Sono le 8:25 secondo l’orologio del pc della sala internet… vabbè, è mattina, mi sono svegliato da qualche minuto, ho preso il mio caffè e ho controllato, come al solito, la posta elettrica…  E’ una mattinata come tutte le altre, eppure è la mia ultima di questo A.A. qui in collegio. La cosa non mi fa stare male, ne triste, come al contrario è successo lo scorso anno. Un anno fa ero molto più attaccato a questo collegio, mi par di averlo scritto già. Era vero. Non erano momentanee sensazioni. Era verissimo. Questo secondo anno qui a Piacenza è stato terribile, sotto tutti i punti di vista: universitario, di relazioni con gli altri… insomma, su tutti i livelli. Mi dispiace tanto. Ci tengo a queste cose. Eppure non sento di aver sbagliato niente, io. Saranno stati gli altri? Boh. A questo punto non ci capisco più niente. Delusioni a destra e a sinistra, frasi uscite dalla bocca di persone che consideravo in modo assai differente e che poi si sono rivelate essere delle vere delusioni. A partire dai miei "colleghi" di corso. Quel torto subito poco prima di Natale mi ha rovinato tutto l’anno. Sono ancora arrabbiato per quella presa in giro. Cacchio, non chiedo molto alle persone che mi stanno intorno: sincerità e lealtà. Non sono mica tanto difficile, mi par di capire. Non mi piace odiare la gente, è un qualcosa di squallido, ti rende triste e incacchiato per tutto il tempo. A questo si aggiuge il comportamento dei professori nei nostri confronti (non mi fate parlare ancora delle pene sofferte con Del Re, per favore!!!) e del poco tempo che ho avuto per studiare (in pratica adesso, questa estate, ho tre esami quasi da studiare e non vi dico quanto tempo libero mi godrò…); e non parliamo dell’esito delle elezioni per la rappresentanza al consiglio di facoltà! Nessuno, a parte due o tre, della mia classe mi hanno votato (uffa!!!) e la concorrenza ha usato i soliti metodi "illegali" per vincere. Siamo sinceri e guardiamo in faccia alla realtà: quelle elezioni le hanno vinte loro. Perchè? Perchè nella vita vince chi raggiunge i suoi traguardi, e loro ci sono riusciti alla perfezione, senza contare i metodi assurdi e privi di rispetto nei nostri confronti. Ma nella vita si deve ricorrere a quei giochi talvolta, specie nell’ambito di questo tipo di competizione. Ok, siamo stati noi a non voler usare gli stessi loro metodi, ma alla fine NOI non ci siamo mica abbassati a tale livello di "infamia". Ma a loro non importa, tanto hanno vinto raggiunto il loro obiettivo… Che rabbia nei giorni a seguire… E ancora che rabbia quando ho rovinato il mio bel 28 in impianti, con un misero 24 alla seconda prova scritta, nonostante abbia studiato tanto! Ma la colpa è stata mia, con chi devo prendermela? Con nessuno, per carità. Ero io l’incantato, quel giorno. Ero io quello che ha pensato bene di rispondere "controcorrente" ad una domanda così semplice alla quale anche il più stupido avrebbe risposto correttamente! Cavoli, il prof vedendo quella risposta avrà pensato che neanche il 24 mi meritavo.  Ah, concentrazione. Cara vecchia amica, che ti accompagna nei momenti di lucidità mentale! Pazienza. Non si può mica avere sempre successo nella vita! Anzi, dopo un pò il successo ti annoia. E’ come una gara automobilistica: quando in F1 vinceva sempre la Ferrari, era sempre la solita storia. Io non guardavo più i GP, tanto a cosa serviva? La vita è anche così. Ci vuole un pò di brio!
 
E così sono volati questi… facciamo i conti… 8 mesi?? No, 9 mesi. 9 mesi della mia vita volati, sembra che neanche li abbia vissuti. Un anno schifoso. E non so perchè, ma ho l’impressione che il prossimo sarà lo stesso, se non peggio! Il primo anno da favola, sembrava che andasse tutto alla perfezione… e poi a scendere… Già che l’anno prossimo non ci saranno più delle facce amiche questo mi rende ancora più triste: ieri sera Peppe Nuzzo (Nuzzura, Nuzzoskvy, Von Nuzzen, Nuzzinho, Nuzzos, Nuzò, Nuzzu, come vi pare…) e Vito Nistrio (o Tino Vistrio o Vino Tistrio…scegliete voi) due facce mattacchione del nostro piano, dopo 4 anni di permanenza qui in collegio, se ne sono andate per sempre. L’anno prossimo sceglieranno casa altrove. Siamo tristi, altrochè. Con Vito e Peppe le risate erano gratis. Eppure adesso non ci sono più e Dio solo sa se li rivedremo più come una volta. Ma non sono gli unici a lasciare il collegio. Tanti altri se ne vanno. Che tristezza.
 
Ma, come diceva Malcolm "…la vita vice sempre…". Si va avanti, si cerca di migliorare se stessi. La vita è una corsa ad ostacoli. Ora più grandi, ora più piccoli. Ci sono ostacoli talmente alti che fai prima a girargli intorno che saltarli, ma comunque li si deve superare. Non importa con quale metodo (oddio personalmente preferisco il metodo standard, il salto in alto, che aiuta anche a migliorarti, visto che affronti l’ostacolo direttamente e lo superi con le tue forze XD). Facile a dirlo. Difficile avere la forza di saltare sempre, questo è vero. L’ho imparato andando in palestra, anni fa. Gli allenamenti erano duri, specie i primi tempi, ma avrei mai raggiunto il mio livello se non avessi continuato a crederci? Non penso. Mi sono posto degli obiettivi per migliorare le mie prestazioni. Le prove fisiche di resistenza sono pesantissime. Ti fanno soffrire dentro. Quando penso ai piegamenti che facevamo, mi viene da ridere! A volte giocavamo a resistenza, a chi ne faceva di più. Non immaginate il dolore e lo sforzo, il sangue che sentivo pulsare nelle vene, i muscoli in fiamme per lo sforzo, le braccia e le gambe tremanti, tutto il corpo determinato a fare quello che la mia testa imponeva: arrivare al 300° addominale, oppure raggiungere quota 40 piegamenti consecutivi, oppure ancora studiare i kata superiori dopo due ore e mezzo di stenuante allenamento, o spingere con forza il corpo verso il traguardo nei metri finali di uno scatto in velocità…se ci poniamo degli obiettivi per quanto ambiziosi essi possano apparire ed essere magari nella realtà, dobbiamo raggiungerli. E cercare di accettare i risultati che otteniamo, anche quelli brutti. In effetti io così faccio qui in uni: prendo un voto un tantino basso? Bene, me lo tengo. Evidentemente me lo merito. Anche se ho studiato di più degli altri e sono da 30. Se ho preso 24 un motivo ci deve essere. E quel motivo è del tutto giustificato. Quindi amen. Non si rifiuta. Sarà sbagliato per alcuni, ma io la vedo così. L’ho imparato sempre andando in palestra. Se non riuscivo ad esibirmi in modo soddisfacente, tutto era dovuto a me e solo a me. Gli altri contavano poco.
Infine, come avevo programmato in questi giorni, penso di allenarmi un pò per questa estate. Non so se riesco a fare addominali e il resto, mi servirebbe un luogo chiuso, ma la corsettina mattutina ci vuole. Per forza. Ho bisogno di fiato. I miei "gastrocnemi", i cosiddetti "gemelli" (i polpacci lol ) fremono dalla voglia di gonfiarsi. Penso che davvero una corsettina per le strade di campagna alle 6 del mattino sia la cosa migliore da fare. Sfrutto le salite per l’entrata al mio paese come percorso d’allenamento. Più e più volte. Già mi sembra di sentire il bruciore alle gambe e il respiro pesante, che bello! Mi aiuterà a distrarmi. Ne ho bisogno. A volte basta un semplice allenamento per sfogare tutta la rabbia e le preoccupazioni e scrollarsele di dosso.
 
Con questo vi saluto! Buona estate.
 
Donato
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