti. Con un abile intreccio a questo punto sappiamo già quale sarà il punto focale di tutta la pellicola e questo a mio avviso è un grande vantaggio, perché toglie al film l’onere di descrivere tutte queste cose in seguito. Fin quando però non si arriva alla svolta vera e propria – una carrozza trainata da cavalli nel bel mezzo del deserto – non si capisce bene come sarà possibile per i tre protagonisti incontrarsi.
Il film salta da uno all’altro dei personaggi in maniera magistrale, con i giusti tempi. La scelta di ambientare il tutto durante la Guerra Civile americana poi è stata azzeccatissima, perché permette di introdurre nuove situazioni e nuovi personaggi con scenografie grandiose e grandi musiche del maestro Morricone: insomma, non il solito colpo alla banca per rubare il malloppo. O meglio, qui i soldi c’entrano eccome, però non nel classico contesto. Non si tratta di banche ma di una montagna di oro lasciato in una bara seppellita in un cimitero.
La seconda parte del film si concentrerà proprio su due aspetti cruciali riguardo a quel denaro: nome del cimitero e nome sulla lapide. Per un caso particolare nessuno dei tre protagonisti sarà in possesso di entrambe le informazioni. Parte quindi un gioco “a tre”, con due giocatori spietati ed uno furbo.
Le alleanze erano d’obbligo e il film non delude! Sarà il destino a premiare il migliore dei tre pistoleri…

C’è da ammirare la fantasia di chi ha scritto la storia. Il meccanismo è perfetto, le vicende si incastrano, il plot non lascia spazio a buchi (una cosa che oggi invece non vediamo praticamente mai). Il cattivo di nome è malvagio di fatto, l’angelo biondo è buono e giusto, il brutto è perfido ma divertente, sempre pronto a fregare gli altri. Il resto è certamente contorno, ma di qualità. Altro punto forte di questo film sono i dialoghi. Va bene che questo film l’ho visto tante volte, però sono molte le battute d’effetto e le frasi che rimangono impresse.
Penso che anche gli scettici e coloro che non apprezzano il genere potrebbero trovare ben fatto questo film. Io per esempio non mi faccio entusiasmare molto dai western, tanto è che ho visto solamente Per un Pugno di Dollari e Per Qualche Dollaro in Più oltre a questo film. No, non sono tipo da western, come invece mio padre. Preferisco vedere altro. Però in una classifica dei film più belli che abbia mai visto, questo sicuramente va ad occupare una posizione di rilievo.
Vi consiglio la visione quindi, se ancora non ne avete avuto l’occasione.

Io dormirò tranquillo perché so che il mio peggior nemico veglia su di me” – Il Buono
Quando si spara si spara, non si parla” – Il Brutto
Quando cerco qualcuno io lo trovo sempre. Per questo mi pagano” – Il Cattivo

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