E’ un periodo molto attivo per questo blogghettino. La primavera, si sa, ispira la mente (almeno, la mia si sente ispirata). Non scrivo pezzi di spessore: gli approfondimenti tematici non sono tra gli obiettivi di questo spazio, infatti, quindi mi limito a scrivere quello che mi gira. Per esempio, qualche minuto fa mi è venuta in mente una cosa avvenuta quando ero alle elementari. Durante una lezione di matematica, la maestra ci mostrò per la prima volta il numero a 7 cifre più famoso di tutti, il milione. Lo scrisse alla lavagna:

1.000.000

Poi si girò e chiese alla classe:

Che numero è questo?

Chi fu colui che rispose? Io!

Un milione!

Lo dissi con una leggera eccitazione, perché aspettavo da tanto quel momento. Ricordo che i miei genitori mi istigavano a risparmiare i soldi (quei pochi spiccioli che avevo) dicendomi che dovevo raccogliere un milione di lire e nella mia testa immaginavo quel milione come una grande montagna di monete. I grossi numeri poi mi affascinavano anche perché uno dei miei chiodi fissi era quello di chiedere a Dio i numeri corrispondenti a molti aspetti della mia vita: quante parole avessi detto fino alla mia morte, quante lettere avessi scritto, quanti chilometri di inchiostro avessi messo su carta, quanta distanza avessi percorso a piedi e in corsa… Pensavo a questi numeri enormi e non me ne capacitavo, non riuscivo a concepirli con la testa. Erano un’enormità e io volevo conoscerli tutti. A casa spesso mi ritrovavo a contare il nulla, a ripetere i numeri in sequenza, da 1 a 300, da 1000 a 1500. Scrivevo sul foglio delle cifre, poi inserivo i punti ogni tre cifre a partire da destra e provavo a dare un nome. L’ho fatto tantissime volte. 

Ancora oggi ho qualche residuo di questa particolare propensione per i numeri. A volte mi capita di pensare alle stesse cose: quante generazioni di esseri umani ci sono da quando la nostra specie è nata, quanti sono gli umani morti dall’inizio della nostra storia, quanti sono i pianeti dell’universo, quanti secondi ho vissuto, quanti litri di acqua ho bevuto e quanti ne ho usati per lavarmi. Le cose più disparate, insomma. Poi penso che sarebbe una buona idea fare una stima per quelle curiosità a cui è possibile rispondere. L’idea, però, va via alla stessa velocità con la quale arriva, ma in rari casi riesco a fare il calcolo. Per esempio, nel momento esatto in cui compirò i miei 24 anni (con tanto di sospiro e pensiero rivolto al tempo che passa inesorabile), scoccherà il secondo 756864000° della mia vita:

60 (secondi/minuto)*60(minuti/ora)*24(ore/giorno)*365(giorni/anno)*24 anni = 756864000 secondi

Settecentocinquantasette milioni di secondi circa. Un bel numeretto. A 32 anni sfonderò il miliardo!

I piccoli numeri? Che io ricordi da piccolo non mi interessavano molto. Solo in un caso mi paiono interessanti… tipo calcolare la probabilità che una scimmia arrivi a comporre La Divina Commedia premendo a caso le lettere su una tastiera di un pc…

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