Secondo post della giornata. Vado avanti bene a quanto pare, però quello che provo in questi minuti lo devo mettere per iscritto perché è troppo strano.
Ho praticato Karate dal 1994 al 2005, 11 anni durante i quali il mio fisico ha assunto una forma si smunta, ma con una bella tonicità muscolare: tutto merito dei miei istruttori Carmine e Pasquale. Undici anni di crescita delle mie capacità fisiche, ma non solo: 11 anni di sfoghi per tutti gli stress accumulati durante le giornate sui libri.
Di tutti gli allenamenti quello che mi prendeva di più era il Kata, il combattimento immaginario, più tecnico sicuramente del combattimento reale o Kumité. Poco fa ho ricordato quando Pasquale mi allenava per le gare interegionali di Kata, con Bassai Dai. Bassai Dai è il secondo Kata superiore che di solito viene insegnato e il suo stesso nome sta a significare "attraversare (o distruggere) la fortezza". Praticamente è un’esplosione di tecnica e velocità, con numerose parate e molti colpi d’attacco che se attuati per davvero fanno molto male. Mi sono messo quindi a ripetere lo schema mentalmente, ma prima che me ne accorgessi per davvero ero già in piedi a praticarlo!
Il Karate lo devi vivere. E in quei pochi minuti mi sono sentito di nuovo un karateca, strano ma vero. Sembra ieri che lo praticavo con serietà e tranquillità mentale, di fronte a tutti i miei amici karateka.
L’inizio della dimostrazione: lo spirito dev’essere quello giusto, il pronunciare il nome del Kata che si sta effettuando deve trasmettere la fiducia, la rabbia, la determinazione. In modo tutt’altro che tranquillo: "Nome Kata?", chiede l’istruttore e io guardando un punto imprecisato davanti a me: "Bassai Dai!". Da questo punto in poi nei 15 metri quadri che ti servono per la dimostrazione sei solo, la tua mente e il tuo corpo uniti a far sfogo a due minuti di potenza e velocità. Appena ti senti pronto inizi: da posizione Hachiji-dachi , riunisci il piede destro al sinistro in Heisoku-dachi , mentre nel contempo apri la mano sinistra e la destra chiusa a pugno, si avvolge nella sinistra. Sei in questa posizione meravigliosa, le gambe leggermente flesse ma unite, nessuno ti può buttare a terra, sei stabile. Non un’esitazione nello sguardo. La partenza è fulminea, ti spingi in avanti, sei forte, sei pesante e veloce allo stesso tempo: Kosa-dachi destro, a sfondare il primo avversario, poi velocemente ruoti di 180°, posizione di Zenkutsu-dachi , la più stabile di tutte e chudan uchi uke , parata media dall’interno del corpo verso l’esterno, poi ancora sul posto gyaku chudan Uchi uke , stessa parata, braccio diverso. Sei chiuso in una posizione di difesa, hai il controllo di tutto: dal primo movimento fino a questo momento sono passati si e no 3 secondi. Veloce e letale. Si prosegue, veloce rotazione di 180° con perno sul piede sinistro, ancora Zenkutsu-dachi  e gyaku chudan Soto uke , ancora parata quindi sul posto chudan Uchi Uke. Velocità costante, tempi rispettati: POM POM… POM POM… POM POM. Ogni movimento è coadiuvato dalla spinta dell’anca, apri-chiudi per spingere le braccia nella giusta maniera, con la giusta velocità. Sei ancora all’inizio, la rabbia e la determinazione non ti abbandonano, anzi, sei in fibrillazione per le prossime mosse… Attacco da destra: riunisci il piede destro al sinistro, il braccio destro compie un arco – te sei diritto e fluido nei movimenti, il braccio destro sale oltre la tua testa, il sinistro va in avanti: gedan uchi barai. Quindi scatti in avanti, i nervi tesi e ancora Zenkutsu-dachi  destro, e POM POM… chudan Soto Uke, gyaku Chudan Uchi uke. Hai respinto un altro attacco, ma fino ad ora ti sei limitato a difendere. Perno sul piede destro… richiami il sinistro e assumi la posizione Hachiji-dachi iniziale, con i pugni raccolti sul fianco destro. Con armonia di movimento distendi in avanti, palmo aperto, il braccio sinistro, quindi inizi una sequenza bomba: gyaku tsuky destro, quindi sposti il piede sinistro e Chudan Uchi Uke destro; con il sinistro gyaku tsuky, quindi sposti il destro e Chudan Uchi Uke sinistro. La sequenza è troppo spettacolare, raccogli le forze, apri il piede sinistro, carichi le braccia per la parata media col taglio della mano: Kokutsu-dachi Shuto Uke destro, quindi avanzi ancora, Kokutsu-dachi Shuto Uke sinistro, quindi Kokutsu-dachi Shuto Uke , quindi passo indietro! Per inerzia il tuo corpo accusa il rapido cambio di direzione, ma devi essere stabile: Kokutsu-dachi Shuto Uke sinistro. Sei arrivato al punto più violento della dimostrazione, il movimento in questi decimi di secondo può costarti diversi punti in gara: altezza stabile, nessun tentennamento, assumi Zenkutsu-dachi sinistro ed effettui Morote Tsukami Uke destro. E’ il momento di spezzare la gamba al nostro ennesimo avversario immaginario: ginocchio destro raccolto al petto quasi e Gedan Yoko Kekomi , mentre richiami le braccia al petto. La tua gamba destra è ancora in fase di richiamo, sei in equilibrio (tutto meno che precario) sulla gamba sinistra, quando ti giri all’improvviso: arriva un attacco alle tue spalle. Attui quindi il Mawatte, hai rotato di 180° e ti ritrovi in una frazione di secondo in Kokustu-dachi sinistro Shuto Uke. Quindi avanzi deciso, Kokustu-dachi  destro Shuto Uke. 
Sei a metà della tua dimostrazione, ancora rabbia e determinazione ti spingono a parare con fermezza e a colpire duro quando serve: fino ad ora gli attacchi sono stati solo due e le conseguenze per chi ha subito il colpo sono state tremende: come minimo almeno un ginocchio rotto. 
Riunisci il piede destro al sinistro, e richiami le braccia a livello del tuo capo, di fronte alla tua faccia: Heisoku-dachi Jodan Morote Age Uke, quindi ti spingi in avanti come per la prima azione, veloce, fulmineo anzi, pesante, fermo, quindi colpisci in Zenkutsu-dachi  con Chudan Tsuki , pugno lungo. Ruoti il piede destro, sposti il sinistro per il Mawatte e ti trovi in Zenkutsu-dachi sinistro la posizione preferita, e a questo punto ridi dentro di te, perché sai quello che stai facendo: Gedan Nukite il colpo tra le gambe. Sei sempre alla stessa altezza, il tuo braccio sinistro e in posizione di difesa con palmo aperto al lato della tua faccia, il destro si distende con palmo aperto, verso il basso; quello che segue è di una violenza tale che la prima volta rabbrividii: riunisci il piede sinistro in Heisoku-dachi e richiami verso l’alto il braccio destro: Jodan Uchi Uke Gedan Barai,  hai appena castrato il tuo avversario. Perno sul piede sinistro: ancora non è finita; Kiba-dachi destro, Gedan Barai. Volgi lo sguardo verso sinistra ed effettui Chudan Haishu Uke. Avanzando quindi in Kiba-dachi colpisci con Chudan Empi Uchi destro. Tempo… POM… POM POM! E sia! Sul posto Gedan Barai destro, quindi Gedan Barai sinistro e di nuovo destro con il pugno opposto appoggiato sull’articolazione del braccio che para. Quindi riunisci il piede destro al sinistro in Heisoku-dachi ponendo entrambi i pugni sul fianco destro ed esplodi con un doppio pugno: Fumikomi Zenkutsu-dachi Yama Tsuki sinistro, poi richiami il sinistro, torni in Heisoku-dachi , questa volta hai i pugni sul fianco sinistro: Fumikomi Zenkutsu-dachi Yama Tsuki  destro.
Sei all’epilogo, avverti un pò di fiato pesante, ma non è male. Ruoti di 270° in senso antiorario, assumi Zenkutsu-dachi (piedi sulla stessa linea) Uchi uke. Sul posto sposti il peso del corpo, assumi Zenkutsu-dachi e Uchi uke destro. Quindi sul posto apri la gamba sinistra, carichi le braccia e assumi Kokutsu-dachi Shuto Uke destro; sposti lo sguardo a sinistra e concludi con Kokutsu-dachi Shuto Uke sinistro.
Riunisci quindi il piede sinistro in Heisoku-dachi, il destro in Hachiji-dachi e chiudi come hai aperto: con la mano sinistra che avvolte il pugno destro.
 
Il petto si alza e si abbassa regolarmente, ho mantenuto il respiro regolare, sono stato veloce e preciso. Mi sento meglio, la sensazione di rabbia è un pò andata via, mi sono sfogato per bene. Insomma, il Kata mi ha reso un uomo migliore, ancora di più: ho sfogato bene i miei sentimenti nell’educazione fisica. Lo studio di queste tecniche di combattimento ha riempito le serate di 11 anni della mia vita. All’apice dl mio allenamento, nel 2003, avevo raggiunto un certo grado di controllo di tutte le fasi e riuscivo bene agli occhi degli altri. Se avessimo partecipato alla gara interegionale del maggio del 2003, sicuramente avrei preso ancora il podio, come nella mia prima ed ultima esperienza.
 
Questo era il Karate per me: non un motivo di confronto con gli altri, quanto un’occasione per migliorare il mio essere, affinare i miei sensi, incrementare i miei riflessi.
E oggi pomeriggio, dopo 4 anni, mi è tornata la nostalgia di Bassai Dai.
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