Beh, penso sia ora di parlare un pò di cinema. E’ tanto che non lo faccio, ma i film che attendo devono ancora debuttare tutti al cinema (tutti tranne uno che ho visto già). Prima di parlare delle grandi attese, meglio anticipare qualcosina sul film novità che non mi sarei mai aspettato di vedere.

Non sono un fan di Star Trek e non lo sarò mai, però devo ammettere che l’opera di J.J Abrams merita applausi. In tutti i campi. Dalla storia agli effetti visivi. Le due ore di questo film passano e neanche te ne accorgi; a questo aggiungici che è uno spettacolo per gli occhi. Che sia chiaro: parlo da ignorante delle storie dei film e delle serie tv che hanno preceduto questo Star Trek. Era negli obiettivi del regista e del produttore il creare un film accessibile a tutti, che chiamasse gente al cinema, che rendesse l’universo di Star Trek accessibile anche a coloro che non hanno mai seguito nessuna delle serie tv o visto uno dei film che sono stati realizzati in passato. E’ l’idea del prequel che in questi ultimi anni sta prendendo piede sempre più per tutta una serie di motivi. Il più importante di questi motivi, secondo me, è che il sequel non attira più tanto. Ci sono state decine di esempi, in questi anni, di sequel che promettevano bene, ma che poi erano delle delusioni inconcepibili. Per carità, il discorso è sempre quello… un film non potrà mai piacere a tutti, però regista e produttore prima di approvare uno script devono ragionare anche in termini di accoglienza generale. Soffermarsi su ogni semplice spettatore e valutarne il giudizio dopo aver visto un film non porta da nessuna parte, perché siamo 6 miliardi di persone e ognuno ha la sua idea di film, però è di fondamentale importanza accettare una sceneggiatura che contenga qualcosa di robusto. Quindi diciamo che produrre un sequel oggi è più un impiccio che una realizzazione personale, perché le persone si aspetteranno sempre e comunque un film di livello almeno pari a quello che precede. Il discorso ora si complica, perché ci sono casi e casi, universi diversi, storie diverse, contenuti e messaggi differenti. Volendo prendere due saghe campione, come Jurassic Park e Il Signore degli Anelli + Lo Hobbit, si nota come nel primo caso si sia andati da un film di intrattenimento per l’intera famiglia che cercava di trasporre il solito monito dell’ormai passato a miglior vita Crichton (Jurassic Park) ad un film (Il Mondo Perduto) che era molto più blockbuster, privo di contenuti e più ricco d’azione, fino ad un terzo capitolo che a volerci trovare un senso si fa fatica (Jurassic Park 3); nel secondo caso, considerando Il Signore degli Anelli un unico immenso film di 11 ore, si è realizzati un film che prendeva solo parte dei contenuti del libro di Tolkien e nonostante tutto per gli appassionati che conoscevano la storia fin dal passato, il film non è stato per niente bello. Ma di questo film la critica è solamente tecnica e sinceramente non ho trovato una sola persona capace di darmi un buon motivo per farmi credere che la trilogia sia fatta male. Si lamentano tutti di cavilli, di cose per le quali non vale neanche la pena discutere. Con Lo Hobbit le cose cambieranno, ma lo script prima di essere stato confermato e accettato dal produttore ha dovuto essere incentrato sempre su temi e caratteristiche dell’opera originale. Con le opere tolkeniane non si può certo sperare di fare un sequel della trilogia (sarebbe da suicidio, lo sanno tutti), quindi si è optato per un prequel (Lo Hobbit appunto), col quale riportare in auge il mondo della Terra di Mezzo al cinema, proponendo gli stessi scenari, ma vicende del tutto diverse. Con Jurassic Park, invece, ci si è ostinati nel cercar di realizzare un “dopo” con il terzo film, e a quanto sembrava fosse nelle intenzioni della casa produttrice, un ulteriore “dopo” (col quarto capitolo che fortunatamente è stato congelato). C’è una caduta di stile impressionante quando si va avanti coi sequel, questo è un dato di fatto; lo si è visto per Indiana Jones, e per tutte le altre saghe. Perché ostinarsi tanto a battere la testa contro il muro ancora e ancora? Meglio ripiegare sui prequel. Questo è il ragionamento che JJ Abrams e i produttori di Star Trek hanno pensato.

E hanno pensato bene, perché a me il loro film è piaciuto tantissimo e non vedo l’ora di averlo in DVD; fosse stato un sequel non sarei andato a vederlo, e, nonostante l’impatto visivo della trama, per me sarebbe stato un film comune. E invece no: Star Trek non ha un momento in cui ti addormenti, ti diverte e ti appassiona. E passa velocemente. Queste sono le cose che fanno di un film di fantascienza un grande film. Quindi ritengo sia da vedere e ammirare al cinema. Grande Abrams!

Poi il film che attendevo per questo periodo: Angeli e Demoni. Anche qui si tratta di prequel se vogliamo essere pignoli, ma il regista ha deciso di trattarlo come sequel. Non ne capisco i motivi, magari sul web se ne trova la ragione. Non per questo però l’ho considerato un brutto film. Il banco di prova di un sequel, come ho detto sopra seppur in altri termini, è essere all’altezza del film precedente. Per come l’ho visto io Angeli e Demoni è di gran lunga superiore a Il Codice Da Vinci. Più spettacolare, serrato, pieno d’azione e intrigante. Mi basta questo per giudicarlo. Grande interpretazione di Hanks come al solito, ma buona anche la regia. Le difficoltà maggiori incontrate dai produttori sicuramente saranno arrivate sicuramente in post produzione: essendo la storia ambientata a Roma, tra città del Vaticano e chiese varie, ha dovuto, dove necessario (leggasi San Pietro e interni delle chiese), agire di conseguenza, con set appositamente costruiti e, per le riprese panoramiche, massiccio utilizzo della CG. Io e chi ha visto con me il film al cinema (in questo caso leggasi la mia ragazza), siamo rimasti veramente di stucco nell’osservare il grado di veridicità visiva in qualunque scena notturna o diurna delle realizzazioni digitali. E’ il vero piatto forte di questo film e ci ha lasciati veramente di stucco. Un pò di paura a dire il vero ce l’avevo, perché non sempre film che propongono questa tecnologia soddisfano poi l’occhio… Sulla storia che dire? Anche qui, purtroppo, non conosco il libro, che sto leggendo proprio in questi giorni, ma a quanto si vocifera molto è stato cambiato. Presumo che per i fan accaniti non sia stata una buona cosa, ma un film è un adattamento, non un copia-incolla. Mi sta bene così com’è, nello stesso modo in cui Il Mondo Perduto di Spielberg mi sta bene com’è nonostante sia un’altra storia rispetto al libro. Anche in questo caso un bel film da vedere. Mi aspettavo peggio, invece mi ha entusiasmato. Le musiche? Beh, dico solo una parola: Zimmer. Il lavoro di questo compositore è stupendo ad ogni film. Neanche inizia la storia che già ti gasa… credo che le sue siano musiche d’accompagnamento perfette per questo film. 

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