Durante la prima media ci fu un periodo – penso quello primaverile – durante il quale era mio massimo desiderio approfondire la storia della Grecia. Ora non so bene da dove nascesse questo desiderio. Tutto quello che ricordo è che capitò a fagiolo l’opportunità di comprare l’Odissea e non feci sfuggire l’occasione, iniziando subito la lettura. Dopo qualche settimana pensai d’aver commesso un grosso errore, perché la lettura si stava mostrando ostica: andavo avanti con ben due vocabolari, per tradurre le parole che trovavo nei versi! Ero lento e spesso ricominciavo dall’inizio. Non andai mai oltre il secondo libro. Abbandonai la lettura sconfortato.

La guerra di Troia e le vicende degli eroi della mitologia greca, al pari di quelli di Tolkien forse, mi hanno sempre affascinato. Volevo leggere i miti, saperne di più, sempre di più. Purtroppo all’epoca non potevo permettermi un libro in più di quelli che avevo già, per cui i miei desideri rimasero un po’ in disparte, in attesa di poter un giorno vederli avverati. Presi in prestito anche un libro di H. Schliemann, colui che rinvenne le rovine della mitica città di Troia, in Turchia. Il prestito era nell’ottica di un lavoro di italiano da presentare poco tempo dopo. Quando ci sono stati impegni del genere ho sempre mostrato di ficcarmi nei guai da solo e anche in quel caso riuscii a mettermi in difficoltà in modo semplice, prendendo in prestito un libro che si rivelò, ancora una volta, difficile da comprendere e piuttosto complicato. Avevo bisogno di una persona più grande di me per seguire la lettura. Ora non ricordo come andò a finire. Molto probabilmente non la terminai.

C’era determinazione però. Ammetto di essere stato determinato nel leggere un libro che era sicuramente al di la della mia "portata". Non dico di essere stato coraggioso, perché prima di imbattermi in questi testi non avevo la minima conoscenza del loro contenuto. Però non mi sono arreso di li a poco, anzi, ho insistito. E’ servito a poco, ora che ci penso. Alla fin fine se un ostacolo è realmente al di là delle tue conoscenze è inutile stare li a cercare di superarlo. Io, poi, avevo anche la scuola e i compiti e il tempo a disposizione era quello che era. Però quell’inizio:

Musa, quell’uom di multiforme ingegno
dimmi, che molto errò, poich’ebbe a terra
gittate d’Ilïòn le sacre torri;
che città vide molte, e delle genti
l’
indol conobbe; che sovr’esso il mare
molti dentro del cor sofferse affanni,
mentre a guardar la cara vita intende,
e i suoi compagni a ricondur: ma indarno
ricondur desïava i suoi compagni,
ché delle colpe lor tutti perîro.
Stolti! che osâro vïolare i sacri
al Sole Iperïon candidi
buoi
con empio dente, ed irritâro il nume,
che del ritorno il dì lor non addusse.
Deh, parte almen di sí ammirande cose
narra anco a noi, di Giove figlia e diva.

… è rimasto nella mia testa. Ogni tanto addirittura mi ritrovo a ripeterlo. C’è ancora interesse da parte mia, e lo sento. Adesso ho 24 anni, quasi il doppio di quanti ne avevo la prima volta che approcciai l’Odissea. Ora ce la posso fare, se riuscissi a trovare il tempo: il mio vocabolario si è notevolmente amplificato, e la lettura lenta dell’Iliade mi sta aiutando ad approcciare la lettura nel giusto modo. In breve, non trovo più così difficoltoso capire le frasi e i versi e la lettura ne giova.

Leggo tanto, leggo testi diversi, ma di testi della letteratura classica non ne ho mai letti. A scuola non abbiamo mai trattato seriamente nessuno dei libri di Omero, né I Promessi Sposi, né tantomeno la Divina Commedia. Gravi mancanze. Ora, non ho intenzione di studiarmi queste opere, ma perlomeno di leggerle al meglio, per togliermi la soddisfazione. Chissà, magari se mi chiedono cosa sto leggendo e io rispondo “Leggo Omero” la gente evita di dire “Beato te” come se leggere un romanzo sia un diritto che in pochi possono permettersi (e giuro che quando vedo la gente leggere quegli strani libri che hanno a che fare con il rendere più facile la vita – e ce ne sono tanti – mi vien da ridere, perché la vita è nostra e siamo noi che la gestiamo, con la nostra esperienza e con il nostro Io, non certo perché abbiamo letto “Il rapporto tra colleghi di lavoro durante le 8 ore giornaliere – Consigli su come evitare i litigi e fare bella figura davanti al vosto capo”).

Mah…

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