Certo che quando mi accadono delle cose strane, sono davvero, ma davvero strane!
Mi sono accorto solo stamattina di tutto quanto. E ci sono rimasto davvero male, in un certo senso.
Ieri sera ero molto stanco. Molto. Sono andato a dormire prestissimo. Erano forse le undici. Mi metto a letto e dopo due minuti sento il mio vicino di stanza uscire; chiude la sua porta, fa due passi e bussa alla mia porta. Non rispondo ne mi alzo. Ero stanchissimo, e gli occhi mi si chiudevano soli. Lui vede che non rispondo e va via. Pensai che stava scendendo in consulta, per passare un pò di tempo di fronte ai computer, cosa che fa tutte le sere. In effetti scese giù.
Ad un tratto mi squillò il telefono. Il buio della mia camera non mi permetteva di capire dove il telefono fosse davvero. Allungai la mano verso il comodino e presi la cornetta.
"Chi è??", chiesi tutto assonnato. Ricordo che avevo gli occhi chiusi mentre parlavo.
Era il mio vicino di stanza. Parlavamo di non ricordo cosa. Ho l’impressione fosse una sorta di gioco come quelli che si fanno dicendo data di nascita e nome, quelle scemate da scuole medie. In effetti alla fine lui mi disse, quasi deridendomi: "Ah… Valentina Giannelli!!!". A fianco a lui sembrava ci fosse un’altra persona e pensai fosse Corrado o Mauro, uno dei due che di solito rimangono con lui in consulta. Ero sicuro fosse uno dei due. Non appena mi nominò questa ragazza – Valentina Giannelli – mentre l’altro rideva e io mi accorgevo che probabilmente il mio interlocutore era nella stanza dei telefoni (da dove possiamo fare chiamate verso interni ed esterni), lo stesso vicino di stanza, ridendo, disse: "Ah…ma vaff…". E con questo riattaccò. Ero stanchissimo per poter cercare di capire il perchè di una chiamata così inutile che si era conclusa con una risata, al termine di un gioco che a quanto pare aveva rivelato il nome di una ragazza che conosco solo di vista. Mi dissi che la mattina seguente avrei di sicuro chiesto al mio vicino di stanza una spiegazione. In effetti quando mi svegliai, decisi di chiamarlo.
Nonostante torni in camera di solito tardi la sera, era in piedi prima di me. Appena rispose al telefono gli chiesi cosa voleva da me. Lui era del tutto ignaro di cosa stessi cercando di far capire. "Ieri sera sul tardi mi hai chiamato??", chiesi, dubbioso a questo punto. "No", mi dice lui. "Come no??", pensai. "Impossibile, mi ha chiamato lui, era la sua voce, era con Corrado, quello rideva…". Lui per telefono mi confermò seriamente che non mi aveva chiamato. Io ero preoccupato. Lo salutai e gli augurai buona fortuna per l’esame che di li a un’ora avrebbe sostenuto.
"Valentina Giannelli". Di Giannelli in collegio quest’anno vi è una sola ragazza. Mi promisi di controllare il nome sulla lista del vicedirettore. Stasera decisi una benedetta volta di controllare, sto nome. Gli chiesi di passarmi la lista delle ragazze del collegio. Se era davvero un sogno (avevo ancora i miei dubbi), il nome non avrebbe combaciato con il nome del sogno "Valentina". Ma il sangue mi gelò le vene. Il nome di questa ragazza era il primo della lista:
 
Valentina Giannelli
 
Uh mamma mia. Spiegatemi questo… 
 
 
 
 
 
 
 
 

Annunci