Ci vuole. Un intervento blog tutto per lui ci vuole, anzi è d’obbligo. Perché oggi come sei anni fa non posso restare impassibile alla forza di un uomo come lui. Valentino Rossi è un mostro autentico. Sin dalle scuole medie sentivo parlare di lui, fin quando non ne restai praticamente stupito di fronte alla prestazione che dette durante un gran premio (non so dove fosse), nel 2003, quando ancora correva con la Honda ufficiale. Era strepitoso: dico solo che in quel gran premio fece due errori (di traiettoria), perdendo terreno dai primi 5 della gara, ma che seppe tornare sul podio in un tripudio di spettacolo. Dopo il suo secondo errore accesi la tv e mi guardai il finale di gara. Come non rimanere impressionati? Si vede questa Honda ufficiale che sfreccia a velocità incredibili, avvicinandosi in modo incredibile ai suoi predecessori. Nel lasso di quattro giri Valentino Rossi era secondo. Aveva mangiato ben 3 piloti ben staccati da lui in brevissimo tempo; due addirittura li aveva superati in un solo colpo, in curva. Fu impossibile vincere per lui, perché il primo della corsa in questione, il grande Capirex, si era allontanato troppo per poter dare a Vale possibilità di rimonta e vittoria. Mancavano pochi giri infatti. Solo di una cosa mi resi conto, alla fine della gara (ero felice come non mai di fronte a quel risultato, a quella performance): se Rossi non avesse sbagliato la seconda volta e non fosse stato quindi costretto ad un recupero come quello, avrebbe vinto sicuramente la gara. La distanza che Capirex aveva preso fu infatti dovuta al suo errore, e al suo ritardo (comunque inevitabile) mentre stava rimontando. Da allora iniziai a guardare le gare di moto della "classe regina", allora ancora nota col nome di "500". Gli anni seguenti fu solo una serie di gare impressionanti, al limite del possibile: il 2004 fu un anno inizialmente difficile, per il passaggio alla Yamaha, una moto che negli ultimi anni era qualcosa come il fondo della moto GP: una modo poco più che mediocre. Che lui seppe trasformare. Vincendo ancora il mondiale, dimostrando a tutti che non è solo la moto che permette ad un pilota di poter vincere, ma è lo stesso pilota che deve saper guidare la moto nel modo giusto. Nonostante la superiorità della Honda e delle Ducati (specie sul lungo), Valentino nel 2004 dette prova della sua inarrestabile voglia di vincere. Che lo portò, appunto, a vincere. L’anno seguente, il 2005, non ci fu storia: fu l’anno della conferma che lui e la sua M1 erano ormai un’identica cosa, come un unico corpo. Fu un mondiale di assoluto dominio. Ed arrivò un altro meritato successo. Il 2006 fu l’anno della sfortuna e non mi va di ricordare niente: la moto aveva problemi vari una volta si ed una no, ora le gomme, ora il motore, ora magari Vale scivolava. Errori umani. Però quattro vittorie nel mondiale, come mai nessuno quell’anno. Eppure il titolo andò ad Hayden. Strano pilota che aveva vinto 2 gare solamente, prima della gara finale (alla fine della quale appunto si laureò campione del mondo). Una delusione ed un’amarezza indescrivibili. Lo scorso anno poi approdò in moto GP il gioiellino della Ducati, ossia Casey Stoner, uno bravo e capace. E giovane. Con la moto che il paziente Capirex aveva messo su nei diversi anni alla Ducati, il piccolo Stoner era praticamente imbattibile, sia per superiorità tecnica che per velocità. Le gomme montate da Valentino, le Michelin, purtroppo non furono (e non lo sono tutt’ora) all’altezza di quelle montate da Stoner (le Bridgestone), per cui il mito Rossi non si trovava mai nelle condizioni di poter combattere per la vittoria (usura eccessiva delle gomme, mannaggia). Quindi il mio mitico Rossi terminò l’anno come terzo pilota in classifica. Ci voleva una resurrezione quest’anno e c’è stata. Ha vinto alla faccia di chi lo dichiarava finito. Anche io ahimé, non credevo tanto alla questione delle gomme Michelin, che lui sollevava ogni fine gara. Ma i risultati erano chiari allora, come lo sono stati quest’anno: i piloti Michelin fanno sempre fatica ad andare a punti. Vale per quest’anno ha mostrato a tutti di avere avuto ragione: montando le Bridgestone (al contrario del suo compagno di squadra, Jorge Lorenzo, che monta ancora le Michelin), si è trovato quasi sempre li davanti a lottare per la vittoria, mettendo pressione a Stoner, andando a prendersi importanti punti. Dopo il GP di Laguna Seca (che non ho visto ahimé, ma che dicono sia stato uno spettacolo inimmaginabile), vinto da Vale davanti a Stoner, il gioiellino dellla Ducati sembra essenre andato in crisi: furbizia di Vale e tutto merito suo, l’aver capito che il rivale non è capace di dare gli stessi risultati quando messo sotto pressione. E da Laguna Seca ValeRossi è andato a prendersi il suo ottavo mondiale. Guidando in modo perfetto, mettendo in pressione Stoner (che, poretto, è caduto in diversi GP). Staccando i rivali. Perché lui aveva ragione e perché è il più grande pilota che si trovi in circolazione. Dategli una moto competitiva e lui vi tirerà fuori una leggenda.
 
Penso che tutti quanti noi oggi dovremmo festeggiare Rossi, orgoglio del motociclismo italiano.
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