Sulle note di “Glamdring” di Howard Shore, un tripudio di maestosità per l’intro al film Le Due Torri di Peter Jackson, mi trovo a commentare la mattinata. Non so come spiegarlo, ma quando mi trovo a lavorare su qualcosa che mi interessa mi rallegro e divento attivo. Pieno di idee anche. In breve ho continuato ciò che avevo iniziato con poco entusiasmo ieri sera, ossia abbozzare la relazione di stage, che per noi della triennale di Piacenza, letteralmente si traduce con “abbozzare la tesi di laurea”. Il prof a quanto mi è stato riferito vuole almeno una ventina di pagine scritte, non so in che modalità (carattere 14 o 12? Interlinea 1 o 1,5?), fatto sta che stamane ho toccato quota 12 e potrei ancora dilungarmi molto su aspetti propriamente scientifici, visto che fino ad ora ho descritto schematicamente la mia attività e l’azienda. Ho iniziato ad metter giu i paragrafi, numerandoli come 1.0, 1.1, 1.2… Magari se serviranno dei sottocapitoli, li inserirò come numero a tre cifre. Non so. È ancora un abbozzo di quello che sarà il risultato finale, ma tra ieri sera e oggi mi sono accorto che l’argomento (Analisi in autocontrollo del latte), è molto ampio e vasto e potrebbe in qualche modo dar vita ad una tesi bella lunga. Considerando il fatto che dovrei laurearmi ad aprile, posso dire di essere ad un ottimo punto, a differenza di quanto pensavo qualche giorno fa.
Essenzialmente la mia esperienza di stage è stata lavorativa in senso stretto. Quando si lavora in un’azienda dove il laboratorio analisi deve rispettare determinate tempistiche (a dire il vero tempistiche molto rigide), è difficile se non impossibile prendere appunti. Che appunti prendi se durante tutta la mattinata non arrivano altro che cisterne di latte dai fornitori? Cisterne in continuo, e un mucchio di operazioni da fare, in modo da sbrigare la pratica di ogni fornitore in appena 10 minuti. Se ci pensiamo bene 10 minuti sono ben pochi, ma loro lavorano così. Dei 10 minuti solamente 8 erano destinati all’analisi flash per gli antibiotici beta-lattamici. Nel frattempo dovevo fare analisi di composizione e di crioscopia, oltre che analisi di acidità. Inutile dire che una volta capitò che dimenticai di prendere il microlitro di campione per l’analisi flash degli antibiotici… ero ancora all’inizio, quindi avevo un po di confusione… il ragazzo che era li con me quasi si incazzò! 😄 Aveva tutte le ragioni, per carità… infatti era una mattinata abbastanza affollata di fornitori, c’erano tre cisterne in coda e bisognava far veloce.
Il materiale che ho a disposizione, adesso mi accorgo, o forse lo stesso argomento della tesi, mi permettono di spaziare ovunque nella sola branca di produzione del latte. Posso parlare di qualsiasi cosa, e cosa importante che ho capito stamane, posso aggiungere anche del materiale che negli appunti a mia disposizione è solo citato. Posso fare ricerche su libri e ampliare la parte scientifica propriamente detta. In poche parole può diventare una relazione bella lunga qualora ci inserisca materiale attinente da altre fonti. Sono elettrizzato. E io che pensavo di non avere roba a disposizione! Adesso penso di avere anche troppo! Ovvio poi che tutto ciò che sto raccogliendo andrà come bozza nelle mani del professore, che leggerà e dirà cosa non va e cosa c’è da aggiungere. Poi, mentre mangiavo… ho fatto un collegamento “figo” con un fatto di cronaca importante: il latte al veleno li in Cina. Vorrei tanto utilizzare questo argomento in un capitolo che chiamerà “Riflessioni”, apportando informazioni sulle cause di tale contaminazione, alla luce del concetto e della fissa della “qualità” che si rispetta in Italia con controlli veramente severi. Penso che le riflessioni mie in merito all’esperienza di stage, sia come periodo in se (per il lavoro, le cose che ho visto e capito), sia come confronto con altre realtà produttive, debbano diventare il centro dell’elaborato finale. Se la metto su questo piano, tutti i capitoli precedenti, ossia quelli di Introduzione (che devo ancora scrivere, ma sarà l’ultimo a cui penserò), della presentazione aziendale, come del processo produttivo, diverranno sicuramente secondari e quasi di contorno. In fondo a cosa serve una relazione di stage se alla fine non ci mettiamo del nostro? Spero il prof approvi questa mia idea, perché stasera o al massimo domani, inizierò a ricercare del materiale sullo scandalo cinese. Scandalo, poi, che potrei anche provare ad utilizzare per l’esame di contaminanti degli alimenti… insomma… ci lavorerò su!
Poi pensavo anche ai Ringraziamenti da fare e alla dedica (visto che tutti ne fanno una). Per i ringraziamenti oddio vorrei cogliere l’occasione per dire grazie a quelli che ho conosciuto qui a Piacenza, qualcosa di serio per ognuno di loro. Mi porterà via del tempo, ma ringraziando il cielo e le mie sbagliate decisioni, avrò tutto il tempo che vorrò… Per la dedica invece avevo pensato a qualcosa sui miei familiari, ma ho le idee ancora confuse, visto che non tutti i miei familiari mi guardano di buon occhio…

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