Che titolo! M’è venuto così, improvvisamente, perché credo che descriva molto bene la situazione delle persone che vendono la propria immagine gratuitamente alle community – in particolar modo ai social network – in giro per il web. Anche io un tempo facevo parte del gruppo delle persone che denunciavano qualsiasi cosa gli capitasse sul web. Mi ricordo che fino a 4 mesi fa circa ero registrato su Facebook. L’errore più grosso della mia vita visto che questo social network che tanto impazza da un anno, è la più colossale bufala e presa in giro della storia della rete. Ma non solo: con le informazioni che ci inserisci rischi veramente grosso, in tutti i campi. Qualche mese fa ci si lamentava che negli uffici delle aziende gli addetti invece di lavorare usassero Facebook, quasi fosse una droga: venivano licenziati e la notizia, ovviamente, finiva sui giornali (tanto non ci sono altre notizie da dare in un mondo perfetto come il nostro, no?). Poco fa mi è capitato di vedere che in Spagna una poveretta che tifava Barcellona invece di Espanyol durante la finale della Coppa del Re è stata scoperta e licenziata. Indipendentemente dal suo ruolo… dico io… ma è mai possibile che una persona non può avere gusti diversi dal suo datore di lavoro? In fondo al datore di lavoro cosa interessa il tifo del suo subordinato o il lavoro che svolge? Ormai, se non ci si sta attenti, si rischia per davvero di non aver neanche più la libertà di opinione. Si perdono posizioni con un semplice click. Non mi stupisce se ora organi di controllo come la polizia si mettano a ricercare informazioni su Facebook.

Che scandalo! Che schifo! Ringrazio la persona che mi ha fatto aprire gli occhi, che mi ha dato la spinta decisiva che mi mancava per sottrarre la mia identità a questo “Grande Fratello” (come lo chiama lei) del web. E’ vero: Facebook ti mette sotto gli occhi di tutto e di tutti, crea un’illusione nella quale i suoi utenti si cullano pensando veramente di stare a vivere una seconda vita, diversa da quella di tutti i giorni. Peccato però che quando ci si disconnette dal sito si torna alla vita “noiosa” di sempre. Fossi stato anche io uno delle persone che si connettono e passano tutti i giorni su Facebook, ora non sarei affatto il ragazzo felice che sono. Provo pena quando entro in sala internet nel vedere come su 9 computer connessi almeno 8 siano connessi su Facebook. “Mi ha chiesto l’amicizia, chissà perché”, “Mi ha invitato a fare un quiz Come baci? secondo me le piaccio”, “Ah, ti è uscito che sei incapace nel gioco, a me è venuto fuori che sono un vincente”. Ragà, ma per favore… se bastasse così poco per capire anche una sola di queste cose i problemi del mondo sarebbero finiti.

Vivete la vostra vita reale!

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