Luglio (col bene che ti voglio). Sarà il caldo sempre più insopportabile o sarà altro, ma… i miei gusti musicali… stanno… cambiando! Incredibile ma vero, mi meraviglio di me stesso. Sto apprezzando seriamente qualche gruppo che non siano i soliti LP o i grandi Evanescence. Le persone che notano la musica che sto ascoltando in questi giorni non credono ai loro occhi.

Il fatto è che due giorni fa, mentre mi rimettevo sui libri per l’ultimo esame, ho pensato: cosa mi spinge a raccogliere ancora canzoni dance in giro per il web? Perché mi ostino ad ascoltare un genere morto, come se fosse vivo e vegeto? Non ho saputo trovare una risposta seria. Sono rimasto a pensarci un pò. Effettivamente mi sono accorto che la mania di collezionare gli ultimi pezzi del puzzle di mio interesse (il periodo 1999-2005) non è che abbia molto senso. All’istante mi sono venute in mente le critiche, aspre a volte, riguardo ai miei gusti musicali, critiche che mi hanno perseguitato negli anni scorsi e che ogni tanto tornano a punzecchiare la mia tranquillità. C’è gente che pensa di ascoltare la migliore musica in assoluto… Solo perché loro ascoltano un determinato tipo di musica, automaticamente quella è la migliore musica… ed etichettano tutto il resto come “cacca”. Ok, i gusti sono gusti, però non si può prendere a male parole un genere musicale solo perché questo non corrisponde al concetto personale di musica. Non è una posizione oggettiva. Queste sono state le mie argomentazioni a favore dell’esistenza di musiche elettroniche, dalla techno alla dance, alla house (si, purtroppo anche la house). Di fronte alla domanda “perché continuo a collezionare pezzi singoli?” non sono riuscito però a darmi una risposta: la solita storia dell’adolescenza passata ad ascoltare quel tipo di musica è oramai più una scusante che altro.

Forse in passato proprio questo tipo di comportamento avverso nei confronti della dance mi ha spinto ad ascoltarla con tanta ossessione. All’epoca nella musica cercavo qualcosa che mi divertisse, che mi facesse sentire bene cancellando i miei tristi pensieri. Automaticamente molti pezzi sono diventati i miei tormentoni, le colonne sonore della mia adolescenza. Le ricordo con piacere alcune canzoni. Però quando mi ritrovo ad ascoltare alcuni pezzi un tantino più spinti mi sono accorto di pensare cose del tipo “mamma mia, però, che dissonanze… come facevo ad ascoltarlo tutti i giorni questo pezzo?”. Lo ascoltavo perché mi piaceva.

Ora, non ci vuole un genio per capire un pezzo complicato e un pezzo semplice. Non sono un esperto di musica, però apprezzo la fatica dei molti che suonano in maniera “classica” e non mi sento di condannare l’uso di sintetizzatori, altrimenti sparerei cacca su Zimmer (come fanno in molti), cosa che non faccio. La dance è musica da ascoltare? Si può ascoltare, eccome. L’ho fatto per tanti anni. Tutta la musica si può ascoltare. La dance è pensata per far ballare, più che altro, ma questo non vieta che la si ascolti e la si canticchi. Detto questo, è del tutto naturale trovare in giro estimatori di questo genere. Voglio dire, se ci sono estimatori dei più diversi generi del rock perché non dovrebbero esserci estimatori del genere italodance? Eppure in pochi capiscono queste relazioni semplici. Gli atteggiamenti di queste persone, l’ho detto, mi infastidiscono. Indicano una chiusura mentale che non ti aspetteresti dalle persone mature.

Io come la penso in merito a questa mia passione passata? Non nego di essere in una sorta di limbo da un paio di anni a questa parte. Non ascolto più le ultime novità, visto che il genere dance è morto e sepolto, quindi mi sento tagliato fuori dal mondo della musica. Cosa posso fare? Non rimane altra cosa da fare che ascoltare i vecchi pezzi, quelli legati alla mia infanzia. Certo, li ascolto con uno stato d’animo diverso rispetto a 2 anni e mezzo fa, perché sono cambiato…

L’altra sera, però, cercando di dare risposta a quella domanda, all’improvviso mi sono detto: al diavolo, adesso mi prendo un cd dei Muse. Perché proprio i Muse? Non lo so! Era il primo nome che mi saltava alla mente. Sono andato su wikipedia e dopo mezz’ora avevo il primo cd, Absolution. Dopo due giorni, ho allargato il mio repertorio con una serie di cd rock:

  • Absolution – Muse
  • Black Holes and Revelations – Muse
  • Origin of Symmetry – Muse
  • Showbitz – Muse
  • By the Way – Red Hot Chili Peppers
  • Californication – Red Hot Chili Peppers
  • The Red Hot Chili Peppers – Red Hot Chili Peppers
  • Dark Horse – Nickelback
  • American Idiot – Green Day
  • 21st Century Breakdown – Green Day

Per la serie ora sono un ex amante della dance. I cd dei Muse mi sono piaciuti tutti indistintamente, tanto che vanno ogni giorno, che sia al pc o che stia sistemando la camera; ho adorato Californication, perché mi sono accorto di conoscere molte canzoni, mentre mi ha deluso The Red Hot Chili Peppers, il primo album della famosissima band dei “peperoncini piccanti” – ma questo per mia ignoranza circa la loro storia, che a quanto pare è stata travagliata non meno che variegata e altalenante; belli anche i due album dei Green Day; aspetto di ascoltare qualcosa di più di Dark Horse, visto che conosco solamente l’energico Burn It To The Ground.

Quindi si aggiungono altre band ai già incoronati mitici LP ed Evanescence. Voglio essere chiaro: non è che in passato schivassi le canzoni di queste band: Time Is Running Out, per esempio, ce l’avevo anche su cd e l’ascoltavo spesso; Someday dei Nickelback era uno dei miei pezzi preferiti; i Red Hot Chili Peppers mi capitava di ascoltarli, e apprezzavo Boulevard of Broken Dreams e Wake Me Up When September Ends come apprezzo 21 Guns. Il fatto è che tradire in un certo senso un mondo che mi era ormai noto non mi sembrava una cosa bella da fare, anche perché vivevo in un periodo di attaccamento particolare… un pò a tutto. Sono stato quindi un conservatore convinto fin quando la cosa da preservare è sparita all’improvviso. Mi sono ritrovato nel giro di pochi mesi senza terra sotto i piedi, e mi sono rifugiato nelle colonne sonore, che ascolto con passione ancora oggi (credo che sia una passione ben più matura rispetto a quella per la musica elettronica).

Quindi, per concludere? Beh, per concludere… vi ricordate quando, riassumendo in due righe la musica del 2008 dissi che c’erano new entry? Che avevo apprezzato tantissimo gli Evanescence e che ascoltavo sempre più spesso i LP? Beh, era l’inizio. Ad oggi mi sono allargato ad altre band e sembra che sia rinato l’interesse per la musica: fino ad ieri infatti vivevo in una sorta di apatia, alla continua ricerca di CDM di pezzi che ascoltavo quando avevo 15-18 anni e che mi godevo col volume a palla da solo in soffitta. Insomma, sono cambiati definitivamente i miei gusti. Sospetto che presto anche il mio ipod ne pagherà le conseguenze.

Ascolterò ancora dance? Certamente, ma meno di prima. Molto meno. Ho visto infatti che ci sono molti titoli rock che trasmettono molto e me li voglio gustare, in attesa di ascoltare nuovi pezzi.

Il Virtual Dj per adesso può riposare!

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