Mah. Una delle mie convinzioni, e non me la toglierà mai nessuno dalla testa, è la seguente: Hitler e i suoi furono dei porci. Un’altra convinzione che ho e che nessuno mi toglierà è questa: non si deve strumentalizzare il passato per ottenere qualcosa oggi. E’ vero, studiamo la storia per evitare di ricadere negli stessi errori. Niente di più esatto: però dobbiamo anche essere capaci di saper riconoscere la vera discriminazione razziale da quella che invece è un’operazione di censimento della popolazione.
In Italia vi sono tanti di quegli immigrati che la popolazione ha raggiunto quei famosi 60 milioni tanto desiderati da Mussolini: ci fermammo a 57 e rimanemmo piuttosto stabili per mezzo secolo. Oggi siamo ufficialmente 60 milioni… grazie agli extracomunitari. Ora, una cosa è doverosa dirla: non sono razzista. Anzi penso che il razzismo è uno dei peggiori mali che ci siano al mondo. Un’ideologia sbagliata e supportata da prove assurde e prive di qualsivoglia buonsenso. Non sopporto però quando ci si rifà sempre al passato per evitare che alcuni provvedimenti necessari siano oggi applicati. Mi riferisco alla storia delle impronte digitali per il rom, qui da noi. Ma io dico, per avere conoscenza di tutta la popolazione sul territorio non posso avviare un programma di censimento qualsiasi? Mirato al riconoscimento di tutti gli individui al fine di dare gli stessi diritti che abbiamo noi? Perchè parliamo di discriminazione se sottoponiamo solo una parte della popolazione ad un quacosa di ovvio e necessario?
C’è chi dice che questo provvedimento è buono in termini teorici, ma andrebbe sottoposto anche agli italiani… italiani dei quali le istituzioni conoscono gia tutto. A cosa serve una cosa del genere? Perché dovremmo noi sottoporci a tale censimento se di noi si conosce già tutto quanto necessario (e forse troppo)? Si ragiona in termini di giustizia, certo, ma anche di logica: un censimento porta altre spese, non indifferenti… a che pro prendere le impronte digitali di una persona che si conosce benissimo, quando alla fine la parte della popolazione che mi interessa è una minoranza di rom? No… per gli intelligentoni i provvedimenti vanno presi per tutti. Mah… e chi vi capisce. Come a dire che la pensione è regolata da un provvedimento per tutta la popolazione e non solo per gli anziani oltre una certa età… stessa ed identica situazione eh! I provvedimenti per una determinata classe di persone da noi ce ne sono e gli esempi sono tanti. Sapete qual’è il problema? Che qui si tratta di extra-comunitari e la gente grida allo scandalo: se erano italiani quelli che dovevano essere censiti, nessuno parlava di discriminazione.
Cosa facciamo, riprendiamo sempre le vecchie storie del nonno per accusare un provvedimento giusto e a lungo termine per la comunità dei rom in Italia e per lo stesso Stato italiano? La gente grida al razzista quando ascolta certe persone parlare come sto facendo io. Quasi quasi io sia uno dei discendenti di un capo delle SS. O un intollerante. Ma apriamo gli occhi! Si chiede un provvedimento per aver sotto controllo persone delle quali non si sa niente, non si parla di schedarle, come hanno detto alcuni (sempre e comunque spinti dalle loro paure comuniste devo dirla tutta)! "Si, si parte così, poi si passa a schedargli…", si, magari poi da paese estremista li chiudiamo in un campo! La gente è cresciuta in un sistema di paura. Ora lo vedo anche qua, confermato, quel concetto che Crichton ha espresso nel suo romanzo "Stato di Paura"; nei libri di testo delle scuole, nei documentari… è stato eccessivamente infangato quel periodo storico del nostro paese, il più cupo e al tempo stesso uno dei più importanti: il ventennio fascista. Ventennio che stranamente si fa collegare sempre a quelle maledette quanto ingiuste leggi razziali del ’38, emanate in un attimo di follia "imperiale" e voglia di riscatto. Maledetti siano coloro che hanno preso determinati provvedimenti. Sono il primo a riconoscere gli orrori della dittatura italiana, anche se non l’ho vissuta, ma sono anche uno che ama esprimersi in modo obiettivo: non tutto quello che venne fatto fu negativo. Gran parte forse si, ma diamo il merito a chi ha fatto bene. Sembrerà strano, ma c’è stata anche qualche positività in quel ventennio, anche se noi ci tappiamo le orecchie o cambiamo canale quando, qualche volta, ne parlano in tv.
Hitler fu un fanatico, un pazzo, eppure riuscì ad azzerare del tutto la disoccupazione in Germania (lo so, non è possibile portarla allo zero per cento, ma lui ci andò vicino); diede il via a numerose opere di infrastrutture, creò lavoro, una forte economia… questi possono essere visti come i vanti di un pazzo. Ovvio che rappresentano il 99,9999 per cento di tutte le sue azioni, ed il resto non sto a raccontarvelo; riconosciamo all’unanimità che la Germania di quel periodo era demoniaca; e che l’Italia purtroppo la seguiva, seppur in modo alquanto distaccato. Ma riconosciamo anche che durante quei bui periodi qualcosa di positivo ci fu: fu poco, ma ci fu. Significa essere obiettivi. La storia significa questo.
Noi oggi cosa sappiamo delle due dittature? Tutto… e niente. Ignoriamo cosa sia accaduto veramente, quelli prima di noi hanno dato risalto solo agli eventi che facevano loro comodo, hanno infangato ingiustamente la figura di diverse persone, e infangato ulteriormente quella dei cattivi. Manipolazione dell’informazione. Una cosa errata. Non la sopporto neanche per il fin di bene, perché oramai in Italia siamo arrivati al punto che se dico di essere nazionalista convinto, tutti rispondono col dire che sono guerrafondaio. Solo perché dico di voler bene al mio paese. Anni fa c’era un personaggio importante il quale affermava che "il bene dell’individuo deve essere sottomesso al bene della popolazione del paese e con esso gli interessi personali". Quando lessi la frase su di un libro, rimasi allibito, perchè non credevo che quel personaggio potesse dire cosa più giusta: egli era Rosemberg, alta carica nel partito nazista degli anni che furono. Piuttosto che fare di tutta l’erba un fascio io preferisco prendere quel pò di buono che c’è stato anche in periodi neri come il nazismo, e di imparare da quel buono. E’ sbagliato pensarla a questa maniera? C’è gente che a quanto pare dice che è sbagliato. Perché non appena si propone di controllare chi sono quei rom, grida in preda all’isterisi "noooo! Questa è discriminazione!". Allora mi verrebbe da rispondere: "Spero che uno di quelli ti venga a rubare in casa, poi vediamo se non ti va di capire chi è in realtà". Il fatto è che la gente non ci arriva; il provvedimento di Maroni, proposto ma a quanto pare inattuabile, era giusto: perché abbiamo il diritto di sapere chi c’è in quei campi. Ne verranno fuori futuri membri della popolazione italiana (se dobbiamo proprio dagli cittadinanza…) ignoti a noi tutti?
Allora facciamo come fa la controparte! Giochiamo sull’identità di tale persone: ditemi se negargli il diritto di libertà sia una cosa giusta.

Mah.

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