Ultimamente questo blog sta diventando un fisso luogo d’appuntamento per le considerazioni finali di gite varie e visite fuori da Piacenza. Ecco che adesso mi accingo a dì du’ parole sul fine settimana passato sul Lago Maggiore, con gentilissima ospitalità di Andrea e della sua famiglia. Cosa possiamo dire? Beh, tanto per cominciare, che mi ha fatto tanto bene una vacanza di questo tipo. E che fino a qualche giorno prima non volevo andarci, perchè volevo stare da solo per un pò. Mah, ora sono convinto di aver fatto la giusta scelta.

Partenza venerdì verso le 4 e mezza del pomeriggio: alle 4 e venti inizia a grandinare come un pazzo per una decina di minuti. Stefano arriva in auto appena possibile e partiamo dal collegio con un quarto d’ora di ritardo: maledetto ritardo. Arrivati in tangenziale ci becchiamo una fila infinita, dovuta all’ora di punta ed arriviamo ad Angera dopo 4 ore dalla partenza… che due balle in auto, al passo d’uomo… brutta esperienza! Arriviamo a casa di Andrea e conosciamo subito la sua simpatica nonna e il simpatico cane, poi la simpatica mamma e il simpatico fratello. Poi anche la simpatica cucina della mamma di Andrea. Abbiamo alloggiato in un appartamento veramente carino e comodo, ristrutturato da poco, vicino al centro del paesino sul lago, e il giorno dopo, mentre Andrea era li a tagliarsi i capelli, io e Ste siamo andati a farci un giretto vicino al lago. Non sono mai stato in vacanza su un lago e devo ammettere che il Lago Maggiore è veramente molto bello e paesaggistico, perchè circondato da monti (e che monti! Altro che gli appennini!). Di sera siamo poi andati in barca finalmente, fino a Sesto Calende, per andare a recuperare gli altri due pezzi – Raffaele e il Mate. La serata l’abbiamo passata fuori con gli amici di Andrea in un localino niente male (mentre la prima sera l’abbiamo passata in un piccolo pub li a Sesto Calende, e non sto a dire quanto abbiamo bevuto…), poi siamo andati a letto per prepararci alla gita del giorno dopo, ossia ieri.

Cavoli, andare in barca è bello, rilassante e divertente. E se si becca il sole anche caldo e da suicidio. Se mi guardate in faccia adesso mi scambiate per non so chi: sono rosso come un pomodoro, lo giuro. Siamo andati a visitare le isole Borromee, veramente molto belle, e poi abbiamo attraccato a Laveno, sulla sponda lombarda, per aspettare il caro Matteo Bacchin. Che si è presentato con un pò di ritardo per il fatto che a Laveno non c’era posto per parcheggiare (in effetti c’era un mucchio di gente in giro). Caro Matteo! Abbiamo parlato del più e del meno in mezz’ora, poi gli altri premevano per andar via: il cielo era sempre coperto e la paura di beccarsi l’acqua era alta… ho salutato il matto, sperando di poterlo incontrare qualche altra volta. Poi siamo tornati ad Angera, stanchi, ma felici ed abbronzati. Il giro in barca era quanto di meglio si potesse sperare, per rianimarmi.

Un pò di tristezza alla fine del soggiorno c’è stata: mi stavo affezionando alla vita del lago, anche se ci sono stato per soli… quanti? Due giorni e mezzo? Anche meno! Eppure mi piacciono queste località così piccole e caratteristiche…

Ora sono qua in collegio, forse finalmente motivato a combinare qualcosa, dopo 28 mesi di lamenti, rabbia, depressione, solitudine voluta e odio aperto per quello che mi circonda. Mettiamoci sui libri. Intanto fuori piove… come al solito.

Byez!

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