Nessuno di noi, penso, ha mai provato la sensazione di diventare preda. Quella sensazione che si prova quando ci si trova in mezzo alla natura alle prese con un animale, o con una situazione poco piacevole. Io so cosa si prova, però, e non perché ho vissuto queste spiacevoli situazioni dal vivo, ma perché le ho vissute in sogno. So che in sogno poi, le sensazioni sono smorzate, specie quando sono relative ad eventi che non si sono mai provati direttamente sulla propria pelle.
Stanotte – e non per la prima volta – ho sognato di essere cacciato da uno dei più possenti animali che abbiano mai calcato la Terra: un Tirannosauro. Sarà per molti un sogno infantile, ma per me non lo è, non lo è mai stato. E’ la seconda volta che provo questo terrore in sogno, la prima fu qualche anno fa, quando ero ancora a casa: un Tirannosauro per le strade del mio paese e io che cercavo di nascondermi in qualche abitazione, ma anche di allontanarmi più possibile. Fu un sogno terrificante perché provai come la sensazione di essere troppo piccolo e lui troppo forte, per potergli sfuggire. Era il suo naturale gigantismo ad assoggettarmi e non potevo fare a meno di tremare dalla testa ai piedi: quando scappavo, lo facevo così velocemente che mi sembrava impossibile poter correre a quella velocità. Ma a qualsiasi velocità corressi, lui era sempre dietro di me, sentivo i tonfi dei suoi pesanti passi, il suo ruggito. Un sogno realissimo. Alla fine mi sa che venni mangiato, adesso non ricordo bene. Stanotte però, non ero tra le strade del mio paese, ma in mezzo ad una radura, ai margini di una foresta. Un’ambientazione degna della Sorna di Crichton per chi l’ha mai immaginata. E la paura di essere mangiato era così tanto più grande, che ero disperato. Ad un tratto riuscii in sogno a trovare un punto dove lui non poteva raggiungermi: un pozzo ben profondo. Vi caddi dentro sperando lui mi perdesse. Ma da sciocco ignoravo, anche se lo sapevo bene, che lui mi avrebbe fiutato. E, superato il pozzo, si fermò, tornò indietro, quindi guardò verso il basso e mi vide. Capì che per lui ero irraggiungibile, e batté una zampa a terra, ruggendo furioso. Un urlo assordante. Pensai che dovevo rimanere la fin quando non si fosse stancato, ma lui non si muoveva dai paraggi. Ricordo che in quel pozzo c’era una scaletta di metallo (pensai fosse un pozzo fatto da mano umana), provai ad arrampicarmi pian piano per vedere dove lui fosse, ma ce lo avevo praticamente a 5 metri in attesa che io uscissi. E’ stato un incubo senza un vero finale – poi mi sono svegliato. Al mio risveglio però, ero bello e spaventato!
L’essere preda si traduce in un costante flusso di adrenalina che ti rende quasi nevrotico, ti stressa, anche se acuisce i tuoi sensi, riflessi: in sogno così mi sentivo, pronto allo scatto, pronto alla corsa per la vita. Ed era solo un sogno! Immaginate nella vita reale, per sfuggire ad un predatore una preda quante energie deve sprecare! Noi non pensiamo a queste cose perché non andiamo a caccia, giochiamo a fare Dio, negli allevamenti massacriamo tanti di quegli animali… la caccia oramai per noi è un sistema superato. Capisco che è per la nostra sopravvivenza, capisco che siamo sempre di più e che abbiamo avuto il “permesso” di cacciare le specie animali e di “governare” su quelle vegetali, però a volte mi viene non so… come una tristezza profonda pensare come, davvero eh, uccidiamo tanti animali… solo per noi. Mi viene solo da pensare “menomale che siamo l’ultimo anello della catena alimentare!”.

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