E’ strano come piccoli eventi possano cambiare la vita di un individuo; guardando, come al solito, indietro nella mia vita, oggi ho pensato alla mia vecchia passione per i dinosauri. Dico vecchia passione, perché è veramente vecchia eh! Ricordo ancora oggi, quando calai gli occhi per la prima volta sul volume 1 della mia prima enciclopedia… sembra ieri quando vidi il capitolo sui rettili del passato, sui dinosauri. Me ne innamorai istantaneamente. Fu un colpo di fulmine. La mente volò indietro di milioni di anni, tra le foreste del Giurassico… animali fantastici, forme mai viste in tv, maestose, impareggiabili, gioiello della vita sulla Terra. Ero attratto, come lo fui a lungo anche in seguito, dal mondo perduto. Dal Mesozoico.

Poi l’improvviso incontro, nel 95′ con Jurassic Park. Il film uscì nel ’93, come tutti ben sanno, ma solamente nel ’94 io presi coscienza che la storia del nostro pianeta risale i meandri del tempo di parecchio… quindi ricordo la pubblicità del film in qualche occasione, ma non ricordo di esserne mai stato colpito o incuriosito tanto: in fondo ero un bambino. Poi quando lo vidi per la prima volta, rimasi ad occhi aperti. Tutto nel film, dalla colonna sonora, agli attori, all’atmosfera che si respira, ai paesaggi e infine agli animali, riesce a trasmettere il vero "essere" della Natura incontaminata. Fu uno shock per me. Non avevo mai assistito ad un film per dinosauri, quello fu il primo, ed ero incredulo. Non ero capace di staccare il mio pensiero da esso. Le scene erano nella mia testa, volevo studiare quella natura libera dall’uomo, antica. Antica. Il termine che in seguito fu come un’ossessione; antica è la Terra, antichi sono i dinosauri, antica è la Vita. Antico è il termine da associare al profumo dell’erba, all’umidità dell’aria, al calore della lava, alla puzza della terra umida. Antico è tutto ciò che ci circonda. Un termine affascinante perché richiama alla mente cose che la mente a stento riesce ad immaginare: il ricordo di un passato che non abbiamo vissuto e che oramai è scomparso. Un amore per il passato senza precedenti: come non rimanere affascinati da tale amore?E’ indescrivibile; solo rileggendo quello che ho appena scritto, mi accorgo della mia incapacità nell’essere più esplicito. Una cosa che si prova, che si desidera ardentemente. Per un migliore stato interiore? Ne sono sicuro; mi sento figlio di questa Terra, di questo pianeta, mi sento attaccato a quello che mi circonda, perché sono un prodotto di ciò che mi circonda. Jurassic Park fu la scintilla per un amore sincero, lo ammetto. Un amore smorzato a forza, ahimé. Ma che rimane nelle sue radici, e che sembra essere sempre pronto a venir fuori. Auguro a tutti coloro che avranno la possibilità di studiare Scienze Naturali e diventare poi paleontologi di riuscire nei loro intenti. Anche qui, da noi, in un paese che non offre nessuna possibilità lavorativa. Peccato! Se solo avessi avuto la possibilità di stare sui libri che veramente amo! Cosa ne sarebbe stato di me? Un professionista che ama gli studi, che non sa staccarsi dai libri di testo, che ama saperne di più, che è affascinato dalle notizie… che non si stanca mai! E che sogna, immagina, ipotizza. Che aiuta la diffusione delle conoscenze. La mia febbre per il passato è la stessa condivisa da molte persone; basti guardare il nostro caro Jurassic Park Italia, che riunisce tanti appassionati… tante persone che diventano amiche per una passione lodevole. Gli stessi paleontologi lavorano instancabilmente, per quelli che sono in attività, per svelare gli arcani segreti che circondano certe specie animali di poca conoscenza, estite da tempi così lunghi che a stento la memoria riesce a concepire. E partendo dallo stesso amore per il passato che Crichton ha scritto per tutti noi un romanzo da paura. Un romanzo perfetto. Non so come descriverlo, per le emozioni che suscita, per quanto lascia spaziare l’immaginario, per come… affascina, rapisce, trascina, per quanto fa riflettere.

In un’isola remota, al largo del Costa Rica, un’azienda di ingegneria genetica lavora in febbrile silenzio per portare alla vita dinosauri. Il desiderio di ogni paleontologo, e di ogni sognatore. Un atto poco etico, però. Che non tiene conto della sfida alla Natura che sta lanciando, che si fa beffe delle regole cui sottostà ogni forma di vita. Un atto dettato dalla pura convinzione di poter, con i soldi, sottomettere la Natura; di specularci sopra. I retroscena dell’Hammond romanzesco sono poco nobili, ovviamente, e qualcosa in più è descritta ne "Il Mondo Perduto", dove si annulla un tantino quell’atmosfera di magica realizzazione che si avvertiva mettendo piede nel parco e si fa luce sulla natura industriale che la InGen (l’industria genetica di cui sopra) portava avanti. I retroscena dell’Hammond di Spielberg, quindi quello del film, sono un tantino più nobili, perché il John "spielberghiano" è un sognatore si "potenzialmente pericoloso" – come si afferma nel romanzo – ma diverso.

"No. Questo parco non è stato messo su soltanto per i super ricchi, tutte le persone di questo mondo hanno diritto di godersi questi animali"

A tratti è naturalista, quando si rifiuta di ricorrere alla sospensione della Lisina per ammazzare gli animali pericolosi e salvare la pellaccia delle persone in pericolo. E’ un Hammond diverso, che si fa amare. Famosissima la sua frase: "Benvenuti al Jurassic Park!", che dice tutto, veramente tutto, sul progetto da lui ideato e dalla sua InGen realizzato. E guardando quell’Hammond non si può rimanere indifferenti, perché il suo sogno diventa il nostro sogno.

I dinosauri sono vissuti dal Triassico al Cretaceo, fino a 65 milioni di anni fa, quando, una serie di concause misero fine alla loro esistenza; in 160 milioni di anni di evoluzione le loro forme si differenziarono in centinaia di specie, colonizzando tutte le nicchie ecologiche esistenti. Furono i dominatori del pianeta, e finché vissero, per i mammiferi fu dura; solo l’estinzione di fine Cretaceo mise fine al loro regno. Forme di vita dotate di una propria intelligenza, con proprie organizzazioni sociali, vite solitarie o in branco, metodi di caccia… insomma la stessa ed identica logica che la Natura persegue nelle forme di vita attuali. E ad un tratto un paleontologo di nome Alan Grant se le ritrova di fronte, belle e maestose, veloci e possenti nei loro movimenti, ignare dell’epoca in cui vivono. Il miracolo dell’ingegneria genetica che porta l’uomo allo stesso livello di Dio. La ricerca paleontologica ha sempre messo a disposizione frammenti di materiale genetico proveniente dalle ossa, ma mai prima di allora era stato utile considerare ai fini degli studi quel materiale, troppo frammentario; ecco però che in qualche modo il DNA di alcuni animali era stato trovato si danneggiato, ma in migliori condizioni; via alla miscelazione genetica, ed ecco il DNA intatto. Niente di più facile! Supertecnologie per la crescita degli embrioni, trattamenti embrionali per avere tutti gli animali femmine ed impedirne la riproduzione, innesti di geni particolari per il controllo del metabolismo, ed ecco a voi un dinosauro made by man. In mezzo alla vegetazione tropicale di un’isola sconosciuta dai più esso cresce e si adatta, esplora il mondo, va a caccia, oppure bruca. Tutto sembra funzionare per chi visita il parco, eppure è mera impressione. Perché siamo piccoli esseri di passaggio in un mondo che ha sempre visto l’alternarsi delle specie viventi, e per questo non possiamo minimamente pensare di metterci alla pari del Creatore. Questo è forse segno del fatto che ciò che è stato è stato, e niente può riportare le cose come prima, nemmeno la superscienza. Quindi i dinosauri rimarranno sempre nella nostra immaginazione, nelle nostre teorie e nei nostri sogni. Non potremo mai averli sottocontrollo, come non possiamo controllare niente di veramente complicato. Il Jurassic Park è un sogno irrealizzabile che però ci trascina verso l’amore per quello che c’è stato in passato, prima della venuta dell’uomo. Pur consapevoli di guardare un film di fantascienza però, non riusciamo a sentirci staccati dalla sua visione, perché ci immedesimiamo negli eventi, proprio in virtù del fatto che quello del film vorremmo sia il nostro vero mondo.

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