Oggi pomeriggio compito di impianti, la seconda parte di questo esame da dieci crediti!  Certo che mi sono impegnato, quindi non ci dovrebbero essere dubbi sulla mia promozione, anche avendo preso alla prima prova un bel 28 tondo tondo. Ma il problema che si pone adesso è: che voto sei pronto a prenderti oggi? Un 20? Un altro 28? Quale sennò? Non lo so. Ultimamente non riesco a sentirgli gli esami. Non so come mai. Non riesco a dire: ok, sono preparato, in quanto non penso mai di avere avuto a mia disposizione il tempo necessario per studiarli come piace a me. Purtroppo è così: le cose che tu piacciono sei costretto a studiarle in un tempo relativamente breve, non puoi approfondirle come ti piacerebbe fare. Niente. Se avessi avuto il libro di microbiologia e la consapevolezza di avere tutto il tempo di questo mondo per potermi istruire sull’argomento, in meno di un mese avrei gia letto tutto il libro e studiato gran parte di esso, con passione ed interesse: l’uni invece mi impone dei ritmi frenetici, per stare al passo con gli esami bisogna, per me, studiare come una macchina, acquisire informazioni che prima o poi dimenticherò in quanto buttate a forza nella testa: così non imparo niente. ^^ pensate che adesso mi ritrovo a studiare analitica e microbiologia in meno di un mese, nella speranza di fare un buon lavoro: per micro vorrei prendere 30. Ma penso di non riuscire nell’impresa. Avessi avuto un pò di tempo per studiarla come Dio stesso la conosce! Quanti aspetti avrei approfondito, quanto avrei compreso di più sulle teorie evoluzionistiche! MA niente. Niente. Mi ritrovo a studiarla come viene. Per passare un esame ed avere i crediti necessari a rimanere qui ^^ E’ ingiusto. La formula della 3+2 non è giusta nei miei confronti. Parlo per me, ovviamente. Gli altri studiassero quanto vogliono e come vogliono, io sono qui per imparare. Dopo ogni esame devo essere in grado di saper discutere una determinata materia ed essere conoscente non dico di tutto, ma di almeno il 90% del programma.
 
Adesso vi porto un esempio facile facile: vorrei acquistare "The dinosauria second edition". Sono quasi sicuro di volerlo prendere. I soldi alla fine non mi mancano. Devo solo definire gli ultimi particolari e una volta incassati i 120 euri è fatta. Se questa estate la porto giu con me, in meno di un mese lo finisco (e il libro è in inglese, fatevi du conti!): c’è voglia di leggerla e consapevolezza di non dover affrontare un esame per sapere quello che c’è scritto. Altrimenti con la formula della 3+2 avrei avuto solo il tempo di sapere cosa vi era scritto in generale, per superare un esame. E questo per una persona che si sta formando, non è bello. Non dico che magari uno di un libro di testo universitario non deve sapere tutto: praticamente manca il tempo, questo sto cercando di dire. Manca il tempo. E questo è grave. Soprattutto manca il tempo per me, che deve "correre" per finire gli esami e raggiungere quei crediti che gli permettono di rimanere a galla in questo collegio e, di conseguenza, qui a Piacenza. Mi sono detto più volte che se non ce la faccio con i crediti, mi ritiro. E non scherzo. Non devo gravare sulle spalle della mia famiglia più di quanto non stia facendo. Sarebbe approfittare e a me non piace: non rientra nel mio carattere approfittare.
 
Oggi facciamo Impianti. Devo passarlo, la posta in gioco è troppo alta. Poi faccio come i tifosi del Deportivo la Coruna nel quarto di finale di ritorno contro il Milan, nel 2004: prego di rimontare una situazione disastrosa e ce la metto tutta, promettendo nello stesso tempo un pellegrinaggio al santuario (quale? Boh!) in segno di ringraziamento. Oltre a questo non posso fare. Devo fare i conti con una stanchezza che l’anno scorso non c’era e che quest’anno mi ha penalizzato tanto, nonostante l’eccellente voto in biochimica. E in estate ho altro da studiare, due esami questa volta. Si prevede un periodo buio buio.
Spero di avere la forza per fare tutto.
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