Sygma – Real Love

Prima di riprendere a studiare, un bel pò di musica dance che ci rialza il morale. Non che sia a terra, però studiare, insomma, oramai mi mette noia. Ok, dire noia forse è un pò eccessivo, meglio dire che mi stanca molto, essendo io un uomo da “dialoghi solitari” con persone immaginarie. Ho imparato a studiare così, durante le scuole medie: ripassare ad alta voce immaginando che davanti a me ci sia una persona o più persone, cui devo spiegare questo o quello. E’ bello immaginare che ci sia della gente perché mi abitua a parlare e mi fa sentire a mio agio. Ricordo ancora l’estate del 2006, mentre in mansarda (pantaloncini e canottiera, un caldo impressionante!) studiavo chimica organica; non so quante ore abbia passato a parlare da solo come un matto, però poi l’esame andò una meraviglia (e il voto lo conferma). In quel caso immaginavo di avere davanti a me gli alunni del secondo anno di un istituto tecnico agrario (magari quello del mio paese): capii come un professore si sente mentre spiega, o almeno ci prova, della roba che lui ha studiato in modo approfondito. E’ come un pozzo senza fondo in confronto a quello che conoscono gli studenti, quindi può spaziare di qua e di la, sfiorare argomenti connessi alla materia (senza esagerare), fare esempi, battute… insomma, se ci si sa organizzare al momento (ovvio che si deve improvvisare) diventa un discorso, una vera interazione con chi ascolta, un pò come il comico a teatro. Credo che un bravo professore non è chi sa tanto, ma chi sa trasmettere meglio. Nel giusto modo insomma. E ahimé devo dire che molti professori non mi hanno mostrato di saper insegnare: alcuni sono uomini straordinariamente intelligenti e gentili, altri invece pare vengano ad insegnare solo per passatempo, altri ancora lo fanno senza voglia. E molti di questi professori incapaci (incapaci nel loro ruolo di professore eh!) sono insegnanti di matematica. La matematica è una materia importantissima eppure in Italia siamo messi così male… ma come fai tu, studente, a studiare la matematica quando l’insegnante non ti trasmette sicurezza in quel che dice neanche quando spiega? Come fai ad apprendere il linguaggio dei numeri se il professore non si spreme per cercare di farti arrivare alla soluzione? Io non so, è come se una professoressa di lingua straniera non obblighi gli studenti ad imparare le parole sul vocabolario o peggio le regole grammaticali: lo studente ha tante nozioni magari, ma poca consapevolezza di quel che stanno a significare. Uguale ed identico ad una persona che conosce nomi ed aggettivi, ma non conosce i verbi: il discorso non fila, anzi non nasce. Io non sono un mostro in matematica, l’ho studiata per l’esame il primo anno e mi sono impegnato tantissimo; quelle due o tre nozioni che oggi mi servono le conosco e le uso quando serve, ma non chiedetemi di fare un calcolo di un limite o di un integrale: tutte le formule di derivazione le ho dimenticate, mi è rimasto il minimo indispensabile. Penso che a questo sia servito quell’esame e sono soddisfatto di quello che conosco oggi. Lo stesso dicasi per la biochimica (lasciamo stare la chimica organica… sono passati 2 anni, qualcosina l’ho dimenticata) e per la tanto odiata economia.

Non so quanto possa cambiare il futuro dell’uomo nei prossimi anni. Non ce ne accorgiamo, ma siamo in un’epoca talmente multimediale che pensarci quindici anni fa sarebbe stato una sciocchezza da film di fantascienza. E invece siamo qua e chissà dove andremo a finire. La tecnologia influisce su tutti gli aspetti della nostra vita, anche sugli studi. Io per esempio sono qui prima di studiare, perdo un’ora che avrei altrimenti dedicato agli studi… è solo un esempio banale. Però se si pensa alla mole di informazione che è stata ammassata nel mondo virtuale rappresentato dal world wide web si impallidisce. Miliardi di siti che offrono miliardi di miliardi di info, in tutte le salse e le lingue possibili ed immaginabili: per questo semplice motivo io preferisco il web alla televisione, perché offre tante visioni della stessa storia, dello stesso problema. E credo che per capire bene il presente il web sia uno strumento ottimo. E sia ottimo, ripeto, anche per lo studio. Proprio ieri sera la mia ex collega Anna cercava info sul catabolismo degli amminoacidi per l’esame di biochimica. Con un solo clic è possibile fare delle ricerche che, fatte in una biblioteca, avrebbero richiesto ore: pam! ed ecco tanti siti che offrono meccanismi di reazione, immagini, animazioni, link ad altri siti, approfondimenti. Non ti piace questo sito? Ne visiti un altro. Ad ogni ricerca i motori di ricerca stessi offrono pagine e pagine di link, uno più affidabile dell’altro. E il bello di tutto ciò sapete qual’è? Che oramai siamo in un’epoca di cambiamento decisivo del web rispetto al passato. Lo leggevo anche sull’ultimo numero di Focus, poco fa: siamo nell’epoca del web 2.0, dove spopolano i siti tenuti su ed arricchiti da tutte le persone che vogliono contribuire. Credo sia il massimo risultato ottenibile in materia di informazione, perché siti come Wikipedia sono utili, anche solo per ricerche brevi e generiche, e rimandano ad altri siti, in una rete immensa. E Wiki è solo uno dei tanti esempi eh. Non ho proprio idea di cosa cambierà in futuro allora per il web 3.0! Magari connessioni superveloci che permettano lo scambio di informazioni ancora maggiori e più facili da consultare! Credo che l’epoca della carta stampata sarà destinata al declino! E speriamo che tutto questo ci nobiliti, anche negli studi! Francamente ho visto troppi esempi di gente non meritevole che viene premiata per cause ignote al pubblico, gente che non capisce il vero valore della parola “studio” e che passa il tempo sui libri ad imparare pappardelle assurde solo per passare l’interrogazione o per il compito il classe o peggio ancora, per superare l’esame all’università. E’ triste, l’ho già detto più volte.

Sadly (dj Ato mix) – Monnalisa

Advertisements