Penso sia una cosa che certe persone si chiedono tutti i giorni: siamo destinati a qualcosa di strano o di importante nella nostra vita? Nessuno può rispondere, eppure credo che si possano avvertire e saper interpretare dei segnali. Oppure avvertire i segnali, ma ignorarli, oppure non avvertire i segnali ma comunque essere destinati a qualcosa di veramente grosso o importante. Il paranormale, come lo chiamiamo noi, dall’esistenza degli spiriti alle forme di vita extraterrestri, mi ha impressionato sempre quando ero piccolo: i documentari in tv, trasmessi di solito di sera, se non di notte, mi hanno sempre impressionato. E se la chiave di alcuni eventi che accadranno nel futuro sia da ricercare in questo campo, nonostante lo scetticismo di molti? Scettico lo sono stato sempre in misura ridotta, cioè non ho mai saputo decidere se un evento o una testimonianza siano veri o falsi, non sono mai stato capace di convincermi che una qualsiasi notizia possa essere vera o un falso dichiarato. Il fatto è che viviamo in un mondo dove la gente ama farsi pubblicità ed ingannare la gente per i più svariati fini, quindi… a chi credere? Credere a chi dice che l’Area 51 non è altro che un luogo di sperimentazione militare o a chi dice che nell’Area 51 siano studiate tecnologie avanzatissime derivanti da oggetti extraterrestri? Voci apertamente contrastanti non sanno far altro che confonderci la testa e le idee: eppure la logica impone che una voce segreta debba rimanere segreta, o almeno, chi custodisce l’informazione debba tenerla per se e non renderla di dominio pubblico; eppure a volte ci si trova di fronte a casi in cui degli individui parlano apertamente delle loro esperienze senza voler soldi, senza cercare pubblicità, con una certa discrezione, persone che perdono lavoro, fiducia, famiglia, che vengono prese in giro eppure non vengono credute, nonostante dalla loro ci siano numerose testimonianze visive e materiali (tracce e via dicendo). Devo credere all’esperienza del mio connazionale, tale Fortunato Zanfretta? Io, per solidarietà con quest’uomo che ha passato le pene dell’inferno da quando ha deciso di parlare di tali avvenimenti, gli credo. Perché forse ho bisogno di una risposta che riesca a rispondere alla domanda "siamo soli nell’universo?", o forse perché voglio sapere. Voglio arrivare alla verità nuda e cruda dei fatti, voglio vivere determinate esperienze per conoscere. Perché mi piace ampliare i confini della mia conoscenza sempre più. Sarà un difetto impicciarsi nei fatti degli altri, ma io voglio sapere se qualcuno ci spia da altri mondi, e come fa, oltre a voler sapere che intenzione ha. Correndo il rischio di essere preso in giro, so che vivendo un’esperienza di un incontro ravvicinato di terzo o quarto tipo posso avere risposta ad alcune domande. E spero di essere tra i fortunati che si trovano di tanto in tanto ad avere queste esperienze. E non ho paura; magari detto così sembra una bugia, perché non ho mai vissuto tali avvenimenti quindi cosa proverò. Ma so una cosa e non so chi me l’ha messa in testa: se non si ha paura si capisce di più. Paura e scetticismo ci hanno sempre chiuso la mente e per questo quando vediamo di notte delle strane luci nel cielo non sappiamo cosa siano, tutti le chiamano UFO, ma quelli che hanno il coraggio di affermare che possono essere visite di altre razze intelligenti vengono presi per pazzi. Noi umani abbiamo troppa paura di ciò che è diverso da noi e per questo ne rifiutiamo l’esistenza. Io sto decidendo di essere molto meno scettico e di considerare seriamente anche le più improbabili ipotesi, raccapriccianti, spaventose o meno. Ragionerò in un modo che mi esporrà alle falsità totalmente rispetto allo scettico (che invece cataloga tutto come impossibile), ma che automaticamente mi permetterà di capire di più. Non è forse l’unica via possibile?

Non ho mai ragionato tanto su questi argomenti come sto facendo in questi giorni. È come se ad un tratto avessi capito tante cose. Spero sia solo l’inizio, perché ci tengo a sapere certe cose. Come ho detto, ci sono domande a cui voglio saper rispondere. E non mi importa di nient’altro.

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