Nostalgia. Ti prende e ti porta via. Che tristezza! E’ tanto che non vedo le care strade dove ho trascorso l’infanzia… e voglio tornare al più presto, anche per la mia mammina, che avrà bisogno di aiuto in questo mese, maledizione! E poi, anche, voglio una settimana o più, di vacanza. Una settimana di spensieratezza, visto che stando qui a contatto con la vita del collegio, anche non studiando comunque si soffre. Si sta depressi, in un ambiente così calato nella vita universitaria, che non studiare ti porta comunque stress. E penso, dopo due anni… voglia di prendere più aria. Di cambiare posto. Di godermi qualche momento per me. Ci vuole. Non so come ho fatto a resistere tanto tempo. E poi voglia di rivedere alcune persone. Oltre ai familiari. Gli amici. E divertirmi come ai vecchi tempi. E’ inutile, per quanto uno possa desiderare di fuggire dal suo paese, non può mai rinunciare alle strade dove è cresciuto, alle persone con le quali ha passato tanti anni.
La decisione è venuta guardando le foto di quella famosa gita alla diga del Rendina. O meglio, quellE famosE gitE. Avevo dimenticato che andammo diverse volte in bici a pescare. E riguardare quelle foto… mi ha fatto venire voglia di guardare i lineamenti del Vulture – casa mia – le colline, i campi… la “mia” stanzetta con tanto di stereo per i momenti di MUZIK a palla (ne saranno tanti), il corso, con le persone – i miei compaesani – che passeggiano tranquilli, il caldo… si, devo dirlo… le litigate con mio padre… e con mia sorella… i film… tutto, insomma. Tutto. Voglio tornare a casa. Presto. Per cui non vedo l’ora che arrivi questo lunedì, così da togliermi l’esame di microbiologia, e andare via tranquillo. Non mi interessa quanti esami ho da preparare. Se devo studiare lo voglio fare altrove. Non spegnerò il cellulare, ma sarò comunque incontattabile. Userò la mia terza scheda quest’estate. Non voglio sentire parlare di Uni o di collegio per almeno due mesi. E non mi pento. Minimamente. Al momento della partenza prenderò la mia scheda e constaterò se qualcuno mi ha cercato. Già so che saranno in pochi quelli che mi cercheranno. Tale il destino di una persona che si affeziona troppo agli altri. Ma non mi importa. Devo ricordare che le amicizie nella stragrande maggioranza dei casi si risolvono in un rapporto di mera convenienza bilaterale. Ok, non sempre bilaterale. E’ come un fenomeno di parassitismo: vivere sulle spalle degli altri, oppure usare gli altri. Rari sono i casi di amicizia sincera.
Quindi, contro tutte le aspettative, non riesco a dare tutti gli esami di questo quadrimestre. Io che speravo di portarne solo due a settembre. Mi sa che avrò un bel pò da fare questo agosto. E mando all’aria la partenza anticipata per Piacenza, che volevo fissare per gli inizi di settembre e che, invece, sarà spostata alla fine di settembre, come l’anno scorso.
Spero solo di passare una bella estate, come ho avuto l’occasione di passare una bella Pasqua. Dello stesso umore. Magari più forte: ho l’impressione (come lo scorso anno) di dovermi trovare a che fare con questioni di carattere sentimentale. Ancora una volta.
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