Bah… in questi giorni dove il web parla e riparla di film di successo, di scandali di cocaina, di giocatori di calcio che spendono i loro soldi nel modo che ritengono più opportuno (ci mancherebbe!) e di crisi economiche internazionali, mi sto veramente annoiando. Sarà anche il tempo: qui sembra di stare in Lapponia, mancano solamente le slitte coi cani e siamo praticamente li… °-°  Studio, ripasso, ma veramente faccio fatica. Ho superato un esame – quello che più mi piaceva in fin dei conti – ma è come se alla fin fine non riesca a dare il massimo, come se tutto quanto avesse meno senso di quello che aveva poco tempo fa (alleluia allora…). Sento la necessità, ancora una volta, di cambiare aria. Di fare altro. Di dedicarmi a quello che più mi piace, ogni tanto. Meno stress, meno pensieri, più relax, ma purtroppo anche quando mi riposo incappo in cose che in un modo o nell’altro non fanno altro che consumare le mie energie residue.

Mi rifugio nella lettura. Non in quella fantasy, non in questo periodo perlomeno: in quella scientifica, come mi piaceva tanto da bambino. Avrei studiato tutt’altro se fosse stato per me. Da piccolo avevo molte passioni, e tutte in campo culturale: storia, geografia, scienze naturali, astronomia… Un giorno volevo fare l’archeologo, quello dopo l’astronomo, quello successivo il paleontologo o il geologo. Sognavo di diventare insegnante, di tornare come professore nella scuola media che avevo frequentato, immaginando di ripercorrere quei corridoi con i nitidi ricordi di quello che avevo vissuto li dentro. Oggi però mi accorgo che, come tutti i ragazzi, ho sognato ad occhi aperti.

Serve piangersi addosso? No, ovviamente. Sono qua e faccio quello che devo fare. Non assicuro niente sui risultati però. Sono stanchissimo di passare il mio tempo sforzandomi di fare cose che non mi piacciono. Non c’è mai stata motivazione. Convinzione si, per forza di cose, ma motivazione mai. E quando la convinzione cede di fronte a certe cose, a certe consapevolezze… diventa dura, molto dura, andare avanti e continuare. Preferirei passare il pomeriggio come sono adesso, leggendo Hawking, Barrow, oppure Fest, Darwin, e altri, ma non posso. Purtroppo devo tornare sui miei appunti e cercare di intavolare discorsi che lasciano il tempo che trovano su questo o su quello… sui cocchi o sui bacilli, con la convinzione che tra qualche mesetto buona parte di quello che sto cercando di imparare ora finirà in un angolo della mia mente.

E’ inutile. Lo è sempre stato e sempre lo sarà.

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