Serata noiosa, attenzione. Sto su msn ma non ci sono delle chiacchierate interessanti da fare. Ultimamente msn mi sta annoiando. Non mi ci trovo più bene come una volta. Adesso ci sto poco appresso. Risulto connesso ma il più delle volte solo per bell’apparenza, per restare eventualmente in contatto con qualcuno qui del collegio (senza usare i telefoni..), o con qualche collega di corso per aggiornarmi. Suppongo che durante il mese di febbraio le mie chattate si ridurranno ancora di più per via dei due esami che mi rimangono e per via dei tanti impegni. Impegnato! Ricordo quando a volte in passato mi sono lamentato dei periodi dove non si aveva niente da fare! E adesso che ci sono tante cose da fare ecco che non mi va! Ma che strano che sono. E’ come con il tempo. Forse la vera cosa preziosa della vita di una persona. La vita si misura con il tempo. Il tempo serve per vivere. Quando ti serve non c’è mai. Quando non ne hai bisogno, sembra lento come un bradipo. Strano effetto. Di sicuro provocato dalle nostre impressioni. Quando vogliamo che il tempo passi in fretta, ogni attimo sembra allungarsi, raddoppiare se non triplicare la sua durata. Insopportabile! E se fosse realmente come i nostri sensi avvertono? Se non fosse una semplice impressione? Qualcuno penserà che il tempo è costante e lo si prova con gli strumenti che lo misurano: gli orologi non rallentano la loro attività solo perchè noi proviamo delle sensazioni di questo tipo. E neanche gli altri si muovono al rallenty! Eppure la nostra mente ci dice che qualcosa non va come dovrebbe? O come vorremmo? Qui sta il punto: siamo proiettati verso il futuro e avvertiamo il freno del tempo… quasi a dire: "Fermo là, ndò vai, rispetta le regole". Peccato. Alterare la velocità del tempo sarebbe comodo. Lo si fa per modo di dire quando si riguarda un film gia visto, per saltare le parti noiose o per riguardare sequenze interessanti. Se si potesse fare nella vita reale, alè. Sarebbe il massimo. Un pò come si vede in "Cambia la tua vita con un click". Saltare intere parti della propria vita, con consapevolezza, ovviamente. Il protagonista del film fa tanti errori e cade nella tentazione offerta da una tecnologia potentissima…
Tecnologia. Si, una droga a tutti gli effetti. Non agisce organicamente, ma è negativa per il portafogli, senza dubbio. Basta vedere quante persone spendano capitali interi per oggetti come i cellulari. O raga, i cellulari. Dai, sono dei telefoni. Ok, la videocamera per fare le foto, per personalizzare la rubrica con le fotine degli amici; ok, le suonerie polifoniche; ok il resto però, dai… Io ho un modestissimo telefono con una fotocamera mediocre. Basta. E’ più che sufficiente. Ci sono persone che – ognuno giustamente pensa ai suoi affari e gestisce il patrimonio come meglio crede – si prendono cellulari ogni mese; il nuovo modello, guarda il desaign, che figo, questo ha una fotocamera di 20 milioni di hiperpixel! Con questo posso andare su internet e guardare la tv! E ascoltare la radio! E stare su msn! E fare il caffè! E girare un film! E andare in bagno! E teletrasportarmi! E ascoltare gli mp3! E mixare! E fa anche da coltellino svizzero!
 
 
 
Cioè non è un telefono. Deluso E’ tutto tranne un telefono. Perchè ci ostiniamo a chiamarli cellulari? Ormai non si usano più per fare chiamate!
 
 
I cellulari vanno oggi molto di moda. Un bimbo nasce oggi e domani per festeggiare il suo primo giorno di nascita, riceve il suo primo cellulare. E lo usa. Io a 17 anni non avevo mai usato un cordless e mi meravigliavo quando vedevo che con i cellulari si possono mandare i messaggi! I ragazzi di oggi scrivono con le "k" per risparmiare inchiostro, perchè fa figo, perchè con il cellulare si fa così. Io alla loro età se mi permettevo a scrivere la con la "k" venivo preso per i fondelli. Oggi chi non ha un cellulare a 10 anni è un troglodito. Io a 10 anni pensavo che senza filo neanche la radio funzionasse. Vivevo in un mondo meno contaminato da radiazioni. Oggi siamo così immersi nelle radiazioni che al buio ci illuminiamo come quei pupazzetti che si trovavano una volta nelle patatine, quelli fluorescenti. Tanto per farvi capire!
 
Ma non è solo il cellulare che manipola i nostri modi di vita. La tecnologia comprende tutta una serie di prodotti. Alcuni veramente utili, come quelli casalinghi, altri tanto inutili che proprio ci si chiede perchè esistano. E siamo sempre più succubi della tecnologia. Una volta si poteva dire che il miglior mezzo della società umana per rendersi la vita facile, fosse la stessa civiltà. Per quanto madre del genere umano la Natura, com’è ovvio che sia, ha i suoi lati malvagi. Ricordiamoci che siamo il primo anello della catena alimentare solo per tutta una serie di fortuiti eventi! Oggi non basta più la civiltà per difendersi dalla Natura e rendersi la vita comoda: abbiamo le tecnologie dalla nostra. Vedetele come volete, come frutto estremo e in continua evoluzione della stessa società o come gioco pericoloso: siamo sempre la. Ci serviamo di attrezzi meccanici potenti per abbattere foreste, per modificare a nostro piacimento. Non lo faremmo mai a mano. No! Perchè togliersi il disturbo: siamo intelligenti, abbiamo i mezzi. Ma senza questi ci saremmo mai mossi? Ci serviamo delle tecnologie elettroniche per comandare le sonde intorno al pianeta. Usiamo i pc per fare la spesa e farcela arrivare a casa senza aver mosso altro che il nostro indice della mano sinistra (quello che clicca il tasto sinistro del mouse). Comodità. Sempre maggiore. Comodità a non finire. Questo comporta la tecnologia. Addirittura miniaturizziamo in un solo aggeggio tv, radio, telefono, videocamera, pc e Dio sa cos’altro per evitare di spostarci da un posto all’altro della nostra stessa abitazione!
Sembra positivo detto così. Invece è negativo. E’ il destino di un ragazzo che, seduto ad un divano, guarda la tv dalla mattina alla sera, con la mamma e il papà che gli portano la colazione, il pranzo, la cena. Lui non si muove di li. A lungo andare sarà cieco e obeso. Quello che ci aspetta, secondo me: una civiltà spossata e ignorante, che rovina verso la sua estinzione.
 
Ovviamente ci sono delle speranze che questo non avvenga.

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