Una delle cose più affascinanti cui una persona può mai pensare è il viaggio nel tempo. Per un mare di motivi: modificare in meglio la propria storia, modificare la storia degli altri, la storia del mondo… oppure semplicemente osservarsi vivere dei momenti indimenticabili, o ancora cercar di capire meglio alcune cose che ci sono sfuggite. Se mai sarà possibile, vorrei provare! Ma è ovvio che prima di arrivare a tanto sarò bello, morto e dimenticato da un pezzo, quindi mi metto l’anima in pace. Però…

Anni fa pensavo al presente. Cioè agli attimi che viviamo, concentrandomi al massimo per sentire me stesso. Diciamo cercando di vivere al massimo ogni singolo momento, come in una sorta di meditazione. Ci riesco spesso. E nel frattempo pensavo al tempo che, mi pareva di intuire, passava lentamente. Non un ticchettio nella testa, no… come un fluido viscoso che scorre continuamente, silenzioso. E cercavo di capire… “se io muovo un dito, lo faccio nel tempo e lo faccio nello spazio; se posso riposizionare il mio dito al punto di partenza nello spazio, potrei farlo anche nel tempo”. Pensavo “potrei farlo” ma in realtà volevo dire “potrebbe essere possibile farlo”. E nella mia testa malata è sorta un’idea: nel tempo lasciamo una scia. Immaginatela come volete, come una sfocata forma delle parti del corpo che muoviamo nello spazio… però nel tempo. E questa scia dovrebbe essere captata per poterla gestire. Cioé… è come una registrazione. Se io registro il punto di partenza e di arrivo del mio dito da un punto ad un altro, quindi il mio movimento, lo stesso concetto si potrebbe applicare al movimento nel tempo ma… Mi fermai qua. Era tutto troppo confuso nella mia testa! Era uno di quei momenti in cui mi fermo a fissare un punto e vado in stand-by, la mia testa lavora volando dal Teorema di Pitagora a cose che neanche mi pare di conoscere fin quando arrivo ad un punto in cui, dentro me, sento la sensazione della scoperta: “Ho capito!”, mi par di provare. Ma cosa ho capito? Non lo so, non lo comprendo. E’ una sensazione potente, intensa, ma non riesco ad interpretarla. Non sono manie di grandezza per carità, è un qualcosa che veramente mi succede. E successe anni fa pensando alla traccia che forse lasciamo nel tempo.

Ho letto qualcosa sulle teorie dei viaggi nel tempo, tutti i misteri legati a certi avvenimenti strani, certi personaggi oscuri e via dicendo. Ma un giorno, qui in collegio, per caso mi parve di sentire in tv qualcosa su “la scia che lasciamo nel tempo”, ossia la mia stessa intuizione. Anche qualche altro ha pensato quindi a quello cui ho pensato io anni fa. E non mi pareva più di esser tanto pazzo, anzi. Voleva dire che i miei discorsi avevano qualcosa di logico . Credo siano quelle ispirazioni a cui manca il “non so che” che ti permette di fare il passo, se solo ci fosse. A volte mi spingo a pensare che “sono sull’orlo di una grande intuizione, ma mi manca qualcosa che mi aiuti nello sforzo”, come se c’è un ordine di fondo che fino ad oggi è sempre sfuggito alle persone. Sensazioni o intuizioni? Non so, però devo ammettere che è particolare!

Poi pensando ai viaggi nel tempo sono dolori! Supponiamo che X riesca a tornare indietro nel tempo di 10 anni, per un qualsiasi motivo ce la fa. Ora, credo che le più comuni leggi della conservazione vadano a farsi benedire, perché essendo tornato indietro nel tempo dovrebbe in qualche modo poter vedere se stesso da qualche parte. Oppure è possibile che non veda se stesso nel caso in cui le leggi della conservazione valgano qualcosa. Cioé… non posso portare 60 kg di persona dal 2009 al 1999 senza pretendere che nel 1999 spariscano 60 kg di materia da qualsiasi fonte… o no? Ma se ammettessimo che le leggi di conservazione valgano, allora da dove spariscono i 60 kg di materia? O meglio: quale materia scompare? Quella che compone l’individuo X nel 1999 o altra? Se scegliessimo la materia che compone X nel 1999, allora dovremmo ipotizzare che la sua massa corporea ai tempi fosse diversa da quella del 2009, magari maggiore. Allora? Cosa succede? Sparisce X del 1999 e dall’altra parte (2009) compare la differenza di materia per bilanciare il tutto? Filosoficamente parlando, anche se non so se sia corretto o meno, la spiegazione più semplice è quella giusta, quindi dovrei ipotizzare che viaggiando nella dimensione tempo non ci sia regola che valga. Quindi X torna nel 1999 e riesce a vedere se stesso, senza bilanciamenti di materia. Bene, X del 2009 ora è nel 1999 e inavvertitamente incendia una abitazione. Qui ci sono persone che sostengono che il corso della storia di X del 2009 venga in qualche modo mutato in modo imprevedibile e quelli che sostengono che ogni particella infinitesimale di tempo trascorso crei una storyline diversa, per cui l’incendio accadrà si nella storyline che consideriamo ossia il 1999, ma non in un’ipotetica storyline di 2 secondi dopo; il che sta a significare che se X si catapultasse con la sua macchina del tempo nello stesso posto ma due secondi nel futuro dal punto dov’è ora (sempre 1999) non vedrebbe l’incendio, ma l’abitazione integra. Se prendiamo per buona la prima ipotesi, allora X nel suo futuro, il 2009, si troverà di fronte ad una nuova abitazione visto che ha incendiato quella del 1999, quindi in teoria se le sue azioni nel passato hanno ripercussioni nel futuro (quindi è un’unica storyline), ammazzando il suo io del 1999 dovrebbe sparire immediatamente in qualche modo. Il come la sua vita terminerebbe ancora non lo immagino. Se invece consideriamo tantissime storyline (che or ora mi vien da dire infinite, perché potremmo dividere il tempo in frazioni infinitesimali in modo penso infinito e quindi avere infinite storyline… ma non erano i greci i primi a dire che la materia può essere divisa fino ad un certo limite e non oltre? Lo chiamavano atomo… ecco, che lo stesso non valga anche per il tempo?), allora X potrebbe divertirsi a cambiare il corso degli eventi di tantissime storyline senza alterare il suo futuro: ammazzare Hitler, impedire la costruzione della bomba atomica, fare in modo che i 300 alle Termopili resistessero fino alla ritirata persiana… insomma, potrebbe tentar di tutto. Ma qui arriva un altro problema: e se gli eventi che sono accaduti in passato siano inevitabili? Come facciamo a cambiare qualcosa che dovrebbe avvenire per forza? Anche qui c’è chi dice che X sarebbe capace di cambiare le cose in quella storyline e chi dice che no, non può farlo, che gli eventi, in un modo o nell’altro, accadranno. Magari spostati nel tempo, in modo diverso, ma accadranno. Che siano inevitabili le grandi battaglie che siano inevitabili perdite e conquiste, sudore e relax anche delle più piccole formiche; se una cosa deve succedere, succede e tutto è programmato.

X è a conoscenza del fatto che Gavrilo Princip ammazzerà l’erede al trono dell’impero austro-ungarico a Sarajevo. Si attrezza e ammazza lo studente serbo prima che possa raggiungere la folla di gente che lo separa dal futuro re. Gavrilo muore, la Grande Guerra non dovrebbe scoppiare. O si?  In questo caso ci troviamo di fronte a due possibilità: la guerra scoppia comunque perché il principe viene ammazzato in qualche altro modo, ma tempo dopo (quanto dopo non possiamo capirlo), oppure la guerra non scoppia e di riflesso non scoppia neanche la Seconda Guerra Mondiale, la storia di quella storyline risulta mooolto diversa da quella della nostra storyline, 2009. Quale delle due sarebbe corretta? Vai a capirlo! Molti racconti sui viaggi nel tempo poi non aiutano nella comprensione, perché in effetti nessuno sa quali implicazioni comporterebbe il cambiare il passato. In “Timeline” di Crichton per esempio, si tratta di una sola storyline, per cui se seppellisco gli occhiali in un monastero del 1200 li ritroverò nello stesso punto 800 anni più tardi, quando scaverò in quel posto per portare alla luce il monastero stesso; in “Terminator” lo stesso discorso: se ammazzi un individuo nel passato, scompare nel futuro perché modifichi l’unica storyline esistente; in “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban” i protagonisti tornano indietro nel tempo e salvano delle vite innocenti ma in questo caso particolare la storia diventa più complicata ancora. I protagonisti tornano indietro nel tempo di tre ore… si guardano far questo e quello, scappare di qua e di la, poi, ben nascosti, fanno quel che devono. Quando le tre ore sono scadute tornano nel punto di partenza e osservano loro stessi sparire per iniziare il viaggio indietro nel tempo che hanno appena concluso: questo vuol dire che prima che i protagonisti che hanno appena terminato il viaggio tornassero indietro nel tempo… loro stessi erano già nei paraggi a cercar di salvare le vite che dei loro amici. E via dicendo. Diventa praticamente un circolo vizioso dove innumerevoli copie dei personaggi tornano indietro nel tempo per salvare i loro amici, di continuo. Poi c’è il caso di John Titor. Titor comparve nel web durante i mesi finali del 2000 e i primi del 2001 dicendo di essere un soldato tornato indietro nel tempo per svolgere una missione. E, al pari del soldato Reese di “Terminator”, narra di una guerra spaventosa. Guerra che sarebbe dovuta iniziare nel 2004 e che avrebbe ridefinito la civiltà occidentale. Questo però nella sua storyline, non nella nostra; diceva di poter, vivendo nel nostro tempo, captare i primi segnali di una crisi mondiale che avrebbe portato poi alla guerra, ma che le cose stavano cambiando in virtù del fatto che la storia delle sue stesse narrazioni su internet stava già modificando qualcosina: la guerra, come sappiamo, non è scoppiata, anche se alcune delle cose che Titor ha detto si sono avverate. Titor quindi ci propone la versione a più storyline e ci da il potere di poter scegliere, in parole povere: niente è fissato e il futuro ce lo creiamo noi. Il che penso sia l’idea che la gente vorrebbe sentirsi dire, sempre; a nessuno piacciono le storie preconfezionate, specie poi quando sa come finiscono e il finale non è dei migliori. Ma se fosse davvero così, se non potessimo cambiare gli eventi, ma al massimo posticiparli? Sembrerebbe un disegno… un disegno divino, magari. Ma se quello è il disegno divino, non è anche vero che l’uomo ha la capacità di scegliere il proprio destino, non ha il libero arbitrio? Allora quale delle due opzioni è quella vera?

Che confusione…

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