Mi capita raramente di guardare un film serio. La media diciamo si attesta intorno all’1 ogni anno. Era tanto che non mi capitava di guardare un film impegnato. L’ho fatto nei giorni scorsi e sono rimasto più che piacevolmente colpito dal film Frost/Nixon, di Ron Howard. Ho visto pochi film di questo regista, e devo ammettere che fino ad ora non mi ha deluso mai, minimamente (a parte Il Codice da Vinci, ma li la colpa è della storia, non del regista, anzi). Ecco, Frost/Nixon è un film magistrale. Un film diverso dai soliti che guardo, un film riflessivo. Un film che mi fa riflettere su molte cose. Non ho mai studiato la storia contemporanea (a scuola? Studiare la storia contemporanea? Ma se si arrivava a malapena alla seconda guerra mondiale!). Non conosco i particolari dello scandalo Watergate. Mi piacerebbe, come tante altre cose, approfondire la questione, ma da un punto di vista umano a dirla tutta. L’emotività espressa da Frank Langella in Frost/Nixon mi hanno fatto riflettere molto sulla persona di Richard Nixon. Dico davvero, per una volta sono interessato seriamente a capire quali furono i retroscena della vicenda, quali furono le reali responsabilità del presidente e come visse quel periodo. Provò rammarico, si pentì delle sue azioni? Soffrì per i suoi errori? Con quale stato d’animo continuava a mentire per proteggere la sua immagine?

Sono domande che sorgono soprattutto perché, ripeto, il film accenna a questo aspetto, tramite i dialoghi non solo dei due protagonisti principali, ma anche dei comprimari (un fantastico Sam Rockwell, per esempio, quello più motivato di tutti). Tra i tanti momenti celebri (ed un finale che mi ha tenuto incollato alla sedia, con gli occhi spalancati, senza perdere neanche la più piccola smorfia, nonostante non conosca i particolari della storia) ce c’è uno della cui veridicità storica dubito, che è la chiamata serale di Nixon a David Frost, poco prima dell’ultimo incontro, quello fondamentale. Un giudizio? Personalmente è stata una botta in mezzo alle gambe. Non saprei come descriverla, il monologo di Langella mi ha prima colpito, perché inaspettato, poi mi ha turbato, perché effettivamente veritiero. E mi chiedo se effettivamente non fosse uno dei punti deboli del Presidente Nixon. Riporto qua le parole, tanto per averle a portata di mano. Consiglio comunque a tutti quanti la visione di questo fantastico film.

E gli snob li [a Cambridge], la guardavano dall’alto in basso? Certo che si. E’ la nostra tragedia, dico bene signor Frost? Per quanto in alto possiamo arrivare, per loro siamo più in basso. […] Oh suvvia, nonostante tutti i premi ricevuti o tutto l’inchiostro di articoli pubblicati su di lei o quanto in alto sia l’incarico per me, non sarà mai sufficiente. Noi ci sentiamo ancora l’omuncolo, il perdente che loro ci dicevano di essere, centinaia di volte. I gradassi del college, gli altezzosi, gli aristocratici, quelle persone il cui rispetto noi davvero volevamo, davvero… bramavamo. E non è per questo che lavoriamo con tanta foga ora, che combattiamo per conquistarci ogni centimetro? Siamo li a scalare la cima in modo indecoroso. Se fossimo sinceri per un momento, se riflettessimo intimamente anche solo un momento… se concedessimo a noi stessi di sbirciare in quel luogo oscuro che noi chiamiamo la nostra anima… Non è per questo che noi ci troviamo qui, ora, tutti e due? Cerchiamo un modo per riprenderci un pò di luce, per tornare alla ribalta, sul gradino più alto del podio, perché noi percepivamo la sconfitta, eravamo diretti tutti e due nel fango. Proprio la dove i figli di papà ci dicevano saremmo finiti, con la faccia nella polvere, umiliati ancora di più, solo per la colpa di avercela messa pietosamente tutta. Beh, che se ne vadano al diavolo! Non permetteremo che accada, né io, né lei. Gliela faremo vedere a quei fannulloni, resteranno senza fiato, col nostro continuo successo, i nostri continui titoli sui giornali, i nostri continui premi e potere e gloria e quei pezzi di merda rimarranno tutti senza fiato!

Lo so, come tutte le citazioni, letta così dice poco. Ma detta nel film, con quella carica di amarezza e odio, trasmette qualcosa di speciale.

Vorrei conoscere meglio l’uomo Nixon. Chissà se ne avrò mai occasione…

Annunci