Ecco il momento che aspettavo da tanto tempo; oggi, signore e signori, ragazzi e ragazze, gnari e carusi…
 
oggi ho superato l’esame di biochimica
 
Ma la storia è lunga da raccontare.
Vi avevo lasciato con la cara preghiera al Massimo Creatore, per il quale noi oggi studiamo Biochimica; e a quanto pare il Massimo Creatore mi ha sentito e ha messo una buona parola sul mio esame…
No, parlando seriamente, in questo voto vedo qualcosa come un segno del destino, così come nel voto di matematica (un misero 24… ma l’onore l’ho avuto prendendo 30 allo scritto). Un segno del destino o un segno divino. Ovvio che io nei periodi di difficoltà tiro fuori tutto quello che posso in quanto ho la forza di farlo. Anche se il prof oggi non mi ha chiesto niente del resto del programma. Questo mi è servito per capire che alla fine lassù c’è qualcuno che mi vuole davvero bene.
La giornata inizia con i migliori propositi e l’intenzione di superare questo esame, anche a costo di dover fare le capriole in aria, invece di parlare di biochimica!!! Mi alzo alle sei, come da programma: ieri sera ero troppo stanco per poter continuare a parlare di DNA ed RNA. Il cellulare, la mia sveglia fedele, suona alle sei in punto, puntuale peggio della morte (  ). Sono stufo. La notte passa così velocemente!!! Uffa! E va bene, alziamoci. Mi siedo sul letto, guardo la scrivania… mamma quanti libri di biochimica da spostare, mamma quanti fogli da riordinare, mamma che sonno, ma chi me la fa fare!!! Eppure, con la forza della disperazione, mi alzo. Mi vesto, mi sveglio del tutto (lavo faccia ben benino con acqua fredda… così anche se traumatico il risveglio è un risveglio con i fiocchi!!!). Mi siedo: ho di fronte l’obiettivo della mattinata: ripassare la sintesi dei lipidi (di tutti i tipi principali di lipidi!!!). Mah, ostacolo non insormontabile, visto che l’argomento è stato oggetto dei miei più accaniti studi durante tutto il periodo post Natale. Ma scopro che ancora non ci sono con la testa. Non riesco ad immagazinare informazioni. Sono i risultati di una testa stanca. Cacchio… pensate che io "non stacco la testa dai libri" (cioè non mi prendo una vacanza) dall’ottobre 2005: un bel record per me la vita universitaria!!! Allora mi concentro di più… nella mia testa le idee e gli spunti si addensano… è sempre più confusione… oh Dio!!! Cosa succede al MalonilCoA???  Non ricordo: e siamo ancora all’inizio!! Menomale! Non oso immaginare come arrivo a studiare tra un’ora… "No", mi dico. "Sforzati: quali sono gli obiettivi dello studio? Beh, innanzitutto capire quello che ce sta sui libri, ovvio. E su questo ti devi concentrare. Allora adesso leggi con attenzione dal libro e assimila, incorpora informazioni". Ormai quando studio di questi tempi l’unico modo che ho per imparare è questo: sforzarmi di stare sui libri a comprendere, non ripetere ad oltranza fin quando hai il cervello fuso e pensi di aver capito. No!!! No, caro mio. Qui si impara. Si impara a comprendere (mi scuso per il gioco di parole…) il funzionamento della Natura… all’interno della quale vivi e della quale sei parte… Quindi se davvero ami la Natura (e io la amo) devi stare sul libro fin quando non hai completamente compreso che il MalonilCoA condensa una molecola di AcetilCoA, per dare AcetoacetilCoA!!!
Così alla fine, nel giro di un’oretta, sono riuscito a ripassare quello che dovevo ripassare. Come al solito, l’ora rimanente l’ho dedicata ad attività extra: internet. Sempre ringraziando quella sorte benefica nei miei confronti, ho acceso il mio caro pc TOSHIBA, ho attivato il Wi-Fi e via per una navigata nella rete, il WEB!!! Scrivo sul mio blog, ragiono su quello che i miei amici scrivono sul forum di JP, e pian pianino arriva l’ora di andare a fare colazione. Mi giro verso la finestra… e cosa non vedo??? La biancheria che dovevo piegare la sera prima, tutta bella chiusa in un sacchetto, che aspetta ancora (poverina…) di essere messa al posto. Secondo voi l’ho mai rimessa a posto?
Si va fuori dalla camera, si sente la voglia di prendere un pò di aria: quasi mi sento bene a staccare la vista dalla copertina del libro di biochimica… Scendo giu in portineria, salgo le scale per la mensa… mi faccio un giro per trovare il Raffo, ma vedo che non c’è da nessuna parte. Con la testa ancora confusa (nonostante fossi giu dal letto da almeno due ore, avevo un sonno: quando sbadigliavo mi servivo di entrambe le mani per coprire la cavità boccale, enorme, tra l’altro…), mi siedo in attesa dell’apertura della mensa. E dopo qualche minuto eccomi accontentato. Ma che bello!!!
Bella colazione con tanto di latte e caffè, e cioccolato (come i Pocket Coffe… quelli che ti danno carica ed energia per affrontare le giornate pesanti…). Torno in camera, prendo un foglio bianco, il libretto – mamma mia è giunta l’ora – indosso il cappotto, prendo le chiavi ed esco di camera. Mi avvio in sala internet stampo lo statino ("Chissà se lo firmo oggi o se lo uso in un altro modo sto pezzo di carta!!!"), e scendo per affrontare la prova finale, al termine della quale solo uno dei due uscirà vincitore… (sembra il racconto di uno scontro tra titani…): io o la biochimica.
E’ difficile spiegare come sono stato durante tutta la giornata fino al momento finale di questa serie di eventi: alcuni dei miei compagni di corso mi hanno chiesto se l’aria che avevo era abbattuta, rassegnata, o indifferente. Vi giuro che non so come facevo a stare con una sorta di pessimismo accompagnato da una sorta di tranquillità. Mentre gli studenti della biennale (lode a loro: ho visto una tesina da 32, altro che 30!!!) presentavano i loro lavori, io me ne stavo in disparte, cercando di ricordare la formula del Mevalonato, e quella dell’Isopentenil pirofosfato. Robe inutili. Ma era tanto per vedere se le ricordavo in qualche modo. 
Il prof decise di dar precedenza agli studenti della biennale e non a quelli della triennale. Ma al termine del secondo esame capii che il tempo che stavo perdendo lo potevo utilizzare in altro modo. Tornai in camera (e per questo non assistetti al lavoro del mio amico Marco, il quale, lo seppi più tardi da lui stesso, aveva passato l’esame con un bel 31 – ma non ditelo a nessuno, credo che non voglia fare pubblicità, non a torto!!!). Studia e ristudia… ripassa e ripeti, concentrati su quella che è la logicità di un processo, cerca di comprenderne degli aspetti che magari il prof non ha citato (con i quali potresti fare una bella figura, magari!!!)… uffa! Alla fine lo so, la seconda parte del programma di biochimica la conosco meglio di quanto non conosca le battute di "Welcome" di M@D, però… una ripassatina finale non fa mai male.
Alla fine decisi che era abbastanza: lo stomaco cominciava a digerire se stesso, quindi decisi di andare a consumare il mio bel pranzetto, con i miei amici e di pensare dopo all’esame: a stomaco pieno ragiono molto meglio. All’una e mezza ritorno in camera. Oh, io devo presentare la tesina a sto qua, quindi accendo il pc, apro il file Power Point "Ribulosio 1,5 bisfosfato carbossilasi ossigenasi" e comincio a simulare la presentazione dell’argomento ad una classe di alunni (mi… che figo!!!). Presentazione di mezz’ora circa: parole semplici, discorsi complicati (solo per intenditori…): alle due sono pronto per affrontare, si spera il prima possibile, questo dannato esame. Sembrava che il tempo non scorresse abbastanza velocemente.
Torno in aula, saluto il caro Sergio S.p.a. di passaggio da quelle parti, e via… riprendo la mia postazione, in disparte e attendo gli altri due esami prima del mio. Non mi dilungo sulle tesine: belle, complete, frutto di un lavoro invidiabile e di ricerche approfondite (non quelle su internet… li non ci si trova niente: ricerche nel vero senso della parola, quelle che mi piacciono tanto, sui libri!!!). Il mio lavoro al contrario sembrava una cosetta da nulla. Ed ecco che termina l’esame della ragazza che mi precedeva.
Bene… il momento è arrivato. Tiro fuori la chiavetta, la passo al professore che la carica sul pc e via si parte. Modalità presentazione a tutto schermo. L’aula si fa buia; di fronte a me poche persone – i miei pochi compagni di corso; da un lato il professore e la sua assistente. Un piccolo tremolio iniziale nella voce: "Professore posso iniziare?". "Quando vuole Lei", risponde, senza guardarmi negli occhi. "Bene… buon pomeriggio a tutti, mi presento, anche se la gran parte di voi mi conosce di già, sono Donato Colangelo, studente del secondo anno di Scienze e tecnologie alimentari a Piacenza… e sono qui per parlare un pò della Ribulosio 1,5 bisfosfato carbossilasi ossigenasi, enzima tanto diffuso in Natura, quanto importante per la vita…". Forse questa serie di parole non le dimenticherò mai.
Ho parlato per circa (penso…) dieci minuti o poco più. Quando feci presente al prof che avevo finito, quello mi guardò. Mi chiese di chiarirgli (cosa che aveva fatto con tutti in pratica) un punto che gli era poco chiaro. Era il discorso dell’attività specifica della CO2 marcata con il Carbonio 14. Chiesi scusa, era un aspetto che avevo fatto ma che avevo dimenticato di spiegare. Il prof sembrava di buon umore. Sorrise. Poi mi chiese qualcosa sul Carbonio 14 ancora. Era una richiesta che non avrei mai scommesso sentirmi fare. Nel mio discorsetto sull’uso del Carbonio radioattivo per la comprensione del processo di incorporazione dell’anidride carbonica (onore a Calvin che condusse le sperimentazioni in merito su alghe Chlorella), per caso dissi che il Carbonio 14 è utilizzato anche nei metodi di datazione di resti organici fossili, come il ritrovamento di resti fossili appartenenti ad un ominide. Siamo chiari. Questo isotopo del Carbonio ha un tempo di dimezzamento di 5000 anni; ce ne sono di altri che hanno un tempo di dimezzamento maggiore. Il prof voleva sapere se io conoscevo come veniva sfruttato il metodo di decadimento del Carbonio in questione. "Da perfetto ignorante quale sono nella materia", risposi, "so solo che questo isotopo è utilizzato per le datazioni di resti organici antichi e di fossili". Di qui lui poi partì a spiegare tutto il resto. Devo dire che mi lasciò sorpreso. Certo durante la sua spiegazione intervenni, precisando alcuni dettagli, che non sto qui a riportare. Dopodichè mi lasciò andare. Come aveva fatto per gli altri prima di me, uscì con la sua segretaria fuori dall’aula.
Rientrarono presto. A quanto pareva il prof era davvero di buon umore: sorrideva ancora!!! Il tempo di trovare gli scritti da me superati, e di farne la media che il prof mi chiama: "Colangelo venga, venga…". Mi avvicino alla cattedra, mentre lui mi dice: "La media è 25, l’accetta?". L’assistente gli stava passando il foglio. A quel punto dissi che l’accettavo indubbiamente. Dicevo il vero. Superare biochimica è stato il target primario fino a questo punto dell’anno. E ce l’avevo fatta. Ma, mentre pensavo questo… mi dissi: "Allora la tesina non l’ha valutata; ha fatto solo la media degli scritti!!! Mah… strano". Mentre il prof cominiciava a compilare il foglio dello statino… mi disse: "Certo che Lei dev’essere ambizioso, sa??? Cosa succede se le metto 30 e lode, aggiungendola agli altri che a quanto pare ha collezionato?".
La domanda che ronza in testa a questo punto è: "Ma quando ha visto il libretto???".
E le altre domande sono: "Come posso io prendere 30 e lode?". "Ma è impazzito??"
E se alla prima non ho trovato risposta, alla seconda ho trovato un bel valido motivo.
"Professore – dissi – sa che facendo così mi mette nei guai?".
"Perchè?".
"Beh… un 30 e lode in biochimica è più pesante di tutto il programma di biochimica stesso".
"Lo so. Adesso deve vivere ai livelli di questo", mi risponde con un mezzo sorriso in bocca, indicando con il dito il voto scritto a cifre e a lettere sullo statino. "Complimenti per la presentazione è stata davvero fatta bene. E ho notato che dietro al suo discorso si nascondeva un certo livello di preparazione". Ecco perchè ho avuto 31! Sono stato in qualche modo ripagato di tutti gli sforzi tesi alla comprensione della materia, nonostante le mezze delusioni delle prove intermedie. Ce l’ho fatta. Ci sono riuscito. Ho passato l’ostacolo più grande alla prima occasione e questo, per il momento, non può rendermi più felice.
 
 

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