Sono le 12.42 e non ho sonno, la cosa mi insospettisce. Ok, non lavoro! Va bene! Io non posso essere stanco, non mi alzo mica la mattina presto per andare a distribuire giornali ()(). Però la norma vuole che dopo un certo orario una persona sia stanca, qualunque cosa abbia fatto. Io invece non lo sono…

Oggi è stato un giorno un pò travagliato, dalla mattina alla sera per tutta una serie di motivi. La riunione della consulta poi mi è parsa scialba, la volevo più dura. Quando si deve prendere la gente e sgridarla per ottenere un certo effetto (nel caso specifico il rispetto di quelle poche regole sulle quali si basa la vita nel nostro beneamato collegio), lo si deve fare anche ricorrendo a minacce serie. Oh, siamo in 160, siamo tutti diversi, se si vuole ottenere un certo “ordine” negli aspetti della vita comunitaria, si devono indurre le stesse paure in tutti quanti. Il mio primo anno avevamo paura di essere beccati a far cose contro le regole, da quelle più stupide come avere una bottiglia di Genepi in camera a quella di parlare con una collega di corso davanti alla porta del femminile. I ragazzi di oggi invece le regole non le conoscono neanche. Indugiare va bene, ma bisogna contestualizzare! Dicevo prima, e lo ripeto: siamo 160, tutti diversi e lo si capisce quando facciamo le riunioni della Consulta, ognuno pensa una cosa diversa dagli altri e non si riesce quasi mai a giungere ad una decisione che accontenti più della metà della gente che vive qua. A parte il fatto che alla Consulta partecipa un numero di persone molto al di sotto della decenza (almeno un 60% degli studenti sarebbe auspicabile, ma a quanto pare è chiedere troppo), credo che il problema sia da ricercare nella mancanza di fermezza nelle decisioni da prendere quando si tratta di rimproverare Ciccio o un altro. Io sono sempre stato rispettoso delle regole per mia tendenza naturale (le rispetto anche quando non mi piacciono) oltre che per il bene anche degli altri (cui non riesco proprio a non pensare), quindi il problema in passato, quando ero al primo anno, mi ha riguardato di striscio e ben poche volte. Ma ci sono persone che non hanno mai rispettato una regola e che poi quando arriva il momento, parlano e si lamentano come quelli che subiscono i torti. Che correttezza da parte di queste persone! E ne ho avuta conferma stasera: ha parlato della gente che si rende spesso colpevole dei problemi che soffriamo maggiormente e che la stessa gente provoca. Anche in questo io vedo il triste decadimento della nostra società, quell’ostinata determinazione nel fare il/la furbo/a per godere di qualcosa che andrebbe di diritto anche ad altri, sia nel piccolo che nel grande. E a questo si aggiunge il bel contorno di ignoranza che oramai è una fissa in tutti noi. Capite quindi come sia difficile cercare di portare le persone qui dentro al rispetto di una semplice accortezza come il pulire la cucina dopo il pranzo o la cena del fine settimana. E che dire delle lavatrici? In questo caso ci troviamo di fronte al menefreghismo estremo oltre che alla mancanza di capacità di comprensione: il vicedirettore scrive che per un motivo tecnico la lavatrice 1 non funziona. Tutti gli altri provvedono a lamentarsi con vicedirettore del fatto che non riescono a far funzionare la lavatrice 1. Come a dire che sul registro il vicedirettore ha scritto a caratteri cubitali che la lavatrice 1 funziona. Altro caso: il vicedirettore raccomanda di prenotare il lavaggio entro un’ora al massimo dall’orario corrente e lo studente medio (che si crede figo) cosa fa? Si segna per le due ore successive, per poi lamentarsi col vicedirettore quando capisce che il suo nome è stato cancellato dal registro lavaggi per ovvia mancanza di rispetto della regola di cui sopra. E, nel lamentarsi, spesso dice “Io questa regola non la capisco”, mentre alcune volte dice, dopo 4 o 5 anni che è in collegio “Io questa regola non la conoscevo”. Poi c’è il fighetto di turno che deve farsi sentire da tutti, e che si mette ad urlare “Allora io la prossima volta devo segnarmi dopo 59 minuti e 59 secondi l’ultimo che ha firmato, sennò non posso fare la lavatrice”. La cosa che mi fa ridere è che il tipo crede di far ridere, ma non fa ridere. A volte rimango allibito di fronte a tanta goffagine celebrale.  E di problemi ce ne sono… e quanti sono!

Per questo motivo col tempo ho maturato il pensiero della tolleranza zero con le persone del collegio. Non si può giustificare un comportamento fuori da ogni regola e alla fine dell’anno riammettere la persona nelle file del collegio. Siamo qua per studiare, per divagarci, va bene, ma anche per crescere. Questo la gente non lo capisce. Forse neanche sa che ogni anno il collegio cerca di mettere in atto un progetto formativo, un qualcosa che ci renda più gruppo, che ci renda persone adulte. Mi sveglio, vado a lezione, mangio, torno a lezione, torno da lezione e studio; ceno e vado a letto. Il fine settimana me ne vado a ballare. Basta. Niente di più. E’ una vita piatta e noiosa. Già di per se la vita riserva poche sorprese (poi dipende dai casi, io parlo per me in questo caso)…

La tolleranza zero renderebbe me e gli altri dei veri e propri carabinieri del tipo che poi la gente non verrà a lamentarsi delle cucine in disordine, ma mi parlerà alle spalle perché non permetterò alle ragazze di entrare a tutte le ore nel maschile. E’ anche rispetto per quelli che sono vissuti in collegio fino al mio primo anno e che avevano molte meno libertà dei marmocchi di oggi, che invece sono gonfi di pretese non appena arrivano qui (e sono tanti gli esempi che si possono fare): le regole ci sono e come le ho rispettate io le devono rispettare gli altri, senza riserve. Non mi interessa se tizio e tizia sono fidanzati, vanno a limonare altrove; con tutto rispetto gli scambi culturali maschile-femminile di oggi hanno portato chiunque a fare qualunque cosa, in un sistema quasi anarchico. Neanche le matricole si fanno scrupoli oramai di andare al femminile o al maschile senza permesso. Gli sforzi che abbiamo fatto alla presentazione del collegio io e l’altro sono stati del tutto vanificati. Ora chiunque entra nel femminile e ne esce quando più gli aggrada; idem per le ragazze al maschile. Una volta entravano di nascosto, ora neanche si nascondono, ti passano davanti senza problemi. We have to do more. Fin quando non si userà il pugno di ferro, in modo graduale o meno, le cose non potranno che peggiorare; più permetti e più pretendono, è la strada della degenerazione.

Quando mai la degenerazione ha portato a qualcosa di buono?

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