Ho letto il fumetto di Alan Moore “Watchmen” in questi giorni. E’ un vero capolavoro, non ha tradito le mie aspettative. E’ il primo fumetto che compro, anche se non il primo che leggo (grazie alla paperotta mia ho letto già Death Note, che è un intricato pseudo-thriller dove tu sai chi è il colpevole e gli altri no, lol). Mi piacciono in linea di massima tutti i personaggi, ma tra tutti quello che mi attrae in modo particolare è il Comico. Nel film l’attore è bravissimo, oltre che somigliantissimo alle fattezze donate da Moore nel fumetto, e in alcune scene mi ha colpito nel profondo… con una personalità veramente irritante/simpatica/saggia allo stesso tempo. Un mix di impressioni strano. Qui riporto un esempio di tale personalità.

Siamo alla prima riunione degli acchiappa-crimini. E’ il 1966, sono passati diversi anni dalla scomparsa di fatto del gruppo dei Minutemen (possiamo dire che sono i padri dei futuri Watchmen). In una stanza ci sono diverse personalità nel campo dell’anticrimine effettivamente attive: Capitan Metropolis, Ozymandias, Rorschach, Gufo Notturno II, Spettro di Seta II, Dott. Manhattan… il Comico.

Capitan Metropolis
(in piedi rivolto agli altri)
“Poi per quelli che mi conoscono solo come Capitan Metropolis, il mio nome è Nelson Gardner. Chiamatemi Nelson. Infine, ah, credo sia giusto dare il benvenuto a tutti alla prima riunione degli acchiappa-crimini! Perché gli ‘Acchiappa-crimini’? Beh, come sapete, questo paese non ha avuto un’organizzazione di avventurieri mascherati da quando i Minutemen si sciolsero nel ‘49. Le forze della legge sono in stasi. Il crimine no. Nuovi mali sociali emergono giorno dopo giorno: promiscuità, droga, rivolte studentesche…! Ora unendoci come gli ‘Acchiappa-crimini’, noi…”
 
Il Comico
“Stronzate”
 
Capitan Metropolis
“Cosa?”
 
Il Comico
“Ho detto ‘stronzate’. Tutta questa storia, questa idea degli ‘Acchiappa-crimini’ è scema. Sai che è Nelly? E’ che stai invecchiando e vuoi continuare a giocare a cowboy e indiani!”
 
Capitan Metropolis
“Non è vero”
 
Gufo Notturno II
“Ascoltate, non rinunciamo a tutto così. Io e Rorschach unendo le forze, abbiamo fatto progressi nella lotta alle bande…”
 
Rorschach
“Ovviamente, sono d’accordo… ma un gruppo così vasto sembra più un espediente pubblicitario. E’ troppo grande e ingolfato…”
 
Ozymandias
“Se è solo un problema organizzativo, con la persona giusta a coordinare il gruppo penso…”
 
Il Comico
“Oh e mi chiedo chi potrebbe essere? Hai qualche idea Ozy? Voglio dire, tu sei l’uomo più intelligente del mondo, giusto?
 
Ozymandias
“Non ci vuole un genio per vedere che l’America ha dei problemi da risolvere”
 
Il Comico
“Dannatamente giusto. E anche un idiota capirebbe che possono essere risolti da pagliacci come voi. Non avete idea di cosa succede in questo mondo. Credetemi”
 
Ozymandias
“Credo di essere bene informato quanto chiunque altro. Con il trattamento giusto, nessun problema mondiale è insormontabile. Quel che occorre è un pò d’intelligenza.”
 
Il Comico
“Che tu hai in abbondanza, vero? Gente, siete ridicoli. Sentite che Moloch è tornato in città e pensate ‘Oh ragazzi! Uniamoci e acchiappiamolo!’ Pensate che serva a qualcosa? Pensate di risolvere qualcosa? Non serve a nulla. Vi faccio vedere
perché non serve…”
(si alza e incendia la cartina dell’America alle sue spalle)
“Non serve a niente perché entro trent’anni le armi nucleari voleranno come moscerini… e allora il nostro Ozy sarà l’uomo più intelligente della cenere”

 

Dal diario di Rorschach (fumetto): Edward Morgan Blake. Nato nel 1924. Comico per quarantacinque anni, morto nel 1985. Sepolto sotto la pioggia. E’ questo quello che ci aspetta? Una vita a lottare senza tempo per gli amici… e alla fne solo i nostri nemici lasciano rose. Vite violente, che finiscono violentemente. Dollar Bill, Silouhette, Capitan Metropolis… non moriamo mai in un letto. Non ci è consentito. Qualcosa nelle nostre personalità forse? Un bisogno animalesco di lottare e combattere che ci rende quel che siamo? Irrilevante. Facciamo quello che dobbiamo fare. Alcuni nascondono la testa tra i capezzoli gonfi dell’indulgenza e della gratificazione, maialini che si contorcono sotto una scrofa per ripararsi… ma non c’è scampo… e il futuro s’abbatte su di noi come un treno. Blake l’aveva capito. Lo trattava come se fosse uno scherzo, ma aveva capito. Aveva visto le falle nella società, aveva visto quegli omini in maschera che cercavano di tenerla insieme… aveva visto il vero volto del ventesimo secolo e aveva scelto di diventarne un riflesso, una parodia. Nessun altro aveva capito lo scherzo. Ecco perché era solo.”

Dal diario di Rorschach: “Edward Blake. Il Comico. Nato nel 1918, sepolto sotto la pioggia. Assassinato. E’ questo quello che ci tocca? Non abbiamo tempo per gli amici, solo i nostri nemici ci lasciano rose. Vite violente  che finiscono violentemente. Blake l’aveva capito. Gli uomini sono selvaggi per natura, non serve a niente coprirla di zucchero per mascherarla. Blake aveva visto il vero volto della società e aveva scelto di diventarne una parodia, una barzelletta.”

Annunci