Oggi giornata di studio e di ripasso! E’ brutto, lo ammetto, studiare dagli appunti degli altri, ma quando la situazione te lo impone, allora o lo fai o lo fai, non c’è modo di sfuggire… Speriamo che si possa almeno ottenere una buona preparazione per questi ultimi esami!

Adesso me ne sto beato in camera ad ascoltare musica, volume rigorosamente basso per evitare di rovinare sonno/momenti romantici/ripasso-studio ai miei amici di corridoio, nonché al mio caro Condomino… Cosa ascolto di bello? Non è una novità, oramai sono soundtrack-dipendente. Per la precisione il bel lavoro di Zimmer per Pearl Harbor di Michael Bay: score potenti, come al suo solito. Forse un pò diverse dalle score di altri film, vista la storia raccontata. Devo dire grazie ad una persona se nel mio sangue oramai scorre Zimmer… Ma il fatto è che nei suoi molteplici lavori il maestro ha mischiato tanti… non so come definirli. Io ascoltando Zimmer provo tante di quelle emozioni! Rabbia, gioia e dolore, tristezza, esaltazione anche! E’ unico. Neanche Williams riesce a prendermi come riesce Zimmer. Forse perché dipende anche dal tipo di persona, da come pensa, da cosa pensa, da come se la passa. Dall’ascolto delle score di Pirati dei Caraibi, per me, Zimmer è un mito. Non ce ne sono alla sua altezza. E consiglio le score di Pearl Harbor perché è uno Zimmer un tantino particolare (così come particolare è il Williams de La guerra dei mondi di Spielberg). Non me ne intendo di musica classica, non saprei descrivere un bel niente di questo tipo di musica, ma so quello che suscita in me: sensazioni potenti, e questo mi basta. Non mi fanno volare con la fantasia, come riesce per esempio Shore, ma mi fanno pensare a diversi momenti della mia vita. Mi fanno viaggiare nel tempo. Ed imparo ad associare ogni suo pezzo ad un particolare periodo, che sia bello o brutto. I suoi temi sono sempre e comunque molto profondi, “corposi” come mi piace definirli. Ti trascinano, che siano cori maschili, o violini, o organi… musica da ascoltare e riascoltare. Non stanca mai.

Mi prenderete per pazzo, lo so. Io sono cresciuto, sono dico sempre, a pane e cassa potente, però devo ammetterlo: sto cambiando molto. Si cresce, si cambia; la gente di solito crescendo diventa più pacata, e penso che sia vero nella maggioranza dei casi: anche io sono un altro da quando ho compiuto i 19 anni, più o meno. Molto meno spensierato, ok, ma anche più serio, meno scherzoso di un tempo. E prendiamolo come viene questo cambiamento, alla fin dei conti quando voglio scherzare ci riesco, ma la vita è piena di preoccupazioni, è un dato di fatto: niente va preso alla leggera e niente da sopravvalutato. ^^ E parte di questo cambiamento si riflette anche nel tipo di musica che allieta le mie giornate. Le persone che vengono in camera la chiamano “coro da Chiesa” o “musica deprimente”, ma credo che non sappiano attraversare la bellezza di certi suoni, la profondità di certi passaggi. Io associo la musica alla mia vita, come un modo per dire “chi sono” (uno dei tanti). E in questi mesi sono come i pezzi di Zimmer: alterno gioie e preoccupazioni, rabbia e relax.

Che ci possiamo fare alla fine potete anche chiamarmi romanticone, non so: anche se è musica da ascoltare in particolari momenti, a me, le score di Zimmer piace ascoltarle quando voglio ascoltare della musica. Delle cose che dice la gente non mi interessa niente: anche perché alla gente niente di quello che ho mai ascoltato è mai andato a genio, quindi ^^

Mammola quanto è tardi… gli occhi mi si chiudono da soli.

IOL =3

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