Poche righe prima di rimettermi sotto a studiacchiare…

Oggi, se tutto va bene ovviamente, torno a giocare a calcetto! 😀 Non vedo l’ora di tornare in campo e prendere a calci il pallone! Non mi do arie ne tantomeno mi illudo di poter esser mai protagonista di una prestazione ai livelli passati: oggi giocherò sicuramente da ispiratore degli altri, più che da freddo goleador com’ero un tempo!

Non ho quasi mai giocato da attaccante, 9 volte su 10 ero infatti esterno sinistro; raramente ho giocato come esterno destro, ma quelle poche volte che ci ho giocato ho segnato bei gol (essendo mancino, correndo sulla destra ti permette di calciare appunto di sinistro). Oggi vorrei svariare, giochiamo una 5 contro 5, non una 7 contro 7, come ai tempi del campetto di Sant’Anna a casa, quindi… Cercherò di dare il meglio di me, considerando appunto che prestazioni come quelle passate sono oramai solo un lontano ricordo: in fondo giocare a calcio è anche questione di allenamento: nel dribbling, nel tiro, nel passaggio, nel controllo di palla. E poi ovviamente c’è il discorso della corsa.

Negli ultimi anni sono stato sempre indeciso durante le partite e questo mi ha spinto poi ad arrabbiarmi con me stesso per le prestazioni deludenti: quando giocavo a calcetto a casa era tutta un’altra storia. Li c’era invettiva, dinamicità, seguivamo a memoria degli schemi improvvisati di gioco che poi ci portavano a vincere partitelle contro persone anche più grandi di noi; le azioni personali erano poche e quando le mettevamo in atto, c’era comunque sempre almeno un uomo di supporto vicino. Eravamo intelligenti, mica scemi.

Da quando sono a Piacenza, invece, ho visto giocate fin troppo personali, cosa che a me piace poco, anche perché, dopo quella maledetta caduta dell’ottobre 2001 non ho più fiducia negli slalom (che mi sono costati quasi un ginocchio), e ancor meno mi fido di gente che di calcio non capisce le cose essenziali (tipo non fare fallo se non serve). Quindi diciamo che insisterò nel gioco di squadra, anche perché, diciamocelo, se voglio, riesco a tener testa anche ai più bravi.

Nel calcio credo che sia di importanza fondamentale l’approccio del giocatore: come ci si presenta e come si vive la partita. Innanzitutto bisogna avere fiducia in se stessi, cosa che io invece ultimamente non ho per niente considerato: si può essere sfortunati, va bene, ma se si è bravi prima o poi qualcosa di buono si combina. Su questo devo concentrarmi, per cui se per caso oggi sbaglio tiri facili che in passato magari non sbagliavo non me la devo prendere con nessuno: cavoli sbagliano i campioni, non dovrei sbagliare io?

Ultima cosa: il riscaldamento e la respirazione. Le ultime due partitelle del mio primo anno accademico sono state disastrose anche per questi due aspetti: se si consuma tutto all’inizio, si passa la maggior parte della partita fermi, poco attivi, non concentrati. E’ sbagliato, quindi bisogna che io parta calmo, con pochi scatti: abbiamo un’ora a disposizione, ce n’è di tempo per prendere alla sprovvista gli avversari.

Speriamo vada tutto bene! XD Sono tre anni che non tocco un pallone, mi piacerebbe concludere la giornata con un bel gollettino almeno!

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