Un altro giorno è passato. Una giornata all’insegna della lettura formativa hobbistica: ben trenta pagine o giu di li, sulle "Interrelationships of vertebrates", un interessante capitolo che connette i principali gruppi di organismi preistorici nei loro rispettivi clades, lasciandoci capire un po’ quali sono le loro relazioni evolutive. È stato un piacevolissimo pomeriggio. Solo a pensare a quante specie di animali sono comparsi sul nostro pianeta… numeri talmente elevati che solo a pensarci mi gira la testa. Tante varietà di piante, tante specie animali; all’interno di ogni specie diverse razze… come possiamo mai noi arrivare a capire quanto bello e complesso possa essere stato il nostro pianeta milioni di anni fa, se a malapena conosciamo qualche resto fossile? La fossilizzazione è un evento raro; le registrazioni delle rocce (date dalla sedimentazione) sono discontinue non avvengono comunque ovunque. A questo poi si aggiunge l’erosione degli elementi atmosferici. Elementi che non aiutano per niente la conservazione dei fossili, anzi la ostacolano. Quante informazioni abbiamo perso! Quanto poco in realtà conosciamo! La dinamicità "multipla" del nostro pianeta cancella mano a mano tutto ciò che è stato registrato nelle rocce, e più passa il tempo, meno opportunità abbiamo di scoprire questo o quello. In questi momenti magari da qualche parte del mondo un fossile viene esposto all’aria (per frane, magari): nel giro di qualche mese, se non qualche settimana, potrebbe essere del tutto cancellato, oppure seriamente danneggiato. Senza che noi possiamo raggiungerlo in tempo. Senza poter far niente. È molto triste tutto questo per me, ma non possiamo pensare di poter scoprire tutto quanto la Terra nasconde. Archiviare la storia di 3 miliardi di evoluzione (e più) della vita, sarebbe impossibile anche avendo a disposizione almeno una testimonianza per ogni specie od ogni varietà mai apparsa.

Stasera invece siamo stati spettatori del film "The day after Tomorrow", un bel tentativo da parte del regista Roland Hemmerich di farci comprendere la storiella (serissima, per carità) del "non inquinate altrimenti facciamo una brutta fine". Altrove ho già espresso le mie impressioni riguardo al problema del surriscaldamento globale. Ripeto, basti solo pensare che durante quasi tutto il Mesozoico il nostro pianeta non era dotato di poli ghiacciati. E la vita c’era comunque. Non capisco quale paura abbia la gente; in fondo il pianeta è sempre stato dinamico e sempre lo sarà.

Adesso vado a dormire. Domani si preannuncia faticoso!

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