Dopo tanto tempo riguardo le foto che ho portato qui a Piacenza il mio primo anno, quelle realizzate nel periodo 2002-2003 coi miei amici. Foto fatte tanto per passare il tempo: ricordo che Raf portava con se la macchina fotografica praticamente ovunque, fotografando di tutto (ricordo quando minacciava Domenico di far vedere alla mamma la foto, scattata in villa, della sigaretta che Dome stava fumando una delle sere che io passavo in palestra). In totale ho 13 foto di quel periodo. Tutte foto che mi fanno tornare indietro nel tempo di 8 anni. Sembra ieri!

La prima foto ritrae un pò maldestramente me in un angolino, di spalle, e una distesa d’acqua. Sono riconoscibile per via della maglietta di RIN che da poco mi era arrivata via posta, con la scritta arancio “Rapito da Radio Italia Network”. Si vede  anche mezza canna da pesca. Era quella di Raf. Non ricordo chi scattò la foto, probabilmente lo stesso Raf. Io ero intento a sistemare l’esca per le carpe che si muovevano li a pochi passi da me, in branchi molto numerosi individuabili come forme scure. Nella foto si vedono alcune di queste macchie nerastre. Quel giorno non pescai neanche una carpa. Seppi qualche settimana dopo che in quel periodo (era giugno) le carpe depongono le uova e non mangiano. Nella foto sono inoltre riconoscibile per il mio infallibile “coppino” e per il taglio di capelli, uguale a quello attuale, ma decisamente meno curato. Era giugno, quello che avevo passato nella mia vita sentimentale era ancora vivo e faceva male, anche se riuscivo a mascherarlo. Cercavo di divertirmi per dimenticare e anche per approfittare del tempo che avevo per dare un senso a quell’estate, minacciata già da mia mamma che voleva mandarmi a lavoro come durante le due estati precedenti.

La seconda foto è più vecchia. Dell’autunno del 2002. Io e Mauro vicino ad un’altalena, ritratti da Raf in una foto un pò sfocata, durante un pomeriggio nuvoloso. La ricordo bene quella foto, ricordo quel pomeriggio almeno. In mano Mauro ha il cd di Gran Turismo 2, di proprietà del sottoscritto. Ci aveva giocato diverse settimane e quel pomeriggio andammo da lui anche per farmelo restituire (Gran Turismo restò per quell’anno e per il successivo il gioco più importante dei miei pomeriggi alla Play Station). Mi chiedo se quelle simpatiche giostre di quel prato siano ancora li o siano state tolte dalla circolazione per degrado (all’epoca erano in buone condizioni, ma chissà nel frattempo).

Terza foto: sempre lo stesso pomeriggio autunnale. Una foto a sorpresa se non sbaglio. C’è solo Mauro. Non ricordo… forse l’ho scattata proprio io, ma non posso giurarlo. Dietro Mauro c’è una panchina verde. Siamo sempre in quel prato; dietro Mauro si vede l’altalena della foto precedente. Anche qui una foto sfocata. Quella macchina fotografica usa e getta non aveva il flash…

Quarta foto: io solitario mi aggiro lungo una sponda della diga. Sullo sfondo si vede lo sbarramento della diga, a 200 metri. Raffaele scattò questa foto da 20 metri di distanza circa da me. Faceva caldo. Era sempre il 9 giugno. Mi spostavo da una zona all’altra, avvicinandomi ai miei amici che pescavano appena più giù rispetto a me. Nella foto sto guardando l’acqua bassa, cercando un punto dove sistemarmi. Quel terreno erboso e pianeggiante, sotto la calura della prima mattina, emanava profumo di primavera. Quella giornata però si stava rivelando un tantino deludente sul fronte pesca. Non capivo come mai non riuscissimo a pescare neanche una carpa. Proprio non lo capivo, era un comportamento strano: eppure noi a mais non eravamo scarsi!

Quinta foto: acrobazie autunnali. E’ una delle foto scattate quel pomeriggio autunnale di cui parlavo prima. In questo caso Raf volle immortalare me sospeso con la sola forza delle braccia su una delle giostrine di quel giardino. Una cosa faticosa, lo ricordo bene. All’epoca però ero ben allenato, anche se lo spessore delle mie braccia tradiva un fisico magro e smunto, e riuscivo a fare quella passeggiatina sospesa anche due volte di seguito. Quando me lo propose Raf accettai subito, però quando ero pronto per la foto lui tardava a scattare e questo mi costrinse a poggiarmi su di un braccio, richiamando le gambe un pò… Insomma, io stavo dicendo “Ti muoviiiii” e lui mi scattò la foto. E’ uscita fuori un’immagine orripilante (ancora stento a credere di essere così brutto XD )

Sesta foto: ancora pesca del 9 giugno. Sull’autore di questa foto sono perplesso. Sul retro scrissi, il 20 aprile 2004, una nota: “Gita alla diga 09/06/2004 Nella foto da sx a DX: Musson, U’Rosc, Paolo, Raf, D@D, Carlet”. Per cui, considerando cosa c’è dopo, deduco che l’autore della foto sia uno tra Domenico e Marco Naf Naf. Propendo per la prima delle due possibilità… Naffo non sarebbe capace di fare una fotografia (o almeno ai tempi non sarebbe stato sicuramente capace – Marco ti voglio bene!). La foto ritrae il gruppo di cui sopra, intenti a pescare ed osservare. Non ricordo di cosa discutevamo. Sarei stato capace di elencare tutti i particolari di questi momenti fosse stato solo 3 anni fa… negli ultimi tempi la mia mente sta rimovendo molto di quello che conservava gelosamente un tempo. Non ricordo neanche quale momento della mattinata sia… io non sto pescando e, ricordando di aver pescato fin dalla prima volta che arrivammo, deduco che forse era tarda mattinata e che, di li a poco, saremmo andati via.

Settima foto: pomeriggio autunnale. C’è un mucchio di caos in questo mini-album! XD  In questa foto è Mauro che scatta. Ricordo che a Raffo era venuta in mente l’idea per una foto spettacolare e mi stava spiegando come sistemarmi. Mauro scattò proprio quando Raffaele stava spiegando cosa fare, dirigendosi verso me (si vede che stavo alzandomi dall’altalena).

Ottava foto: ancora giornata di pesca. Stando a quanto ho indicato nel retro della foto, però, questa foto si riferisce alla prima giornata di pesca alla diga di quell’anno (fortemente voluta da me), il 7 giugno. Era passato poco tempo dal nostro arrivo e, nella ricerca del punto migliore dove immergere lenza e amo per la pesca, vidi una cosa strana: uno strato di terreno di mezzo metro praticamente sospeso sul nulla, con un albero praticamente piantato al centro di quel terreno sospeso. Era l’albero, con le sue radici, a tenere su in orizzontale quella porzione di terreno, impedendogli di franare di sotto. Il tutto a prima vista pareva molto resistente, ma la mia mente malata architettò subito un piano catastrofico: buttare di sotto tutto, albero compreso. Indicai a Domenico il punto, con l’intenzione appunto di abbattere tutto e far franare mezzo mondo, albero compreso, ma Dome capì tutt’altro! Ci mettemmo in posa e qualcuno (forse Carletto) scattò la foto a me, Dome e Marco Naf Naf, tutti e tre bianchi latticini in un gruppo di mezzi neri (tra Paolo, Raffaele e Carlo…). Inutile dire che tra i tre l’unico che è venuto bene è l’unico che non era divertito dalla situazione, ossia Naffo. Io sono brutto manco la morte, Dome è venuto con un sorriso forzato.

Nona foto: galline. Nell’aia. Galline che beccano a terra. Vicino ad un recinto. Al di la del recinto le mie gambe: scarpe invernali pesanti, pantaloni marroni. Foto scattata da Raffaele durante una delle quotidiane gitarelle in campagna che mi regalava. Ogni pomeriggio mi chiamava per essere accompagnato nella sua campagna a dar da mangiare alle galline che suo padre allevava (quante risate ci facevamo ogni volta!). Questa foto campagnola ho voluto prenderla per ricordare le innumerevoli volte che andammo li per dar da mangiare alle galline. Mi mancano quelle uscite in coppia, a ridere e scherzare…

Decima foto: la più stupida di tutte. Ancora nel giardino delle giostrine, ancora una foto di quel pomeriggio con Mauro e Raf. Non ricordo chi scattò questa, ma sicuramente ero preparato allo scatto, visto che con la mano sinistra facevo segno di vittoria verso la macchina fotografica, mentre dondolavo sull’altalena (sempre la solita altalena!).

Undicesima foto: altra foto della prima uscita alla diga, quella del 7 giugno! Io e Dome che facciamo i gay. °-° Non era ovviamente una cosa fatta sul serio, ci scherzavamo su. Per la precisione questa foto, scattata da chissà chi e a che ora del giorno, ritrae me e Dome uno a fianco all’altro con lui che tocca il marsupio (il marsupio vero eh!!!), sorridendo entrambi verso la macchina fotografica. I miei capelli erano sparati in aria in modo particolarmente efficace quel giorno, ora che noto bene °-°

Dodicesima foto: foto di gruppo. Sempre nello stesso punto del terreno pericolante, dove con Dome e Naffo avevamo scattato la prima foto. In questa foto siamo in 4: da sinistra Carlo, io, Naffo, Mauro. Probabilmente venne scattata quando meno ce lo aspettavamo: io sono serio, Mauro sembra essere ad occhi chiusi! Non riesco a ricordare se questa foto è precedente quella scattata con Domenico e Naffo o successiva. Probabilmente è successiva, ma non ne sono sicuro.

Tredicesima foto: io e Raf sull’altalena. Autunno, sempre lo stesso giardino, sempre lo stesso pomeriggio. Questa foto è immediatamente successiva a quella in cui Raf veniva verso di me indicandomi come sistemarmi per la foto che aveva in mente. Praticamente io ero seduto normalmente, mentre lui era in piedi dietro di me, sempre sull’altalena. Posizione pericolosa, ma la foto venne bene (almeno la posa è giusta, che poi la qualità della foto sia scarsa è indubbio). Da un alone nella parte alta della foto pare che il sole stesse facendo capolino tra le pesanti nuvole di quel pomeriggio. Io non ricordo altro che queste foto e basta. Può darsi che poi, inaspettatamente, venne fuori una serata piacevole.

Si arriva così alla fine della raccolta. Come si vede sono praticamente alcune foto di tre giornate passate assieme: una di un pomeriggio autunnale, e due di due calde mattinate trascorse all’avventura (come ci piaceva definirle), alla fine della primavera del 2003. Dando un’occhiata all’anteprima dei risultati dello sviluppo del rullino delle foto scattate durante quel periodo autunnale da Raf, ci si accorge che su 37 foto solo 10 erano comprensibili. Non ricordo quante ne comprammo di quelle 10: oltre a quelle nominate vedo una foto scattata sicuramente nel portone della casa di Raf e una scattata nella villa comunale, nella quale si vede chiaramente Raf a fianco all’altalena che un tempo era da quelle parti. Non so se Raf abbia sviluppato quelle foto e se le sia tenute per se. Lo ritengo improbabile solo perché mi sono accorto di avere i negativi di quel rullino. E a dirla tutta non ricordo neanche se queste foto le abbiamo pagate assieme o le abbia pagate solo io. Conoscendo i miei genitori come minimo avremo diviso le spese con Raf, ma anche qui… non lo so, non ricordo.

E’ piacevole ogni tanto prendere queste foto, sforzare la memoria e tornare un pò indietro nel tempo. Sono testimonianze della mia vita giù a casa. Osservarle a volte un pò fa male, perché rimpiango molto quell’anno, però proprio non riesco a cancellare definitivamente tutti quei momenti. Chissà cosa penserò quando tra qualche anno mi troverò a sfogliare le foto scattate durante il periodo universitario…

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