Ho provato a ripassare, ma è sempre la solita sensazione… la sensazione di sapere bene quel che dice la materia, i suoi annessi e connessi. Solo che ultimamente pur avendo questa sensazione, e convinzione, visto che ripetendo gli argomenti mi accorgo di conoscerli bene, all’esame i prof riescono sempre a mettermi in difficoltà. Forse sono troppo superficiale, però dai! Studio sugli appunti degli altri perché l’università non è stata in grado permettermi di seguire tutti i corsi (avrei dovuto dividermi in 2 più volte a settimana, tutto per pasticci dei professori – avoja io a perder tempo per cercare di incastrare gli orari dello scorso semestre… tutto tempo perso), e i voti che prendo sono praticamente più bassi del solito proprio per questo. Gli appunti non son miei, non posso dire “ho scritto tutto”, “è tutto quello che il prof ha detto”. A volte ci sono delle frasi di difficile interpretazione, a volte addirittura non capisco dei concetti, devo sforzarmi di capirli in base a quello che so io. Una noia! Ovvio che poi vado all’esame e qualcosa mi è sfuggito; certo, poi per il concetto del “Donato Fortunato”, il prof, tra milioni di argomenti, va a scegliere proprio quello che io a quanto pare non ho afferrato bene… ma non lo fa perché lo sa! Neanche io so di aver capito male qualcosa, per cui quando inizio a parlare tranquillamente sono sicuro di poter dare una risposta giusta. Poi il prof mi corregge. Magari mi corregge in un punto cruciale. E la mia mente, in quegli istanti, pensa: “Oh oh…”. Faccio due rapidi calcoli: “No, il discorso non fila più se la mettiamo sotto questo profilo”. E quindi mi fermo a pensare.

Durante l’ultimo esame il prof mi ha fatto una domanda stupida. I metodi fisici nella difesa delle derrate. Bah… a me di metodi fisici nel suo corso non tornava niente… ci pensai un pò su, pensai alla temperatura ma era troppo scontato. Pensai alle radiazioni, ma anche quello… con cosa poteva essere collegato? Dissi chiaramente che non ricordavo nessun metodo e che stavo cercando di rispondere, ragionando sui metodi fisici applicati nel campo delle malattie delle derrate (virus, batteri, funghi): li si che c’era da dirne di roba. Il prof ha reagito quasi offeso! “Va bene, allora, parli con la professoressa dei metodi fisici, io sto qua a sentire”. Non rispondo a quella provocazione, mi giro verso la prof e inizio i miei ragionamenti… Temperatura (e il prof mi interrompe dicendo: “Ah, la temperatura… non ti è venuto in mente che forse contro gli insetti può essere utilizzata? Rispondo citando gli effetti della temperatura sul ciclo biologico degli insetti e lui annuisce), radiazioni (e il prof mi interrompe ancora, dicendo: “Eh, questo non può essere usato contro gli insetti? Gli rispondo che si, ha delle applicazioni importanti e gli elenco quali)… siamo andati avanti così per diversi minuti: ogni volta che elencavo un fattore di controllo di tipo fisico lui mi interrompeva.

Ora cerchiamo di capire cosa non va in tutto questo. Primo: sto discutendo di una materia diversa dall’entomologia (lo studio degli insetti), posso capire perché diavolo ti intrometti interrompendomi? Non sto sbagliando praticamente niente, devi star zitto. Alla fine, se vuoi, commenti. Secondo: nonostante le difficoltà e la confusione mentale che stai cercando di crearmi sto rispondendo sia a te che alla prof di difesa, ma se fosse stato un altro studente, meno capace di me di mantenere la calma? L’avresti mandato via? Terzo: se ti ho risposto alla domanda, anche se in modo indiretto, perché alla fine insisti per darmi un voto così basso?

Non sono polemico, lo sanno tutti. Però quando mi hanno spiegato il perché del voto (26… visto quanto mi ero impegnato mi sta un pò stretto) ho annuito come un robot privo di sentimenti: “Si, ha ragione professore”. Non volevo fare altrimenti. Avrei potuto rifiutare tranquillamente, ma a che pro? Per avere un altro 30 sul libretto? Ma dai! Con tutto il rispetto che posso avere per gli altri, e con tutta l’umiltà del mondo, ho 5 lodi sul mio libretto, e altri 30; quello che contava era aver imparato qualcosa. Il loro 26 mi abbassa la media, ma quello che avevo guadagnato quel giorno, in maniera definitiva, era la comprensione di un’altra materia in via ufficiale, e il mio libretto lo prova. Io ho risposto alla domanda insidiosa del professore ragionando in modo indiretto, le risposte le ho date e anche giuste. Cosa importa se le ho date dopo 4 o 10 minuti? Andiamo a chiederlo al prof.

Questo esame mi sembra destinato allo stesso epilogo: sofferenza e incomprensione per un voto che non rispecchia la mia preparazione. E allora pazienza, cosa possiamo farci… Andrà come deve andare…

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