2009. Un nuovo anno. Di anno in anno qui… il tempo zitto zitto… scorre imperterrito! Ricordo che quando da piccolo compivo un anno in più soffiavo sulle candeline della torta fatta dalla mamma e pensavo in mente a me: "Cinque, adesso tocca a te!" come se chiamassi un concorrente in gioco. Poi da li passai a contare gli anni che mancavano ai 18; e compiuti i 18 anni, neanche ci ho fatto più caso ai compleanni. Ci si sente uguali, sempre. Non si avverte nessuna differenza perché il tempo passa poco per volta. Certo mi piacerebbe tanto tornare ad avere 6 anni, a provare ancora la spensieratezza di quei tempi… ma mi accorgo che è un pensiero stupido.

Il 2009 penso sarà un anno molto movimentato, su tutti i fronti. E credo che molto di quello che farò in futuro dipenderà in larga misura da quello che accade in questi mesi che si susseguono a breve. Staremo a vedere!
Oggi il viaggio di ritorno è stato deprimente oltre ogni dire. Già quando qualche giorno fa mio padre era andato a comprare il biglietto l’avevo intuito: quelli di Trenitalia hanno combinato un pasticcio coi treni. E infatti… Mi buttano giu dal letto alle 7 di mattina, che a malapena avevo 3 ore di sonno: ultimamente soffro di insonnia. So qual’è la causa ovviamente… Però dai… sono andato a letto alle 11.30, Zazu cinguettava come al suo solito nella gabbia, cercando di attirare la mia attenzione e giocherellare un pò con me. Mi metto a letto, chiudo gli occhi e la prima immagine che vedo? La solita. E dopo mezz’ora mi giro dall’altra parte del letto. Passano i minuti ma invece di addormentarmi divento più sveglio; mia sorella dorme beata, ma io neanche riesco a chiudere gli occhi che mi si riaprono in automatico. E’ sempre così ultimamente. Che noia! Saran state le due del mattino quando sono riuscito a chiudere occhio. Però faccio un incubo. Mi sveglio di soprassalto e sento di sotto mia madre e mio padre parlare, sistemare le cose nel borsone; la voce della tv debole mi fece capire che di li a qualche minuto mi avrebbero chiamato. Insomma… erano le sei. Dalle sei alle sette non ho dormito per niente.
"Donato! Scendi a fare colazione, che è tardi". E mi alzo decisamente stanco e assonnato. Bevo una tazza di latte, mangio un cornetto (freddo!) e mio padre nel frattempo fa avanti e indietro per la casa: "Hai preso i soldi? E il biglietto? Metti tutto qua, sennò dimentichiamo qualcosa. E le scarpe? Veloce che è tardi. Siamo sempre in ritardo. Dov’è la cosa che serve a Donato? L’hai presa? E il portafogli? Faglielo mettere in tasca. Non lo perdere! Prendi i fazzoletti. E l’acqua? Metti due bottigliette. Donato? Se hai sete bevi! E quando finiscono queste due bottigliette comprala l’acqua se hai sete! Capito? Vedi? Te le metto di lato qua nel borsone. Che sono quelle carte sul tavolo? Ti servono?…" E così avanti per un quarto d’ora senza fermarsi un attimo. Per la cronaca… tutto quello che serviva era nel borsone dalla sera prima, ma a lui piace lamentarsi delle cose, specie dei suoi familiari, quindi io e mia madre gli concediamo tutto quello che vuole fare e dire… sennò chi lo vuole sentire. Finisco la colazione, mi lavo la faccia, mi cambio, e partiamo in macchina verso Foggia. Un’ora in cui non ho detto "A". Muto come un pesce, mezzo assonnato. Sono le 8 di mattino, il cielo minaccia acqua fredda e vento e io ho sempre più sonno.
Arriviamo in stazione. Un freddo micidiale, un vento odioso e mi trovo a tremare come una foglia. Ci fermiamo nel sottopassaggio della stazione, perché è impossibile stare sui binari ad aspettare il treno, tanto di quel freddo. Quindi il treno arriva – in orario! Salgo su, prendo posto, mi siedo e accendo l’ipod. Il treno si incammina, lancio un saluto ai miei quindi chiudo gli occhi cercando di riposare un pò mentre Zimmer allieta le mie orecchie. Dopo mezz’ora però mi accorgo che per me non è proprio possibile dormire di giorno. Mi alzo e prendo il libro dal borsone: "Racconti Perduti", tanto per far passare il tempo.
Il treno su cui viaggio è un Eurostar City, altrimenti noto come "vecchio Eurostar", ossia un treno che fa la stessa tratta, con le stesse fermate di un normale Intercity, ma costa come un Eurostar normale, ossia, per il tragitto che mi interessa sempre, 55 euro. Con posto a sedere, ma quello lasciamolo perdere. Il bello di questo treno è che ci mette mezz’ora in più di un Intercity e che non ha le cuccette. E’ un Eurostar apposta! E infatti fa schifo come un Eurostar, perché non c’è posto per le valige e i bagagli di tutti. Il mio borsone infatti, è all’entrata del vagone e per prenderlo devo far alzare il tipo a fianco a me. Si sta stretti e non c’è spazio per i bagagli. Che bel servizio. E pensare che costa di più di un normale Intercity! Maledetta Trenitalia. Vabbé, fino a Pescara diciamo che si sta bene, perché c’è poca gente. E’ da Pescara in poi che comincia l’incubo. Il treno si riempie, mentre guardo alla mia sinistra, verso l’entroterra, verso le montagne dell’Abruzzo, verso il Lazio (non visibile ovviamente). Ad un tratto mi ritrovo con tre compagni di viaggio. Sto stretto e scomodo… sempre meglio! E pensare che mancano 6 ore all’arrivo. Arrivato ad Ancora non ce la faccio, mi alzo, vado in fondo al vagone, lascio il libro e resto per un’ora in piedi. Il vagone è pieno come un bigné, non c’è posto neanche per un neonato… e si inizia ad avvertire anche il caldo, visto che ci sono pochi finestrini aperti. Insomma… superato Rimini, decido di sedermi di nuovo.
Arriva il controllore e scoppia la lite. Una ragazza a quanto pare ha sbagliato a fare il biglietto, il controllore si agita, lei anche, volano battutine acide… poi battutine al veleno… poi si urla… E io penso: "Ottio questi si pestano oggi", ma d’un tratto tutti si calmano. Insomma chiunque avesse ragione, nessuna ribellione dei passeggeri! XD
Man mano che si prosegue i disagi aumentano, perché neanche i bagni funzionano a dovere! Non passa la tipa col carrellino delle orrende merendine e alcuni iniziano a lamentarsi… mormorii di disapprovazione e lamentela. Ad un tratto arriva un tipo sulla trentina, proveniente da un’altra carrozza e dice "Si può sapere dove posso trovare un bagno?" mi giro e mi accorgo che il controllore odioso di poco prima era li nella mia carrozza. Insomma il controllore diceva: "Vada più avanti e usa il primo che funziona" e l’altro a ribattere: "Ma se non lo trovo posso pisciarti in corridoio?". Roba da matti. Il tipo mi stava simpatico alla fine – ci stava simpatico, perché diceva delle verità: non è possibile pagare tanto per un treno che non offre i minimi servizi.
Quando i viaggi sono incantevoli come questo poi, cosa c’è di meglio di un ritardo? Tra Bologna e Reggio Emilia accumuliamo 10 minuti, che diventano 26 prima di Parma e 28 prima di Piacenza. Non ce la faccio più, mezz’ora prima di arrivare a destinazione mi alzo, lascio il mio posto e vado ad appostarmi vicino l’uscita.
La nebbia agli irti colli. Anzi… la nebbia sulla piatta Padania! Superata Parma innevata cala una nebbia misteriosa e paurosa quasi, tanto fitta da far paura. Il treno rallenta… rallenta… rallenta ("Non si fermerà mica!!!")… procede forse a 50 km/h. Una lentezza da bradipo. Dopo 8 ore e passa di viaggio l’ultima cosa che voglio è rimanere ancora sul treno… e cosa succede? Il treno rallenta!!! Maledizione!!! 10 minuti di viaggio-dormiveglia ed arriviamo nella stazione di Piacenza. Uhhhh!! Aprite le porte! Apritele, cavolo, voglio il freddo di fuori! Le porte non si aprono.
 
[…]
 
Uno non ci vuole credere cavolo! Sono stato costretto ad uscire dalla porta della carrozza adiacente, pensate un pò! Schiavo di un treno per tutta la giornata!
Unica notizia positiva! All’uscita della stazione c’è Don Celso in auto che mi da uno strappo verso il collegio! Arrivo in camera, che bello! Tutto è rimasto come l’avevo lasciato… tutto… anche l’immondizia a momenti! La prima cosa che potevo fare? Radio, ovviamente. Radio che è ancora accesa adesso, poi. Quindi, stanchissimo, mi sono messo a sistemare le robe del borsone al posto che spetta loro. Ed adesso eccomi qua. Sono stanco come chi ha appena lavorato un campo di 10 ettari, cose dell’altro mondo.
Cavoli domani devo andare a fare la spesa!!!

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