Bene, salone del gusto 2008: una mezza delusione. Più piccolo di quello del 2006, per quello che ricordo io. Abbiamo girato in meno di 5 ore tutto il salone, quasi fosse una manifestazione secondaria, mentre due anni fa con Mariangela non fu possibile guardarlo tutto. Un mucchio di gente, come al solito. Di tutte le nazionalità, ma con una rappresentanza molto minore rispetto al 2006. Insomma, per quel che ricordo del mio primo Salone del Gusto, questo è stato piuttosto fiacco.

Abbiamo mangiato, bevuto e camminato parecchio, le mie ginocchia si lamentavano, i miei piedi pure. Una piccola pausa alle 4 circa, poi ancora di nuovo in cammino. Una giornataccia eh! Sul treno del ritorno ero stanchissimo, non mi andava neanche di stare seduto: volevo stare steso sul mio morbido letto! Due ore di noia assurda… poi siamo arrivati in collegio, ho buttato per aria tutta la roba che era sul letto e mi sono finalmente steso. Ho letto qualcosina per cinque minuti, poi sono crollato.

Di foto ne abbiamo fatte poche… più video forse… vediamo se poi riesco a pubblicare qualcosina… adesso penso alla prossima "avventura". Sono indeciso se andare li a fare un giro in Veneto con Andrea… o andare da altre parti da solo. Ultimamente mi sta venendo voglia di partecipare ad un raduno a tutti i costi. Anche a costo di lasciare il collegio per 2 giorni. E a proposito di viaggi, ieri in treno si parlava di andare a fare un mesetto in Irlanda, se prendo la borsa di studio. Potrei ragionarci su, ma non devo chiedere neanche un euro a mio padre e mia madre, perché non sono ingordo eh. Se posso andarci me la devo sentire, prima di tutto: a questo giro sarò forse solo, quindi mi devo organizzare bene, sennò… Un bel ritorno in Irlanda, non sarebbe mica male, però dal farsi la vacanza a trovare lavoro per un mese, ne passa di acqua sotto i ponti. Vabbé che non faccio altro che ascoltare musica in inglese, leggere in inglese, però… una cosa è pensare di andarci, una cosa è andarci per davvero. Nonostante di un testo capisca l’80% e più (a seconda del testo ovviamente), il parlare 24 su 24 e soprattutto, capire quello che la gente ti dice… è un discorso completamente diverso. In totale ho vissuto un mese e mezzo tra Inghilterra ed irlanda, quindi so di cosa parlo.

I rapporti nei confronti della lingua inglese sono notevolmente cambiati con il tempo: alle medie e al primo superiore scrivevo sul dizionario di inglese "I hate English", perché le prof non te lo facevano piacere. Ma da quando ho capito che una lingua importante come l’inglese, se compresa, apre le porte di qualsiasi cosa, mi sono fatto piacere a forza l’inglese e adesso leggo libri in inglese, riviste in inglese… passo il tempo sul web in inglese. Insomma, cerco di aumentare le mie capacità, specie, per quello che conta, nell’inglese parlato. Forse la parte della lingua più difficile è l’inglese parlato, perché è ricco di modi di dire e soprattutto di parole che non conosco. Gli aggettivi: ottio quanto mi mandano in difficoltà gli aggettivi! Sono tanti, sono false-friend a volte! Li odio con tutto me stesso, però… si devono imparare. Per il resto basta entrare nella logica della lingua, come mi diceva la mia prof di inglese alle superiori. Io nella logica ci sto entrando in questi anni, e infatti ho fatto dei bei progressi: per l’esame orale di inglese scientifico non ci ho perso più di 3 giorni per sistemare l’argomento nei giusti termini e presentarlo oralmente. Lo notai quando la prof mi mise 29 sul libretto: un lavoro perfetto e notevole.

Tiriamoci su di morale allora: se veramente voglio andare fuori dall’Italia, non ci vuole poi così poco, però io posso avere le capacità di arrivare fin li. E allora che sia! Cambiamo i nostri programmi e andiamo avanti. Però l’impegno deve essere serio. Non favole di un domani.

Cambio di rotta. Se mi innamorai dell’Irlanda all’epoca un motivo di deve essere per forza. Non è un caso. Voglio tornarci per un po’ e poi involarmi nel mio nuovo progetto. Ce la metterò tutta, perché adesso ho un obiettivo. Nessuno me lo toglierà dalla testa.

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