Stesso discorso fatto per "Il signore degli anelli": vedi il titolo di un film e non ti rendi conto della sua grandezza fin quando non ne "assaggi" un pezzo: ormai ho capito di essere fatto così. 300 è forse il film più bello di quest’anno. E credo che alla fine chiunque debba vederlo per il MESSAGGIO che lo stesso film contiene. Smettiamola di dare stupide critiche, di ammonire la violenza che mostra, di lamentarci sulle teste mozzate, di criticare l’aspetto degli Immortali e di trovare dei difetti di coerenza storica. Ragazzi, il film è tratto dalla grafic novel di Miller, mica dal libro di storia delle scuole superiori! E godiamoci un film in pace, anzi cerchiamo di andare oltre quello che è il semplice impatto visivo. Scoviamo il messaggio, che qui è tanto chiaro e lampante come la luce del sole che in alcune sequenze illumina la scena, le Termopili, angusto corridoio "dove i numeri di Serse non contano niente". Questo è 300. Puro e semplice racconto di come anche pochi uomini possono opporsi a tanti e resistere, storia di come vale la pena perdere la vita per la difesa di qualcosa alla quale si tiene: la LIBERTA’, la PATRIA. Un pò il messaggio de Il Signore Degli Anelli forzato: li si capta l’attaccamento alla terra, si, ma anche un altro sottile messaggio: anche le persone più piccole possono cambiare il corso degli eventi (gli hobbit in quel caso influenzarono i Consigli dei Grandi, ricordiamolo sempre). E possono combattere per quello che amano, in quanto ne hanno diritto. Prendete questo messaggio, amplificatelo e inseritelo in una realtà maggiore, in un’epoca in cui le città greche ancora erano città-stato ed erano minacciate da un nemico comune, l’Est, l’Impero Persiano, guidato da quello che si faceva chiamare DIO-RE e che tanto divino poi non era. Guardate 300 pensando al valore degli spartani, soppesando le loro battute, il loro comportamento, il loro coraggio di fronte ad un avversario che era di tante volte superiore numericamente. E capirete il perchè questo film colpisce molta gente. Sarà stato davvero così sprezzante della vita il vero Re Leonida, in quel lontano agosto del 480 a.C.??? Non lo sappiamo con certezza, ma a quanto pare si, secondo la testimonianza di autori come Erodoto, che tanto lo hanno ammirato – a lui e ai suoi 300 prodi.
Cosa fareste se qualcuno viene sulla soglia di casa vostra, mostrando a tutti le teste dei re nemici caduti in battaglia, minacciando la distruzione della vostra patria? Beh, come minimo voi ammazzate lo stesso messaggero per quanto poco civile possa sembrare la cosa. Leonida avvisa il messaggero persiano e poi mette in atto le sue parole. E alle parole piene di paura dello stesso messaggero (stoldo per la spavalderia che ha mostrato): "Questa è blasfemia, questa è pazzia!", lui semplicemente risponde in credulo: "Pazzia?!?" e poi gli grida in faccia, carico di attaccamento verso la sua patria, della quale rappresenta la guida:
 
"QUESTA E’ SPARTA!!!"
 
Cosa trovate di sbagliato in una risposta di questo tipo? Io niente. Anzi.
Lo spirito guerriero degli spartani assicura loro il primato nelle battaglie sulla terra ferma, cosa che si ripeterà in seguito con le battaglie tra le poleis greche, quella che sancirà il declino della Grecia antica e l’inizio dell’egemonia macedone. Partorisce così l’idea di deviare le armate di Serse, prossime allo sbarco, nello stretto passo delle Termopili, tra i monti e il mare: scelta tanto furba quanto azzeccata. La distinzione tra i soldati spartani e gli uomini di Serse è solo una: la preparazione militare. E a prova di questo un incontro a mio avviso SIGNIFICATIVO. Quello tra gli spartani in marcia verso nord e i greci "volontari" (non ho ancora capito da quale città provenissero ma non sono focesi: forse sono tespiani), dove questi altri greci, peggio armati e, lo si dice in seguito, più addestrati alle mischie che alla guerra, si lamentano dell’esiguo numero di spartani in marcia. Leonida da a questo punto un avviso, a loro e a chi guarda il film: ci mostra chi sono i suoi 300. Dopo aver costatato e dimostrato che di fronte a lui ha degli alleati i quali altro non sono che un insieme di civili vesititi da soldati con scudi e spade, si gira verso i suoi e grida: "Spartani, qual’è il vostro mestiere??". E la risposta riempie la valle:
 
"AHU AHU AHU"
 
Non rimane altro che la battuta finale: "Visto caro amico? Ho portato molti più soldati di te".
E’ lo spirito guerriero degli spartani che può portare la Grecia alla vittoria in questa battaglia gloriosa. E la superiorità numerica non conterà niente alle Termopili. All’inizio della battaglia, dopo aver innalzato il muro di deviazione e incanalato i persiani nel passo angusto, ecco che parte la prima carica nemica: formazioni da battaglia. E in massa, fuori dai ranghi ragionevoli per qualsiasi esercito con una certa tattica, centinaia e centinaia di uomini si riversano sugli spartani, ignari della forza della loro falange, del tutto inconsapevoli che spingere i difensori del passo nello stesso passo sia la propriarovina. E inizia il massacro. E dopo il massacro il DIO-RE si abbassa ad un livello di vigliaccheria estrema: spedisce sui greci tante di quelle frecce da oscurare il Sole. Sembra il crepuscolo. Le frecce cadono con velocità e violenza al suolo, ma si infrangono sugli scudi spartani, mentre questi, al di sotto di essi, RIDONO. RIDONO. A loro soldati questa tattica fa ridere. Cavalleria, Immortali, Rinoceronti, Elefanti, polvere da sparo: Serse manda di tutto su Leonida e i suoi, ma i generali al suo comando non sono capaci di infrangere il muro dei valorosi 300. E non torna uomo vivo al campo persiano. Assistiamo ad una carneficina.
Ma è questa la guerra, no? Cosa vi aspettavate? Battaglie come quelle dei film di 30 anni fa che, con tutto il rispetto, non mostravano sangue? No. Qui volano gambe e braccia. Gole aperte, fiumi di sangue, morti accatastati a formare muri. Questa era la guerra.
La resistenza spartana finisce quando, come solito per gli uomini, tra le file serpeggia il tradimento. Ed è il tradimento a porre fine ai giochi. Noi spettatori ci siamo deliziati con le acrobazie e con la forza e l’agilità di Leonida. Adesso ne vediamo la fine.
Già al primo giorno Serse aveva consigliato la resa al re greco, ordinandogli di inchinarsi e riconoscerlo come suo RE. Ma Leonida non si inginocchia ad un Tiranno. Lui non vuole sottomettersi ad uno straniero, venuto per dominare e rendere schiavi tutti. Lui combatte anche sapendo di poter morire. Sa di morire, ma continua a combattere: la soddisfazione all’invasore non la darà mai. E’ questo Leonida. Un uomo che non si arrende mai. E questo è il risultato dell’educazione che Sparta gli ha dato. E avvisa il suo nemico: "Quando questa battaglia finirà il mondo saprà che pochi si sono opposti a molti […] e che anche un DIO-RE può sanguinare".
Accerchiati da migliaia di nemici, chiusi in una sola formazione coperta di scudi i nostri 300 sono arrivati al capolinea. Solo Leonida è fuori formazione, erto davanti alle armate che si avvicinano: ascolta il messaggio di Serse. "Stupido", potremmo pensare, quando ascoltiamo il messaggero parlare. "Le solite proposte fatte precedentemente, sempre a Leonida. Forse Serse non ha capito". Gloria, potenza, ricchezza: quello che ogni re o ogni uomo brama. Ma Leonida rimane impassibile. L’elmo lo soffoca; lo scudo è pesante. Lascia cadere la lancia a terra. E si inginocchia di fronte al DIO-RE, il quale si gode il momento: ha trionfato, anche il prode Leonida si è inginocchiato a lui. Ma il Re spartano ha in se una confusione di sentimenti: odio e tristezza e voglia di morire per la patria. E all’improvviso, ad un suo semplice ordine, la formazione di scudi si apre, il messaggero è ammazzato e Serse da ordine di trucidare tutti. Pioggia di frecce e lance cade sui greci. Leonida afferra la lancia che poco prima aveva lasciato a terra. L’elmo gli limitava la visuale, lo scudo era pesante e il suo obiettivo era lontano. Il lancio è diretto verso Serse, sta per raggiungerlo. A poco servono le frecce spedite contro i greci, la lancia è in volo. E sta per colpire. Sfiora la guancia del DIO-RE, strappa i piercing, fa volare sangue…e il DIO-RE è ferito. Una cicatrice che difficilmente dimenticherà. Perchè Leonida glielo aveva detto; perchè non si è inchinato alla sua autorità, pur essendo stato ucciso. Perchè ha preferito la morte ad una esistenza sotto il suo potere. Perchè è morto per la LIBERTA’.
 
Questo è il film. Vi sembra qualcosa degno di critica? Non penso. Non credo. Mostrare un eroe – 300 eroi – che combattono per la difesa della patria non mi sembra poi tanto osceno. E il mio voto per il film sale a 10/10.
Bellissimo. Ti coinvolge. Ti fa stare male quando, alla fine, gli eroi muoiono per la cosa in cui credono di più. Ma ti insegna una cosa: SEGUI I TUOI PRINCIPI E NON ABBASSARTI MAI A COMPROMESSI CHE POSSANO MINACCIARE IL TUO MONDO.
Che questo messaggio sia compreso da tutti.
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