Giornata della memoria. I più giovani si chiederanno sicuramente cos’è, come me ai tempi, prima di scoprire l’orrore del ventesimo secolo, il ramo sbagliato dell’evoluzione del pensiero umano. Poi quando c’è qualcuno che ti racconta capisci che è una cosa seria, ma non quanto seria. Siamo nati in un modo dove le voci raccontano, e non i fatti… e menomale: siamo nati quando quegli eventi sono già accaduti e solo chi li ha vissuti potrebbe farci comprendere appieno tutto l’orrore che li ha accompagnati.

Non parlo solamente della guerra, quella si, ci colpisce tutti. Parlo degli atti di crudeltà ingiustificata in nome di una pseudoscienza e della manipolazione delle masse; parlo della paura e delle conseguenze che la paura ha generato; parlo dei mattatoi, delle fosse comuni; parlo di sistemi di sterminio paragonabili ai processi industriali.

Alle scuole elementari sul nostro sussidiario “Costruire” ricordo qualche immagine della guerra… ma non ricordo nessuna immagine dei corpi, dei morti. No. Solo case distrutte, accenni in grassetto a “Olocausto”, la Shoah ebrea. Ma non ne avevo la misura, non sapevo in realtà a quanto ammontasse il numero degli orrori. E avrei voluto non impararlo mai. Perché se sei poco sensibile rimani orripilato, mentre se sei sensibile… beh provate ad immaginare.

Oggi ci sei, domani non sei nient’altro che cenere nell’aria. Testimoni in Germania: durante una festa privata nel giardino di una abitazione, tra i numerosi invitati, ad un tratto un signore salì sul palco inneggiando al Fϋhrer e concludendo dicendo “Dio salvi il nostro Fϋhrer”, al che un uomo tra la folla, a bassa voce “E noi da lui”. L’uomo venne arrestato il giorno dopo, deportato in un campo di concentramento (penso Dachau) e solo una settimana dopo i suoi parenti ricevettero le sue ceneri in uno scatolo. Ancora in Germania: una donna acquista una radio nuova e per provarla la sera stessa tenta di impostare una frequenza, girando tra le diverse a disposizione. Il giorno dopo viene arrestata e incarcerata perché, secondo l’accusa ascoltava musica di artisti ebrei. In casa con lei vi era solamente la figlia. Spionaggio: neanche i propri parenti sono al sicuro, possono essere traditi dalla stessa famiglia, in onore di un uomo che stimola l’odio. C’è da chiedersi come un paese così civile sia potuto cadere così in basso.

C’è da chiederselo e questa è la domanda che mi sono posto quando sono cresciuto. L’aspetto forse più complesso, il malcontento tedesco del primo dopoguerra. E la batosta del 1929 che ha dato il colpo di grazia alla già precaria situazione economica. Un pò come in Italia, ma all’ennesima potenza. Non c’erano precedenti nella storia, nessuno che dicesse “non commettiamo lo stesso errore di”. La Germania imboccò quella strada, che la portò verso la distruzione. E portò alla morte di quanti altri? Quante persone sono state crudelmente uccise in nome di una fede pagana e di presunti diritti alla vita e al giudizio? Chi sta al di sopra degli altri? C’è mai stato qualcuno che ha avuto maggiori diritti di un altro a vivere?

Milioni di vite spezzate, perché giudicate prive di valore. Infime. Controproducenti. Pericolose. Per tener fede alle opere dei filosofi nazisti migliaia di soldati con la svastica al braccio hanno catturato, torturato, ridotto alla fame, ammazzato e quindi bruciato milioni di persone. Colpevoli di cosa? Di essere ebree. Oppure omosessuali, oppure ancora politici oppositori, oppure ancora (e qui mi vien da piangere) malati. Quante persone malate di mente sono state sottoposte alle sperimentazioni naziste?

Questa non è semplice crudeltà. Va ben oltre il limite di ciò che è umano. E’ da mostri, da demoni. Come fai a rimanere impassibile di fronte a montagne di corpi senza vita, ridotti a meno che ombre, scheletri! A dare fuoco a persone che ieri ti erano amiche, a denunciare i tuoi stessi cari! La parola orrore è limitativa, non da idea di tutto quello che è accaduto. Non ci sono parole, in nessuna lingua, che possano descrivere…

Mi rendo conto che scrivere pensieri su queste cose… è anche difficile, io non sono un uomo sopravvissuto agli eventi, sono solo uno che, fornisce parte delle informazioni. La tragedia che ha colpito il mondo dal 1939 al 1945 è la più grande che mai abbia colpito il genere umano e nella fattispecie, la vita sul pianeta. Ed è tanto triste perché attuata e pianificata come si attua un processo produttivo, o come una partita a scacchi: con precisione matematica, con la freddezza di una calcolatrice. Come si fa per tanti maiali al macello.

Ci sarebbe da maledire il passato, da maledire tutto ciò che ha portato l’umanità alla tragedia dell’Olocausto. L’uomo non ne aveva bisogno.

La mia preghiera oggi va a tutte le vittime della pazzia umana che imperversò per quei cinque anni. Per non ricadere negli stessi errori abbiamo bisogno di ricordarle sempre.

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

                      Primo Levi

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