A volte il web stupisce. La storia stupisce, ad essere precisi. La vita di ogni singola persona è un intreccio sensazionale di contatti ed eventi vissuti e condivisi. Zig-zag, zig-zag, stasera arrivo alla pagina wiki di una certa Dorothy Gibson. Chi sarà mai? “…a pioneering American silent film actress, artist’s model and singer active in the early 20th century”. L’interessante arriva proprio adesso. “She is best remembered as a survivor of the sinking of the RMS Titanic.” E qui mi interesso per davvero. L’attrice in questione ha anche interpretato se stessa in “Saved from the Titanic”, film del 1912 uscito appena un mese dopo il disastro. La seconda guerra mondiale se l’è vissuta in Italia: “She was arrested as an anti-Fascist agitator and jailed in the Milan prison of San Vittore, from which she escaped with two other prisoners, journalist Indro Montanelli and General Bartolo Zambon”. Indro Montanelli!?!? E che ci fa Indro in una storia del genere? Fuggito con una dei sopravvissuti del disastro del Titanic dalla prigionia fascista? Ma che incontro è mai questo? XD

Tornando seri un attimo, credo che questa mia reazione sia dovuta solamente al fatto che considero l’inizio del secolo scorso come veramente troppo lontano. Insomma, saranno passati anche 110 anni, ma il 1900 non è poi così lontano!

Poi c’è altro che mi influenza. Il Titanic fu una catastrofe dalle ripercussioni mondiali: fortunatamente non l’ho vissuta, ma pur essendo nato 74 anni dopo l’evento e precisamente l’anno del ritrovamento del relitto, la sento come catastrofe al tempo stesso mitizzata, umana e non così lontana. Per cui provo un misto di meraviglia, fascino, e consapevolezza (del fatto che si tratta di storia non così antica), quando leggo che una personalità di così elevato spessore come Indro Montanelli (passato a miglior vita 9 anni fa) sia stato a contatto con una persona che è sopravvissuta ad una tragedia come quella del Titanic. Nella mia mente si ha l’incontro di una persona che potrei considerare vicina a me (un mio connazionale famoso) con una persona che è al confine tra il mito e l’immortalità della memoria: il contatto con una persona che ha visto e che ha vissuto il terrore di quell’evento così tragico. E questo, ora che ci penso bene, forse un pò mi rode: sono un pò geloso. Anche io volevo parlare con un sopravvissuto del Titanic. Anche io volevo parlare con Dorothy Gibson. Se è vero che tutti quanti hanno i loro desideri segreti, ebbene io non sono un’eccezione ed uno di questi desideri è proprio avere occasione di parlare con uno dei 2200 che viaggiarono a bordo di quel transatlantico, per ascoltare la sua storia. Ad oggi sono tutti deceduti… ma la speranza rimane.

Non so se mi spiego.

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