Questa parte dell’anno per me è sempre alterna di momenti belli e brutti, caratterizzati da ricordi amari e dolci, in alternanza quasi costante. Ci sono momenti in cui mi piace ricordare le giornate soleggiate che passavo divertendomi con i miei amici, in bici o in giro per il mio paese. E ci sono momenti durante i quali provo amarezza e delusione per quei bei momenti: a volte sono geloso del mio IO passato. Se si potesse avere una macchina del tempo! Quante cose vorrei rivivere!
L’ho detto così tante volte, fino alla noia: il passato non si cancella. Però per definizione, il passato è passato. E’ inutile rimpiangere i bei tempi dell’adolescenza. Ripenso spesso perchè ne sono sempre più convinto: nonostante le mie continue lamentele, dal ’98 al 2003 (lasciamo stare il 2004…) ho passato degli anni bellissimi. E la bellezza di quegli anni stava proprio nelle giornate come quelle che sto vedendo qui. Dopo un inverno passato in casa, mentre fuori piove o nevica (raro, ma ho visto anche la neve in quei cinque anni), una giornata soleggiata, con magari non temperature altissime, è il massimo. Ti vien voglia di togliere le maglie di lana e di prendere la bici, oppure di andare a giocare a pallone con tre matti e passare un pomeriggio così, divertendoti. Insomma, è come una rinascita: le giornate si allungano, le temperature si alzano e cominci a fare un paio di conti: "Cavoli è quasi passato un anno da quando ho visto per la prima volta *******", oppure: "Mamma come passa il tempo, sembra ieri che ho preso 10 in storia con Grassi". Il doposcuola lo passi con la radio a palla fino alle 4 circa, poi cominciano a proporti di uscire, e cedi: abbandoni i libri e vai via da casa, fino al tardo pomeriggio quando il sole tramonta e il freddo si fa risentire. Poi la sera esci, ti lamenti del vento freddo, rimpiangendo il sole e sperando in un domani altrettanto caldo e bello.
E’ il periodo che porta all’ascesa della primavera, quel periodo meraviglioso durante il quale la gente esce di casa per farsi un giretto per il corso (sto parlando del mio paese, non di Piacenza…). Alcuni dei nostri l’hanno definita "la stagione degli amori", in quanto di solito in primavera si innescano i vari inciuci, quelle storie che poi proseguono per tutto il periodo primaverile, magari confermandosi in estate, oppure terminando malamente. E’ il periodo di massima attività sentimentale. E posso dirlo anche io, è vero. Anche io ho passato questa parte dell’anno (primavera + estate ^^) in quelle condizioni. E’ stata, oggi posso dirlo, la più bella primavera!
Poi ci sono gli odori. Il profumo dell’aria. A casa mia a seconda del periodo, c’è un aria con un determinato profumo. Saranno solo sensazioni? Non credo. In autunno l’aria è fredda e inizia a sentirsi l’odore da camino acceso, appena percepibile: ti fa capire che l’inverno è imminente; in inverno, l’odore del camino si intensifica, e a questo si aggiunge poi, nel periodo natalizio, l’odore del cartone dove conservi le statuine del presepe e dove conservi per un anno il tuo caro abete finto; in primavera l’odore più bello: quello che è più una sensazione, l’aria pulita e tiepida che respiri, l’odore degli alberi in fioritura, l’odore dei fiori di malva che tuo padre raccoglie come scorta per preparare quella maledetta bevanda (e che occupano tutto il pavimento della mia mansarda tutte le santissime primavere!!!); in estate nessun odore, tanto è il calore: solo sole accecante.
Amo quindi, la mezza stagione, la primavera, per i due principali motivi che ho elencato: le sensazioni che si provano e i sentimenti che si vivono.
Con il sole primaverile sale la voglia di vivere, in pratica. Ti mette di buon umore, come se qualcuno venga a dirti, dopo una tragedia: "Non ti preoccupare, sarai di nuovo felice!". E in effetti lo diventi. Da parte tua c’è voglia di riparare ai danni fatti, di chiedere scusa la dove si deve chiedere, di non arrendersi di fronte a certi ostacoli, ma rinnovare la sfida per i nostri obiettivi. Ti dici: "Su con la vita, che questo pomeriggio ti diverti e stasera la vedrai per il corso" e la vita ti sembra bella. Sei allegro, perchè non vedi negatività nel tuo mondo, o almeno nella tua vita. Magari a migliorare ulteriormente il tuo umore ci metti anche l’uscita anticipata dalle lezioni e una festa il giorno successivo e sei al top.
 
Oggi, purtroppo devo dire che gran parte delle cose che ho scritto le avverto sempre meno con il passare del tempo. Forse è perchè sono cresciuto, ho superato la soglia del 20 e sono cambiato. Sono qua a Piacenza per 10 mesi all’anno, costantemente sotto pressione per lezioni ed esami, ormai solo un ricordo di come ero allegro e spensierato una volta.
 
Solo un ricordo.
 
Sto a casa d’estate, soffro il caldo sui libri, vedo poche volte gli amici, invidio la vita serale per il corso, che da casa mia a volte sembra lontano 10 km, quasi un altro mondo; penso e ripenso ai miei errori, irriparabili e mi rodo nella rabbia. Poi a colte esco, ma non riesco a trovare la calma interiore, sono sempre giu di corda, specie quando vedo che agli altri va sempre tutto per il verso giusto mentre a me…
E che fare? Provare a non pensare? Praticamente impossibile. Avevo detto che qui a Piacenza sono praticamente guarito dal mio problema (che era un problema nella testa, più che altro), ed è vero. Però quando ti infilano nella testa delle notizie, certi tipi di notizie, non puoi fare a meno di stare li a dire: "Ok, non te ne frega. Oppure si???". E ricordi l’odore primaverile, te che ascolti la radio, immerso nei tuoi pensieri: "Chi sarà mai??" e sondi la mente, i tuoi ricordi. Poi uno squillo del cellulare, sempre vicino a te, specie in certi periodi dell’anno, ti riporta alla realtà…
 
E così torni inquieto. Non credo che una botta definitiva, quella che ti stende per sempre, possa essere positiva, anzi. Mi butterebbe giu in un modo bestiale e definitivo… E’ come avere l’anima danneggiata in un punto e cercare di evitare a tutti i costi di dimenticare quel difetto indotto, per evitare il dolore, di mascherarlo, come ho sempre fatto di fronte agli altri, ma di mascheralo a te: far finta che non esista. A quanto pare ci sto riuscendo ma è mai possibile che una persona che si crede sia normale, debba per forza di cose ricorrere a determinati stratagemmi per vivere in santa pace? Voglio sapere, ma gli altri si comportano come mi comporto io per caso?
Devo aver sbagliato qualcosa, non nella mia vita, ma nel mio modo di essere. Per forza, non ci deve essere spiegazione. Sono fatto male. Boh. Chissà se avrò la forza di andare avanti…

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