Vediamo quali parole usare per non essere volgare o dare l’impressione di essere poco ragionevole. Lo studio – tra le altre cose – ha il pregio di insegnarti una cosa fondamentale, ossia organizzare il lavoro. A tutti gli effetti uno studente è una fabbrica umana di professionalità e questo richiede, oltre all’impegno, anche organizzazione. Fatto proprio il concetto di organizzazione, l’applicazione di questa capacità non dovrebbe essere così difficoltosa dopo anni di scuola e di università per cui io mi chiedo come sia possibile arrivare a lavorare così male. Senza fare nomi e senza puntare ufficialmente il dito contro nessuno devo purtroppo lamentare il sempre più ingiustificato atteggiamento di chi lavora qui dentro, con tanto di stipendio, e lavora male, per giunta. A questo, poi, c’è da aggiungere la testardaggine e l’esser sordi e ciechi di fronte alle richieste e all’evidenza. Forse sono io, e chi mi circonda, che prende un impegno come qualcosa di vincolante, qualcosa che, nonostante sia fatta tutt’altro che gratis, debba essere portata a termine nel miglior modo possibile? Questa mentalità purtroppo non è condivisa da tutti . Alcuni di mia conoscenza prendono il lavoro alla leggera, preferiscono non ricevere lamentele (giuste, tra l’altro) e a tratti sono anche arroganti. Sul lavoro, si sa, può essere che i rapporti diventino difficili tra colleghi. Cosa ne facciamo allora del servizio per il quale siamo pagati? Per ripicca svolgiamo i nostri compiti coi piedi? Riflettiamo il nostro disagio su chi non ha niente a che fare coi nostri problemi personali? Avere 30 anni non equivale ad essere poco ragionevoli per necessità, anzi, il contrario; si dev’essere maturi abbastanza da portare a termine le mansioni che ci competono, anche per una questione di semplice principio. Io personalmente non me la sentirei di lavorare a metà, lasciando incompiuti compiti che spettano a me e solo a me. Invece a quanto pare i furbi cicciano ovunque, come i funghi nel sottobosco.

La pazienza ha un limite. Se io devo sorbirmi ancora brontolii perché non consegno i gettoni prontamente ogni lunedì (martedì magari? Sono il solo che deve consegnare i gettoni?) per poi non avere il diritto di far notare che soffriamo disagi ingiustificati a chi è pagato per mettere a disposizione un servizio, allora non ci sto per niente. Io continuerò a lamentarmi, continuerò a far notare le cose che non vanno, continuerò ad evidenziare come le cose siano cambiate radicalmente in peggio da un pò di tempo a questa parte, a costo di rovinare rapporti personali con una o più persone. Ripeto, avere 30 anni non vuol dire essere poco ragionevoli. Se vengo pagato per fare la spola da qui a Milano, 40 volte al giorno per accontentare 40 persone diverse, non devo fare la spola 38 volte al giorno creando disagio a 2 persone. E, a maggior ragione, non posso prendermela con le due persone quando queste si lamentano, perché è ovvio che svolgo il mio lavoro un pò coi piedi.

Sostanzialmente il problema è questo: vengono riversati su di noi dei problemi che non ci sfiorano minimamente. Ne paghiamo le conseguenze, ingiustamente.

Non si può andare avanti così, dai.

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