Come oramai ogni anno… anche questa volta mi accingo a fare il resoconto finale. Com’è andato questo 2008?

Quando arriva il momento di tirare le somme, mi sento sempre triste, perché devo ripensare ai momenti brutti (il che mi butta giù di morale) e a quelli belli (e anche questi mi buttano giù di morale, in quanto tendo a rimpiangerli). Sarò breve: quest’anno penso di essere cambiato in qualcosa nonostante sia consapevole di essere ancora un debole. Rileggendo i post precedenti, mi sono mostrato, nei limiti imposti dalla natura di questo blog (che è in vista a tutti i miei contatti msn), triste, abbattuto, o tranquillo, ma mai veramente felice. Come in passato praticamente, ma forse a livello più profondo, perché non sono circondato delle giuste persone capaci di capirmi. Quando ci si sente soli alla fine si finisce sempre con l’abbattersi da soli, ma mentre vivo quei momenti “no”, che poi altro non sono che periodi in cui cerco di sfogare tutta l’amarezza che “immagazzino” col tempo, queste cose le so… so che sono miei pensieri, che magari non è come dico io. Però non voglio illudermi, quindi vado per la soluzione peggiore. È una spirale che porta sempre più in basso e non essendo circondato da persone con le quali posso confidarmi (non mi confiderò mai con della gente qui dentro), prendo le decisioni da solo. A questo si aggiunge anche il mio carattere testardo, la convinzione di avere sempre ragione rafforzata da questa o quella parola, da questa o quell’azione, che magari sono dette e fatte per altri motivi, ma che ai miei occhi diventano tutti riferimenti precisi. È vero che capisco la gente molto più in fretta di quanto facciano gli altri, per cui riesco a capire subito di chi fidarmi e di chi non fidarmi, però non è lo stesso per quello che gli altri vogliono dirmi: a volte è come se non riuscissi a comunicare.

“Ciò che non uccide fortifica” è una delle frasi preconfezionate che una persona deve prendere quasi come dogma, anche quando non la sente vera. Ciò che non ti uccide ti fortifica solo se ci tieni poco. Se ci tieni tanto, ti abbatte e ti lascia al limite tra l’essere vivo e l’essere morto, tra l’essere semplicemente triste e l’essere depresso. Specie poi quando non si tratta di votacci a scuola, o all’università, o di partite di Champions League, o di schedine, o di partitelle al pc… quando si parla di cose profonde, è come esporsi alle radiazioni solari fuori dall’atmosfera del pianeta e senza tuta protettiva: si rischia grosso. Li odio quei momenti sia perché non mi hanno mai reso felice e sia perché ad ogni batosta sento nella mia testa sempre le solite canzonature da parte della gente. E mi arrabbio quindi. Fino poco fa diciamo che mi arrabbiavo con me stesso, perché pensavo sempre al passato, convinto fosse stato li l’errore di partenza, ma da un po’ di tempo a questa parte vedo tutto con altri occhi. Gli stessi fatti, susseguirsi con una logica diversa, senza essere conditi di supposizioni, senza essere arricchiti di eventuali “segni”. È un po’ come guardare un oggetto che oggi pensiamo sia un’arma e domani invece scopriamo sia sempre stato un libro. Le stesse caratteristiche, la stessa figura, ma scopi diversi. Ho vissuto 5 anni con la maschera del sorriso, molti mi conoscono per la simpatia e le battutine che lascio andare ogni tanto… Altri invece mi conoscono per quanto sono lunatico: cambio umore dalla sera alla mattina… a volte anche più velocemente, ma è un effetto apparente, perché il malessere è continuo e sono io che lo nascondo con questo tipo di comportamento piuttosto che con altri tipi di comportamento. Tempo fa dissi ad un mio amico che qui nessuno mi conosce per davvero, e non è una bugia! Questo è il motivo principale per il quale loro non sanno niente di me, e mai sapranno niente. Da un po’ di tempo a questa parte però le cose stanno cambiando. È la stessa sensazione del passato… ma più intensa. È la mia seconda chance e non rifarò gli stessi errori madornali. Riguardando con occhio obiettivamente critico (non così critico da autogiudicarmi scemo – anche se lo sono stato) a quello che ho passato, ho tratto la soluzione e me la ripeto tutte le volte: orgoglio fatti da parte. L’orgoglio non mi si addice. Non sono una persona orgogliosa e di fronte a certi comportamenti l’essere orgogliosi è solo la via per rovinare tutto, come ho testato già. Non ci tengo a rovinare niente di niente, vivo quello che sento e che provo e ne sono felice. Un risultato nettamente diverso da quello che invece era il risultato delle mie lunghe immersioni mentali passate, quando arrivavo invece a dire “sono destinato a questo, punto e basta”.

Cosa scrissi tempo addietro? “Spero non ci sia una persona che ci tiene veramente a me e che magari io non ho mai considerato seriamente per quello che è, altrimenti…”. Ironia della sorte, vero? Ironia vero, perché è accaduto l’impensabile! E la lezione dell’eucatastrofe del mio tanto caro Tolkien ha toccato da vicino proprio me: mentre Gollum danzava mise un piede in fallo e cadde nel Fuoco, e con esso l’Anello. E dall’oscurità venne la luce. Quello che ho passato è solo un’ombra che copre il mio passato, il mio futuro non è scritto affatto. È un’incognita e prenderà una delle strade messe a disposizione dalle scelte che farò a tempo debito. Dal basso più profondo, alla punta più alta. È ora di essere me stesso e di combattere per quello a cui tengo veramente.

Questo per quanto riguarda gli ultimi mesi del 2008, la parte forse più movimentata. La parte precedente non merita neanche un rigo perché è stata anonima e noiosa, fatta di impegni e mica d’altro… solo un periodo ricordo con felicità, ed è stato quello delle gite organizzate col collegio: il 17 maggio a Gardaland e un mese dopo a Torino. Due giornate che sono state piovose e a tratti fredde, ma durante le quali mi sono veramente divertito: adesso amo i parchi gioco e vorrei tornare a Torino per una visitina! Quello che non ti aspetti da un ventiduenne depresso e amareggiato…

Mi fermo qua; sono righe enigmatiche rispetto a quello che scrivevo un anno fa, dove spaziavo dagli esami alla musica, ma l’argomento è un tantino diverso. Di musica sinceramente non mi va di parlare, perché in fin dei conti ascolto sempre la stessa roba 😄 Né mi va di parlare di cinema, perché non ho visto un bel niente in questi mesi. Né tantomeno mi va di parlare di altro…

Ora mi aspetta il 2009 e so già che per i primi mesi sarà movimentato come questi ultimi mesi: ho degli obiettivi ben fissi, e la cosa che più conta: la convinzione di quello che voglio fare.

Con la mente così impegnata… andiamo avanti!

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