Lavello, 29 agosto 2008

Che strano. Me ne sto qui tutto depresso, immerso in lontani ricordi, quando ecco! mi vien voglia di scrivere sul blog. Non posso per "ovvia" mancanza della connessione ad Internet qui, neo fastidioso quanto costante delle mie vacanze estive a casa. Dicevo… ero immerso nei miei ricordi. Come potrei evitare di ricordare se le mie orecchie percepiscono or ora il ritmo sfegatato di "Just A Bit Of Chaos" di S.M.S.? Una cosa impossibile per quanto mi riguarda: il richiamo è troppo forte. È male, lo so. Non dovrei fare sempre gite nel passato, perché mi rende triste e depresso. Ma non ci riesco proprio. Appena posso torno indietro. Come ieri mattina; ero in mansarda cercando qualcosa con la quale distrarmi quando mi fisso con lo sguardo sul borsone che usavo un tempo per andare in palestra, che ora invece uso per viaggiare: quando il mio istruttore me lo consegnò – ce lo consegnò, visto che il mio indivisibile amico Antonio (aka dj Robb) era in palestra con me quella sera, come tutte le altre sere – ed io ero felice per la scelta che avevo fatto (mi si proponeva anche un asciugamano al posto del borsone, ma a cosa mi sarebbe servita?), quando tornavamo dalla palestra, ben attenti a poggiare il borsone sulla spalla in modo che la scritta "Dance & Fitness" (il nome della palestra) fosse nascosta e quella "In Sport" che faceva più figo (e, soprattutto, evitava prese in giro) fosse ben in vista, ai nostri discorsi in palestra sui nuovi cd dance in uscita… le risate quando prendevamo in giro Enzo, il fratello del nostro istruttore… i momenti esilaranti negli spogliatoi, lo scherzo dell’orario spostato di un’ora in avanti tanto per ridere come cretini, le liti con Valentino, i sabati a fare due ore di Body Building di primo pomeriggio… Insomma, una rivisitazione veloce di 4 anni di palestra a "Dance & Fitness". Che ti fa venir voglia di rivedere certi posti, certe persone. Ma, essendo io in questi tempi piuttosto restio ad uscire di casa, se non altro posso dire che la causa è l’esatto opposto che mi spingeva ad uscir di casa un anno fa e gli anni prima, ammetto che la voglia è passata così com’è venuta, se non più in fretta. E sono rimasto li dov’ero, cercando di pensare ad altro. Sono solo ormai: è ufficiale. I miei "amici" hanno una vita a parte dalla mia, completamente diversa. In pratica il processo di allontanamento, al quale ahimè ho dovuto aderire alla fine dei conti, è arrivato al suo brutto finale. Pensare che li ho visti solo per due sere: il resto del tempo non ho visto nessuno. Oramai non esco più come facevo una volta. Sto sempre chiuso, a sbadigliare davanti ad un pc, o a leggere qualcosa. E il brutto è che non mi importa neanche il fatto che non passano per casa, che non chiedono di me. Non mi interessa. Le cause per le quali ero legato a questo paese oramai non sono altro che cenere. Non c’è niente più per me qui: solo tristezza e solitudine. E a dire il vero non vedo l’ora di tornare su, dove almeno c’è gente che mi considera e con la quale mi ci trovo bene. Perché non si può continuare a stare con un gruppo di persone che fa del suo stile di vita un requisito unico e inequivocabile per tutti quanti gli altri. Non mi piace la loro compagnia (oramai posso dire che hanno amici che io francamente non potrò mai considerare tali, quindi…), non mi piace il fatto che io venga considerato solo quando fa comodo (cose tipo "alla tua festa di laurea faremo un casino…" come a dire che loro saranno invitati: ho mai detto che farò una festa con loro? Non mi pare!), non mi piace il fatto che quando siamo in giro non mi venga rivolta la parola perché loro sono intenti a parlare con l’ultima cretinetta di turno al "Tucano" (bar troppo ambizioso per la realtà del paese e, a dirla tutta, insopportabile in ogni suo angolo…), cretinetta che poi, come da copione per la nostra generazione, mette in mostra tutta la sua… non so neanche come definirla, con discorsi che… oddio… dovete esserci per capire. Non ci sono parole. Ah si… dimenticavo… non sopporto neanche l’idea di uscire, andare in un bar (il sopranominato Tucano), sedersi, e stare li dalle due alle tre ore. Immersi in una classe sociale governata da bulli e atteggiati nullafacenti. No. Non mi si addice uno stile di vita di questo tipo. Per questo quando sono uscito per quelle due sere mi sono sentito un estraneo. E pensare che non credevo potesse finire così.

Quando andrò via da qui, tra qualche giorno, tutto sarà finito. Poi, quando loro a metà ottobre, torneranno li a Parma, eccoli contattarti per UNA e UNA SOLA volta su messenger per sapere che fine ho fatto ad agosto. Come se loro non sanno, ora mentre sto scrivendo, che sono a casa. Per loro è sempre una meraviglia il fatto che rimanga chiuso la sera. Non pretendo che mi vengano a chiamare, no. Però ho capito che sono condannato solo per essere diverso dalla massa. Vabbé che in fondo è sempre stato così, ovunque: la minoranza subisce il colpo e la maggioranza comanda. Peccato che sia andata così, perché in passato promettevamo bene. Menomale che torno prima a Piacenza! Così sto lontano (spero) da pensieri di questo tipo e soprattutto respiro aria diversa dalle persone di questo paese. Rido ancora al pensiero –ahahah – che un semplice "Ciao" mi ha fatto capire cose alle quali non sarei mai arrivato, sciocco come sono, illuso come sono sempre stato. Spero solo di non scoprire che per tanto tempo sono stato come bendato e che a pochi passi da me c’erano persone molto più importanti che per colpa della mia cecità siano state tralasciate. Sarebbe troppo a quel punto… il danno e la beffa!

Summer 2008, come giudicarla? Positiva. Si. Tralasciando tutto ciò di cui sopra – ha poca importanza ai fini della mia vita quello che fanno i conoscenti – è stata una bella estate. Non ho aperto libro, mi sono rilassato (forse anche troppo), e finalmente sono andato al mare! Adesso ho una discreta abbronzatura, sono marrone. Mi sono divertito un mondo con i miei cugini in acqua, specie quando ho scoperto che posso ancora avere un bel rapporto con l’acqua di mare. Come spiegarlo… ho sempre cercato di imparare a nuotare in questi anni, ma devo dire che ogni mio tentativo si è risolto con i polmoni pieni di acqua e gli occhi in fiamme, quindi diciamo che non ero il massimo come nuotatore. Poi, deciso a decretare la fine di questa sorta di "lite" con il più importante composto sulla Terra, mi sono tuffato in acqua bassa e sono rimasto meravigliato: dopotutto non è così male andare sotto. Ti si tappano le orecchie e via. Da quel momento le mie fantasie marine si sono sbizzarrite in un insieme di tuffi e prove di immersione, fino a quando, gli ultimi due giorni di mare, con mio cugino ci siamo divertiti a fare i sub usando la sua mascherina. È incredibile: essere li, sotto un metro e mezzo di acqua, sentirsi al riparo dall’aria, calda o fresca che fosse, con il fondale sabbioso a due-tre centimetri dalla tua faccia… esplorare… granchi di qua… vongole solitarie di la… ogni tanto qualche oggetto, oppure qualche altra persona immersa esattamente come te. È affascinante come non mai! Adesso capisco quelli che fanno i sub e la meraviglia delle cose che riescono a vedere nei pressi delle barriere coralline… l’unico svantaggio, ma spero di rimediare al più presto, è la capacità fisica: restare con il fiato sospeso (polmoni obbligatoriamente vuoti, altrimenti la spinta di Archimede – che Dio la maledica in questo caso! – ti spinge su con un’insistenza assillante) e muoversi comporta che dopo qualche secondo sei obbligato a risalire per prendere fiato. Ma ho notato che dopo tante prove la mia capacità di restare sotto si è allungata progressivamente. Aspetto la prossima estate per riprendere le immersioni. Non vedo l’ora! Mentre mi immergevo spesso il mio pensiero andava a ciò che mi circondava: l’acqua di mare. E rimanevo meravigliato del fatto che quello fu il mondo dove la vita iniziò su questo pianeta. Ero a mio agio immerso completamente, cercando di ascoltare (impossibile ovviamente) qualcosa, in quel liquido freddo eppur pullulante di vita. Meduse che ti passano vicine, alghe che si innalzano dal fondale, piccoli artropodi che si spostano velocemente nascondendosi negli anfratti degli scogli. In pratica un mondo a se stante. Poi si riemerge, la voce delle decine di persone che sono li nelle vicinanze raggiunge le tue orecchie. Togli la maschera, giusto il tempo di adocchiare qualche ragazza che è li vicino a giocare con il suo fratellino piccolino… e poi di nuovo sotto. E ho imparato anche questo! Praticamente potrei anche andare la dove non tocco con i piedi… mi basta solo avere una mascherina!

Ormai, poi, non mi meraviglio del fatto che con il passare del tempo la mia velocità nella lettura è schizzata alle stelle: sono una freccia nel leggere un libro. Precisamente in un mese ho letto i sette libri della serie di Harry Potter. Totale qualcosa come 3500 pagine. I libri in pratica li mangio. E non ho letto solo quello! Sono riuscito a ritagliarmi uno spazio anche per rileggere con piacere il magnifico libro di Crichton "Stato di Paura" di cui ho parlato da qualche parte. È… anche qui… non ci sono parole. Ha una capacità di farti cambiare idea su alcuni argomenti che, davvero… lascia senza parole. Rimango meravigliato sempre, quando lo leggo. Il problema affrontato in questo libro dall’incredibile scrittore americano, è quello della disinformazione. Di come i mezzi di informazione mettano da parte la verità per trasformare i fatti in finzione e tenerci in uno stato di paura, ora per questo, ora per quello. Chi avrebbe mai detto che il famosissimo DDT usato per la lotta agli insetti, in realtà non è veramente cancerogeno? Addirittura in alcuni studi i soggetti hanno ingerito il DDT per due anni senza morire. Lascia perplessi che una sostanza come il DDT, utilissimo per tenere lontani insetti fastidiosi, sia stato eliminato dal commercio, sostituito da sostanze veramente cancerogene che provocano seri problemi alla salute. E che dire del riscaldamento globale? Oramai sono contro ogni santissima notizia giornalistica in merito. Incredibile che anche una persona che legge tanto non si sia accorta che la paura del surriscaldamento è una teoria, non un fatto. Una teoria ancora non provata. Per cui non un fatto. Non ci avevo mai pensato e devo dare merito a questi strumenti mediatici per la loro capacità di mettere in soggezione la gente. Ogni anno le temperature a quanto pare salgono… fa sempre più caldo. Parlo delle mie zone natali, ma il fenomeno in Italia si sente più o meno alla stessa maniera. Vero. Il problema però è che nessuno sa dire con certezza se siamo noi umani la causa di tutto ciò. Gli studiosi ancora non hanno una risposta quindi penso che per quanto riguarda le notizie in TV e sui giornali (proprio ieri sera ne sentivo una su LA7, per quanto riguarda la crisi del Monte Rosa – a quanto pare perde 6 centimetri di ghiaccio al giorno. Subito hanno gridato "al surriscaldamento globale") bisogna andarci cauti. Non abbiamo il diritto di gridare "al lupo" inutilmente. Anche perché non c’è niente di vero. Il nostro pianeta è così dinamico che siamo dei veri e propri idioti (passatemi il termine) a pensare di poter cambiare in un lasso di tempo così breve (si considera sempre la rivoluzione industriale e, di solito, il 1850, come periodo storico per l’inizio di questo fenomeno) il clima planetario. Il clima cambia in base a dinamiche che ci sono ancora sconosciute e forse lo saranno per sempre. Cavoli! Non sappiamo neanche prevedere il tempo meteorologico per una settimana di fila, dovremmo cercare di indovinare cosa accadrà tra 100 anni? Tra 1000 anni? Il clima è un sistema complesso – lo diceva anche Malcolm. Scendiamo dal gradino dell’insolenza e stiamo al nostro posto; divulghiamo il vero, e non facciamo leva sull’ignoranza generale per trasmettere false paure. Le critiche! Sante critiche! Qualcuno accuserà anche Crichton di istigare all’inquinamento diffondendo certe idee, ma non è così. Si può voler il vero circa la questione eppure combattere l’inquinamento, adottare misure di controllo e gestione dei rifiuti, degli scarichi industriali gassosi e liquidi; ci si può applicare per la corretta gestione del territorio… insomma, si può fare molto. Ma non venitemi a dire che il nostro pianeta non ha mai vissuto periodi senza le calotte polari; sarebbe una cosa sbagliata. Chi siamo noi umani, quindi? Penso che la risposta a questa domanda ce la fornisca lo stesso Crichton:

"Ricordiamoci dove viviamo. Viviamo sul terzo pianeta di un sole di media grandezza. Il nostro pianeta ha cinque miliardi di anni e durante tutto questo tempo ha continuato a cambiare costantemente. L’atmosfera attuale della Terra è la terza in ordine di tempo.

La prima atmosfera era composta di Elio e Idrogeno. Si è dissipata in fretta perché il pianeta era molto caldo. Poi quando il pianeta si è raffreddato, eruzioni vulcaniche hanno prodotto una seconda atmosfera fatta di vapore ed anidride carbonica. In seguito, il vapore acqueo si è condensato, formando gli oceani che coprono la maggior parte del nostro pianeta. Poi, intorno a tre miliardi di anni fa, alcuni batteri si sono sviluppati tanto da arrivare a consumare l’anidride carbonica e a produrre un gas altamente tossico: l’Ossigeno. Altri batteri rilasciavano Azoto. La concentrazione atmosferica di questi gas ha cominciato lentamente ad aumentare. Gli organismi che non sono stati in grado di sopravvivere sono morti.

Nel frattempo, le terre emerse galleggiavano su enormi placche tettoniche, unendosi in configurazioni che interferivano con la circolazione delle correnti oceaniche. Per la prima volta ha cominciato a fare freddo. Il primo ghiaccio è comparso due miliardi di anni fa. E per gli ultimi settecentomila anni il nostro pianeta ha attraversato un’era glaciale caratterizzata da avanzate e ritirate del ghiaccio. Nessuno sa esattamente perché ma ogni centomila anni il ghiaccio ricopre il pianeta, con piccole avanzate ogni ventimila anni o giu di li. L’ultima avanzata è stata ventimila anni fa, quindi la prossima è imminente.

E anche oggi, dopo cinque miliardi di anni, il nostro pianeta continua ad essere attivo. Abbiamo cinquecento vulcani ed un’eruzione ogni due settimane. I terremoti si susseguono continuamente: un milione e mezzo l’anno, di cui uno con intensità pari a 5 gradi della scala Richter ogni sei ore, e uno ancor più forte ogni dieci giorni. Ogni tre mesi uno tsunami attraversa l’Oceano Pacifico.

La nostra atmosfera è violenta quanto la terra sottostante. In qualsiasi momento ci sono millecinquecento tempeste elettriche che attraversano il pianeta. Ogni secondo undici fulmini si abbattono sul terreno. Ogni sei ore un tornado attraversa a tutta velocità la superficie terrestre. E ogni quattro giorni una gigantesca tempesta ciclonica di centinaia di chilometri di diametro spazza l’Oceano lasciando dietro di se una scia di devastazione.

Le piccole perfide scimmie che si chiamano esseri umani non possono far altro che correre a nascondersi. Per quelle scimmie credere di poter governare questa atmosfera è un estremo atto di arroganza. Non possono controllare il clima.

La realtà è che scappano dalle tempeste."

Non credo ci sia bisogno di dimostrare il fatto che noi umani siamo arroganti. Basta guardare i telegiornali per rendersene conto. L’ammonimento è quindi diretto non a chi vive nel rispetto dell’ambiente ma a chi, sfruttando l’ambiente, cerca di guadagnare qualcosa a discapito degli altri.

Bella lettura, davvero. Ti apre gli occhi. Ti rende più responsabile. Almeno per chi, come me, ha a cuore l’ambiente.

Poco da dire sul periodo di stage. Solo cinque giorni! A malapena il tempo per capire i meccanismi che son dovuto tornare a casa: costava troppo ai miei sostenermi in un bed&breakfast per un mese. Quindi ho lavorato per circa 50 ore e sono tornato qui, ad annoiarmi. Adesso sto qua, ancora vicino al pc, aspettando che la mamma torni per la cena. Stasera voglio andare a letto quando gli occhi mi si chiudono. Ultimamente non riesco a dormire per via del mio nervosismo. Le voci lontane circa una sorta di gelosia da parte di mia zia a quanto pare sono vere: a quanto pare ho dei parenti che mi parlano alle spalle. La gelosia è amara da vivere – posso dirlo io che stoltamente qualche volta in passato l’ho provata, ma subito soppressa. È triste per me apprendere che un cugino va dicendo in giro che lui è migliore di me, quando io non ho mai detto il contrario. È triste vedere cugini litigare a distanza, sputare veleno gli uni sugli altri. Ma la colpa di tutto ciò a chi è da attribuire? Forse alla persona che fomenta tali gelosie? Non dovrei forse prendere a calci mia zia per tutto il male che sta facendo? Ma cosa posso dirle, in fondo? Oggi è venuta qui a casa e neanche mi ha salutato. Io, dal mio canto, non mi sono spostato dal pc, ma ho notato che neanche mia sorella, che era li vicino a lei, è stata salutata. Che brutta situazione. Quanto vorrei che ognuno pensasse con la sua testa, come faccio io!!! Perché è così tanto difficile? Mio cugino, con il quale ho sempre avuto un bel rapporto, ora non mi saluta, non si ferma qui a casa… senza un motivo. Abbiamo dovuto intuirlo in base a come parla con gli altri! E cosa peggiore, domenica abbiamo il pranzo in onore dei miei nonni, che festeggiano beati loro ben 55 anni di matrimonio, dove ci saranno tutti, figli e nipoti. Salutare, non salutare? Dare confidenza come se niente fosse o non calcolare quelle persone? Devo ammetterlo: la delusione per il comportamento di mio cugino mi spinge a volerlo ignorare apertamente. Cosa devo io a lui, alla fine dei conti? L’ho sempre rispettato, eppure non sono stato ricambiato. Cosa fare adesso? Sto diventando cattivo. Più ci penso, più ne divento convinto: domenica io lo ignorerò e non saluterò nessuno della sua famiglia; in fondo il problema è il loro non il mio. Io sono stato offeso, prendo la nomina di buono a nulla solo perché vado all’università e sono diventato vicedirettore del collegio dove vivo. Solo per questo. Mentre loro continuano a dire che la scuola "è inutile" e, devo proprio dirlo, a farsi prendere in giro dalle persone che stanno li ad ascoltarle – lo so che li prendono in giro visto che l’ultima volta che mio cugino ha affrontato l’argomento, lo hanno zittito a furia di "ma statte zitto e se c’hai sta testa nun te sposà che è meglio". Increscioso. Un comportamento increscioso. Mi vergogno di loro. Come non mai. Se hanno sempre pensato queste cose vuol dire che da loro sono sempre stato preso in giro. Le prese in giro, però, non mi sono mai piaciute. Penso che prima o poi scoppierà la lite ufficiale. Se si permette a rivolgermi la parola domenica non si aspetti un bel tono. Ho sempre rispettato le loro stranezze – sono strani ve lo giuro – eppure non li ho mai allontanati. Adesso è la volta buona che li mando a quel paese. Tutti, indistintamente, perché quando io abbaio, mordo anche. Se voglio fare una cosa la faccio e visto come vengo dipinto da loro potrei anche diventare quello che loro dicono io sia adesso: un montato di testa. E siccome mi stanno toccando su un nervo scoperto – non amo ricoprirmi di gloria, né tantomeno autocelebrarmi per i miei risultati, anzi, sono cose che odio perché appunto possono dare cattive impressioni alla gente intorno a me – posso reagire male. La falsa cortesia di mio padre non mi interessa: quando una persona va avvertita va avvertita, va affrontata. Mi piace parlare in faccia, e non farlo alle spalle, come fanno loro. Serpenti, ecco cosa sono. Sputaveleno a tradimento; non posso aver a che fare con gente del genere. Proprio non se ne parla.

E tra questo e quello sono arrivate le otto e dieci! Cavoli! Penso che questo intervento lo posterò in forum quando tornerò su a Piacenza, anche se è stato scritto, come vedete, qualche giorno prima. Insolito da parte mia, ma la lontananza dagli strumenti abituali con i quali mi sfogo oggi mi ha spinto ad immaginare di avere una connessione Internet e poter pubblicare queste due paroline. Byez.

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