Oggi è l’ultimo di ottobre. Halloween, tipica festa nordeuropea e americana, viene festeggiato anche qui in Italia. Non so perchè, poi. Insomma è come se in America cominciano a festeggiare S. Rosalia! Non ha senso. Importiamo troppo della cultura americana noi. Dobbiamo metterci in testa che siamo un popolo mediterraneo con una nostra cultura… non abbiamo bisogno di importare caratteri di altre culture. Comunque, rovistando nella mia fantasmagorica memoria, alla voce 31 ottobre mi viene in mente un evento particolare… una serata passata con un amico, Raffaele. Era la sera del 31 ottobre del 2002. Sembra ieri. Gli altri del nostro gruppo andavano in giro ad una festa se non sbaglio… mi pare fosse una festa. Comunque io e lui non ci andavamo. Avevamo progettato di passare una serata, sfidando il nostro coraggio, nel vecchio edificio dell’ENEL, dove appena un anno prima passavamo i pomeriggi. Questa storia la racconterò magari un’altra volta. Quella sera volevamo tremare di paura. Sembra da scemi, ma noi eravamo convinti di quello che facevamo. In tarda serata ci siamo recati di fronte a sto edificio. Ai suoi tempi – ora l’hanno abbattuto – era circondato da uno spazio aperto, adibito ad erba selvatica e alberelli, tutt’intorno. E a delimitare questo “giardino” vi era un cancello, una sorta di recinto. Un anno prima usavamo un’apertura di questo recinto di ferro (immaginatelo, più che come un recinto, come una rete metallica tra sbarre di sostegno verticali, tutto in ferro) per entrare nello stabile e passare i pomeriggi. Non entravamo da molti mesi in quella costruzione. Ancora avevamo paura di quello che avremmo potuto trovare. I ricordi di quella sera erano ancora vivi nella nostra mente. E per quanto mi riguarda, sono ancora vivi.
Comunque, tornando a quel 31 ottobre… niente… arrivati di fronte al cancello notammo un’oscurità veramente strana. O sembrava strana a noi. Profonda. Sembrava un buio più buio del buio… Il tutto, accompagnato dalla data alquanto poco tranquillizzante (non per halloween, ma per la questione dei morti), ci convinse a non sorpassare il muretto di cemento che sorreggeva il recinto. Anche io ricordo di aver avuto paura dell’oscurità. E’ vero, non si può aver paura di cio che non si conosce… il buio però nasconde cose a volte che neanche puoi immaginare. Quella sera, a quell’ora, li dentro potevano starci persone di poco affidamento (sbaglio se dico drogati?). Fu questo a trattenermi. Ripeto, era così buio che non si vedeva praticamente niente di ciò che era vicino al muro della costruzione… figurarsi al suo interno, dove con molta probabilità l’elettricità era stata tolta (una volta ne approfittavamo tanto di quella elettricità…).
Questo è il ricordo più vivido che ho del 31 ottobre. Poi un’altra cosa che mi viene in mente adesso. Sta dannata festicciola nordeuropea, come ben sapete, “impone” ai partecipanti di andare in giro per le abitazioni a dire “scherzetto o dolcetto?” che tanto mi sa di idiozia… Un 31 ottobre, penso del 2003 ma non sono del tutto sicuro, di sera, ero a studiare a casa. Bussano alla porta… apro e mi ritrovo di fronte due, anzi tre, bagarozzi, vestiti in un modo orrendo con tanto di maschere che pretendevano di impaurire, ma che in realtà facevano pena. Mah. Dico: “Che volete?”. E quelli: “Vuoi il dolcetto o lo scherzetto?”. E io: “Volete i calci o i pugni?”. Ho chiuso loro la porta in faccia. Dieci secondi dopo una carcassa è scoppiata davanti a casa. Non mi sono spaventato, per carità. E neanche arrabbiato. Alla fine erano solo dei bimbi!!!
Però basta co sta festa senza fondamenta! Non bastano tutte le feste che abbiamo??? X°D
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