Ultimamente mi sento strano. Forse è la consapevolezza di essere arrivati alla fine di un altro anno accademico. Quando mi volto indietro e guardo quello che ho detto, fatto, pensato, mi viene quasi una tristezza da pianto. Il tempo vola. Come gli Elfi di Kortirion, anche io sono legato al mio mondo in modo maggiore di quando magari faccia capire. Se avessi l’opportunità di lasciare inviariate certe cose, certe situazioni!!! Un potere che forse mi lascerebbe felice per lungo tempo. E pensare che mi madre mi dice sempre di non rimanere legato alle cose terrene, ma di prensare ad altro. Non ci riesco…
E così che vado avanti, con davanti a me un futuro ingnoto sotto molti aspetti (non mi piace pianificare, ma sapere che tra me e il prossimo novembre c’è la nebbia non mi lascia molto felice), e un mucchio di sfide che mi aspettano prima del 20 di luglio. Alla fine di ogni avventura ho sempre l’amaro in bocca, per i bei momenti passati soprattutto: è la consapevolezza che le cose stanno cambiando e che niente sarà più come prima. E’ un pò come quando penso alle grandi tragedie, o quando penso ai grandi cambiamenti del mondo, anche se non li ho vissuti, eppure mi metto nei panni di quelli che le hanno passate e provo a capire come si potessero sentire. Brutte sensazioni: avere la certezza che ciò che ti aspetta non è ciò che hai vissuto fino a quel momento. Nel mio caso specifico il pessimismo è una sorta di difesa, perchè in passato, per quelle poche volte che mi sono dimostrato ottimista, sono andato incontro a certe batoste… quindi diciamo che quando si abbandona una condizione non è che sia tanto felice di cambiare, perchè il futuro lo vedo sempre tetro. Sono fatto così. Se poi le cose si mettono al meglio bene, ma lo ripeto… di solito non si mettono mai al bene. Così passo gli ultimi mesi del terzo anno accademico qui in collegio. Il collegio nel quale vivo oramai da quanto? Tre anni? Si, un altro mese e mezzo appena e saranno tre anni. Il tempo è indomabile, scorre lento ed inesorabile. A volte lo odio. Ha quel senso di perfezione che nessun’altra caratteristica di questo mondo sembra avere. Lui va avanti indipendentemente da cosa si pensi. Anche quando sembra fermo… passa! E’ forse questa una delle sfide della vita? Andare contro il tempo per cercare di passare bei momenti, lottare contro i minuti che ci separano dalla morte per vivere delle sensazioni che poi un giorno, da qualche parte sperduta nel cosmo, potremo ricordare?
Se le cose stanno così, ebbene, la mia vita non ha molti momenti felici e degno di essere ricordati. Quando termineò il mio essere materiale ed andrò davanti a Lui, lo so, mi verranno mostrate tutte le cose che ho fatto in vita, come un film in alta definizione le vedrò scorrere davanti ai miei occhi mentre Lui e le sue Potenze saranno li a guardarmi. Mostrerà i miei peccati, le mie angosce i miei pensieri. E li il tempo si fermerà per permettermi di scorrere anni e anni di vita. E alla fine lo guarderò e Lui non avrà un bel volto, ma sarà deformato dall’ira. Lo immagino spesso. A quel punto spetterà a me decidere cosa fare. Ho già immaginato, data la mia indole e il mio carattere, come potrei comportarmi in quel caso. "Sono umano, di errori ne faccio a bizeffe ogni santo giorno. Non mi pare di essere diverso dagli altri. Ho sofferto e in base alla mia sofferenza mi sono comportato di conseguenza". Ora sto qua, davanti al pc. Un domani che sarò di fronte alla Grande Mente, magari non avrò coraggio di dire ciò, ma almeno le penserò queste cose. E lui mi conosce meglio di chiunque altro, visto che mi guarda e giudica tutti i giorni. Un pò come gli Dei dell’Olimpo giudicavano gli antichi Greci. E allora decreterà il suo giudizio. Quale sentimento, se dovessi non meritarmi il regno dei Cieli? Rassegnazione, ma non risentimento nei confronti di qualcuno. Se invece Lui mi capirà e perdonerà, allora saranno lacrime di gioia.
 
E’ incredibile come a volte riesca a fare dei ragionamenti collegando tra di loro argomenti completamente differenti…
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