Questa strana settimana di agosto è iniziata da poco e già posso etichettarla come la più noiosa e brutta dell’intera estate. Ieri sera la mia povera testa è stata martellata per più di due ore da musica odiosa e canti strappalacrime (per gli altri, ci tengo a precisare), tra gente che piangeva (e il motivo?), gente menefreghista che mangiava a sbaffo più degli invitati alla festicciola (da umiliare davanti a tutti), e balletti improvvisati (tanto belli… come no!). Praticamente domani un mio cugino si sposa (c’è chi direbbe “era ora”) e ieri sera c’è stata la serenata. Una parola per descriverla? “Mah”. E’ la prima serenata a cui assisto. Me la immaginavo diversamente, forse perché nelle scorse occasioni, quando c’era qualche serenata vicino casa, mi pareva di poter sentire innumerevoli voci cantare (“cantare”): nella mia mente immaginavo decine di persone abbracciate verso l’abitazione della futura sposa, tutti entusiasti del loro canto (“canto”). Invece ieri sera ho visto una cosa molto più semplice: qualche song è stata cantata da mio cugino (devo ammettere che ci ha messo dell’impegno e questo va considerato, dai), altre invece sono state cantate dal signore che è stato pagato per animare la serata. Ovvio che non mi aspettavo Tiesto e Van Buuren alla consolle, con uno speaker degno di Fabiola ai tempi di RIN e la scenografia del concerto di apertura di Atene 2004, però… Si, lo so, sono io quello che non concepisce più come normali certe atmosfere, certe festicciole. Ma non posso farci niente. Ieri sera è stata per me noiosa, oltre che motivo di stress. E siccome mio cugino è un tipo… come si dice… ah! “all’antica”, ecco che le song di ieri sera facevano parte del repertorio dei Teppisti dei Sogni (! o dei Sonni… sarebbe più appropriato come nome!) e di chissà quali altri disgraziati degli anni 50-60. Oltre ai pezzi napoletani tipici di queste parti (io di tipicità poi non ne vedo così tanta, anzi…): in questo paese i truzzi sono soliti andare in giro con qualche pezzo (dai, non chiamiamole canzoni!) di Gigi d’Alessio o Gigi Finizio (credo si chiami così) o Nino d’Angelo (il fondo del barile, praticamente): il fratello di questo cugino che domani sarà marito di sua moglie, quindi l’altro mio cugino, è uno di quei tipi. Tombola.

Stamattina mia sorella diceva “le serenate oggi si fanno coi dj e con le canzoni di Vasco Rossi”. Vabbé. Lei vive su un altro pianeta. C’è una faccia di questo paese che cerca di uscir fuori dalle sue tradizioni, ma lo fa in modo maldestro, ricalcando “mode del nord” alla meno peggio. Il risultato è la solita truzzata. Io sinceramente non la capisco più la gente di queste parti. Se l’ho mai capita, poi.

L’occasionale festicciola di ieri sera va apprezzata per la volontà di mio cugino di dedicarla alla sua futura sposa, su questo non discuto. Però non c’era bisogno che ci andassi anche io. Mi sono annoiato a morte. E, arrivati alle due di mattina quasi a casa, avevo anche mal di testa. Fortunatamente non mi è stato chiesto di cantare: mia cugina ieri pomeriggio aveva detto che avremmo cantato tutti! “Contaci” le avevo detto. La serenata non era la mia, non dovevo far niente. Anche perché le “canzoni” scelte da mio cugino erano note a tutti tranne a me e mio cuginetto Luca che ha 6 anni. Ma mi vedete ascoltare i Teppisti dei Sonni? Per quelli che sono i gusti possono essere i Teppisti Insonni gli artisti che ascolto io. E non per voglia di trasgredire, motivo che invece guida molti dei giovani, ma perché sento che quel tipo di musica a me piace. Per quanto fredde e senza senso possa apparire, a me da qualcosa: il discorso l’ho fatto diverse volte.

Domani si prevede l’inferno in terra. Già oggi l’atmosfera si è surriscaldata. Io triste e annoiato a farmi la doccia e la barbetta in bagno e arriva la sorella dello sposo (altra cugina) con tanto di prole al seguito (le due figlie) a urlare che la parrucchiera non si trova, “non risponde al telefono, come dobbiamo fare ora con la messa in piega, bla bla bla blablablablablàbbla!!, ashdfrfryfdhfefuehfaamaschera-di-bellezzadfghsfga, huhhsssgyehdpulizia-del-visojdgfur, dfhudgurgh!”, insomma… Se non si “puliscono il viso” non possono andare ad un matrimonio! Posso capire ora l’acconciatura (in verità non lo capisco perché non ne sento il bisogno, looooooool), ma la pulizia del viso e l’estetista mi pare una di quelle esagerazioni da mogli-insoddisfatte-del-proprio-viso, una di quelle situazioni da flebo cronica… E tutto per un matrimonio. Domani non oso immaginare allora.

Faccio una stima, poi dopodomani, se ne avrò la forza, scriverò due righe sulla giornata che ho trascorso. Domani mattina alle 7 e mezzo mia mamma mi sveglia. Ecco, ora me lo ha detto mia mamma: usciamo presto di casa, alle 9 siamo a casa dello sposo, alle 10 a quella della sposa, alle 11 c’è la messa (pregherò per la mia anima… magari con un bel “Dio allontana da me questo calice”). Alle 12 forse la messa è terminata. Quindi si va tutti al ristorante. Come minimo torniamo qui a casa verso mezzanotte, se non dopo.

Pregate per me.

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